La Grande Traversata Elbana: da Marina di Campo a Poggio

20 maggio 2017 - 19:48

Da Marina di Campo si risale il vecchio sentiero che collegava il piccolo porto campese con San Piero, il paese più importante del versante sud del Monte Capanne, conosciuto già nell’antichità per le sue cave di granito. Dopo averne attraversato i vicoli lastricati in pietra si imbocca il viottolo in località Le Piane, e dopo essere passati dalle ancora attive cave di granito si continua circondati dalla bassa macchia in cui spiccano il cisto e la ginestra, fino a raggiungere il molino ad acqua di Moncione (m 366), dove veniva macinato il grano fino all’ultimo conflitto bellico. Siamo in una delle zone archeologicamente più importanti dell’isola dove, oltre alle necropoli villanoviane, spiccano le antiche cave di granito di epoca Romana che ancora oggi conservano numerose colonne pressoché complete che in alcuni casi superano i dieci metri di lunghezza.

Lasciando a destra Vallebuia, si sale fino ai 548 metri di Pietra Murata (grosso monolite di granito sfruttato dagli antichi come postazione di vedetta intorno al quale si era sviluppato un villaggio costituito da rifugi sottoroccia e capanne in pietra), per poi proseguire fino a raggiungere “Le Macinelle” a quota 600 metri, due rifugi in pietra a pianta circolare che nella forma ricordano gli igloo degli eschimesi.

Dopo aver superato il fosso dell’Inferno si giunge al “Colle della Grottaccia” (m 645), poi continuando sul crinale verso nord-est, circondati da rocce granitiche in cui l’erosione ha scolpito fantasmagoriche figure, si raggiunge il quadrivio delle Filicaie a quota 870, punto di inizio delle due principali valli isolane: La Valle di Pomonte a sudovest e quella della Nevera a nordest. Da questo panoramico pianoro comincia l’ascesa alla maggiore vetta elbana risalendo un costone roccioso che permette di ammirare il cuore ancora selvaggio dell’isola, per poi arrivare sulla vetta del Monte Capanne, a quota 1019, ed ammirare l’Elba nella sua interezza: le isole di Gorgona e Capraia a nord, la costa italiana ad est, le isole del GiglioMontecristo e Pianosa a sud e la grande Corsica con le sue vette spesso innevate ad ovest. Lasciata la vetta si scende dal versante nord lungo un sentiero che si snoda a tornanti tra grossi lastroni di granito fino alla sella del Ferale(m 620) da dove, circondato da erica e corbezzoli, il sentiero termina direttamente nei vicoli del borgo di Poggio (m 350).

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