Da Itri a Fondi sull’Appia Antica: camminare sulle tracce dei Romani

20 maggio 2018 - 14:59

Un percorso sui basoli secolari dell’Appia Antica, la strada romana che collegava la Capitale al porto di Brindisi e da lì verso la Grecia e l’Oriente.

L’Appia Antica, chiamata dai romani Regina Viarum è senza dubbio una delle opere di ingegneria più ardite e ambiziose dell’antico Impero, sia in relazione all’epoca in cui furono posate le prime pietre, sia per l’impatto che essa ricoprì per l’economia, la cultura e la società romana.

Il percorso dell’Appia, costruita a partire dal 300 a.C., fu luogo di grandi battaglie, che videro i Romani guerreggiare contro le popolazioni del Centro Italia, su tutti i Sanniti. Quest’asse stradale divenne una risorsa fondamentale anche grazie al fiorire di importanti traffici commerciali lungo il percorso. Numerose attività produttive sorsero sull’Appia: taverne, punti di ristoro, ospizi per le soste notturne, Mansio per garantire agli ufficiali un’adeguata ospitalità e riposo, stazioni di cambio – le Mutationesper consentire il ricambio degli animali da traino.

Oggi l’Appia, dopo secoli di passaggi illustri, non è più percorribile integralmente; restano però alcuni tratti in cui si può letteralmente camminare sul passato.

L’ITINERARIO: DA ITRI A FONDI SULL’APPIA ANTICA

Presentato nell’ambito dell’evento Italian Wonder Ways, l’itinerario sull’Appia Antica da Itri a Fondi consente di passeggiare sul tracciato originario della Regina Viarum. Il percorso – in parte su strada asfaltata e in parte sul tracciato originario – è inserito nel Parco Naturale dei Monti Aurunci, caratterizzato da un tipico paesaggio carsico che nei secoli ha prodotto doline, rocce arrotondate e una numerosa serie di grotte sotterranee e pozzi.

Si parte da Itri, cittadina del Lazio meridionale in cui si producono le famose olive di Gaeta, un’eccellenza enogastronomica locale, celebre anche al di fuori dei confini regionali. Dal castello medievale che domina l’abitato, si scende attraverso le stradine del borgo antico in direzione Fondi. Prima di imboccare la nuova Strada Statale 7 “Via Appia”, consigliamo di perdervi senza fretta tra le viuzze del centro.

Si segue poi la SS7 fino alla località Vastomano per circa 3 km. Qui, al km 125.8, si segue un cartello che indica il percorso dell’Appia, su una lieve discesa sterrata. Dopo aver incrociato la SS7, si attraversa la strada fino alla sbarra che indica l’ingresso nel Parco Naturale dei Monti Aurunci.

Da qui si prosegue per circa 2,5 chilometri sull’antica strada, che in alcuni punti è larga più di 4 metri. Il percorso, contornato dalle cime arrotondate dei Monti Aurunci, prosegue in tutta la sua lunghezza sui grandi ciottoli irregolari di basalto, che sembrano catapultarci in un’altra epoca.

A circa metà strada sulla sinistra, si incontrano i resti del Fortino di Sant’Andrea, costruito sui ruderi di un antico tempio dedicato ad Apollo. Il Fortino di Sant’Andrea fu luogo di battaglie e rifugio di briganti: si trovava infatti sul confine tra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa. Questo luogo fu anche una roccaforte borbonica per impedire la penetrazione napoleonica nel Sud Italia.

Dopo il Fortino la strada prosegue in piano tra ulivi e muretti a secco, fino a rincontrare la SS7 in prossimità del km 122. Un lungo rettilineo di circa 6 chilometri, che invero non è il luogo ideale per una passeggiata a causa dell’intenso traffico automobilistico, immette infine nel centro abitato di Fondi.

A Fondi merita una visita il castello baronale Caetani con i suoi imponenti torrioni di forma cilindrica, sede del museo civico. A pochi chilometri di distanza si erge anche l’Abbazia di San Magno, dove nel medioevo fu conservato il corpo dell’omonimo Martire, luogo di sosta dei pellegrini che intraprendevano il percorso della Via Francigena del Sud.

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