Eolie, l’Isola di Vulcano: trekking, mare e talassoterapia

Andiamo alla scoperta dell'Isola di Vulcano, ideale per una vacanza di trekking, mare e talassoterapia. Disegnata dai vulcani stessi che l’hanno generata, è la meta ideale per chi vuole camminare, nuotare e rilassarsi, tra panorami indimenticabili e un ambiente unico al mondo.

28 giugno 2021 - 9:53

Isola di Vulcano: trekking a casa del dio Efesto

Secondo la mitologia greca l’isola di Vulcano era animata dalle fucine del dio del fuoco Efesto, il fabbro che forgiava le armi per gli dei con l’aiuto dai Ciclopi.

Anche senza abbandonarsi a miti e leggende è facile pensare all’isola quale sede di forze creative splendidamente rappresentate dagli elementi naturali.

Il fuoco ha creato i rilievi e colorato di tinte scure le rocce e le sabbie, l’acqua del mare ha ritagliato il perimetro della costa come a voler lavorare un complicato origami, il vento ha contribuito a dare forma alla pietra, fotografia d’eruzioni lontane nel tempo.

La fusione di quattro crateri ci ha lasciato i 391 metri del Vulcano della Fossa che domina l’isola con la sua pietra rossastra.

Il cratere è spettacolare e ha un diametro di circa 500 metri. L’ultima eruzione risale al 1890, ma l’attività vulcanica è ancora evocata dalle fumarole.

Raggiungere la cima richiede poco più di un’ora di cammino, sebbene questa passeggiata in sé non sia eccessivamente impegnativa dal punto di vista fisico.

A nord, il più piccolo Vulcanello, emerso nel 183 a.C., ha originato una piccola e tonda penisola.

 

Cosa fare: camminare, nuotare e talassoterapia all’ombra  del vulcano

Oltre alle bellissime escursioni panoramiche è possibile naturalmente fare il bagno nelle sue piccole baie, con il fascino della sabbia nera vulcanica.

La Baia di Ponente ha il fondale basso ed è ideale per famiglie con bambini.

La Spiaggia delle Fumarole è circondata dalle rocce e verde incontaminato e l’acqua è riscaldata dal vulcano. Infine la Spiaggia del Gelso, sulla costa meridionale, consente immersioni nel mare cristallino

Per immergersi nel vero senso della parola nel vulcano, niente di meglio della cosiddetta pozza, un bacino di fango e argilla situato  accanto al porto.

Fare un bagno di fango ha proprietà depurative e rilassanti, è ideale per tenere a bada problemi respiratori, problemi del sistema muscolo-scheletrico e naturalmente disturbi della pelle.

Le fumarole riscaldano l’acqua che viene arricchita di minerali e assicura un effetto massaggio naturale.

Vulcano è tra le più importanti località per i trattamenti di talassoterapia.

 

L’itinerario: ascensione al Gran Cratere La Fossa

Il cratere “La Fossa” è stato teatro dell’ultima eruzione della storia di Vulcano, avvenuta tra il 1888 e il 1890.

Oggi l’attività ha carattere secondario e consiste prevalentemente in forti emissioni fumaroliche.

Il cratere è attentamente monitorato dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia allo scopo di prevenire il rischio connesso a una eventuale ripresa dell’attività eruttiva.

A partire dal 2009 è previsto un ticket di accesso al cratere.

Il sentiero, che parte dalla strada provinciale, ha fondo misto, sabbioso e pietroso.

C’è un forte dislivello nel tratto iniziale.

Si taglia, in diagonale, il versante settentrionale fino all’orlo craterico (m 300), attorno al quale si sviluppa un anello che attraversa la parte sommitale (m 390) e ritorna al punto di partenza.

La prima parte del percorso è in parte ombreggiata e attraversa una folta macchia di ginestra del Tirreno.

Questa leguminosa esclusiva dell’arcipelago in poco più di un secolo ha colonizzato i depositi di sabbia prodotti durante l’ultima eruzione.

In quota si incontrano soltanto piccoli raggruppamenti di piante pioniere, come l’erba romice o poche graminacee, che lasciano gradualmente spazio alle aride pietraie della parte sommitale.

L’interno del cratere, ostruito da un “tappo” di ceneri e piroclastiti, è oggi diverso da come doveva presentarsi prima dell’eruzione del 1888.

A quel tempo ospitava infatti cave di zolfo, date in concessione all’imprenditore scozzese James Stevenson e rapidamente abbandonate.

Lungo il versante nord-orientale, in particolare, sono presenti numerose fratture dove si concentra la maggior parte delle fumarole.

Le temperature all’interno si aggirano intorno ai 400 °C.

L’odore è sgradevole e la presenza di gas tossici rende necessaria una certa attenzione durante il loro attraversamento.

La visita alla sommità del vulcano, che non comporta alcun pericolo per gli escursionisti, permette inoltre di godere di una splendida vista sulle altre isole dell’arcipelago e sulla vasta “caldera” di Lentia, risultato di un imponente collasso vulcano-tettonico, proprio al centro della quale, circa 10.000 anni fa, si è formato il cratere attuale La Fossa.

Come arrivare all’Isola di Vulcano

Vulcano è collegata alla terraferma via traghetto e aliscafo da Milazzo, Messina, Palermo, ma anche da Napoli, Reggio Calabria e Salerno.

Qui si possono i link alle compagnie che effettuano servizio di traghetto e aliscafo per Vulcano

 

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