Tappa R77

18 marzo 2020 - 9:46

Dal Passo di Canciano (2464 m), confine di Stato con la Federazione
Elvetica, si segue il sentiero che percorrendo la testata della Val
Poschiavina porta al Passo di Campagneda (2626 m), posto sullo sperone
di rocce che scende dal maestoso Pizzo Scalino (3323 m) che domina la
sottostante piana di Campagneda. Si segue il sentiero che scende
costeggiando i Laghi di Campagneda  fino a percorrere il lungo
Piano di Campagneda  passando per L’Alpe  Campagneda (2145
m). La segnaletica indica di seguire un tortuoso sentiero che in circa
20 minuti consente di raggiungere il Rifugio Zoia. (2021 m) località
Campo Moro.

Il patrimonio Naturale e culturale
Valle di Campo Moro (2021 m): attravesata dal torrente Lanterna che
sfocia nella pianeggiante conca dell’Alpe Moro, la valle è sbarrata da
una prima diga di 10 milioni di mc; una seconda diga, a gravità pura,
alta 110 m, chiude la valle creando un lago artificiale di 65 milioni
di mc, uno dei più grandi d’Italia. Le dighe fanno funzionare le
centrali di Campo Moro, Lanzada e Sondrio. Le rocce serpentinose
dell’incombente Sasso Moro (3108 m) presentano vene di calcite bianca
che racchiudono vistosi cristalli cubici di perovskite, minerale di
titanio tipico della Val Malenco, insieme a magnetite ed ilmenite.
La conca di Campagneda ed il Rifugio Zòia: è dominata a N. dal Monte
Spondascia (2867 m), ad E. dal Passo di Campagneda (2601 m) che porta
in Val Poschiavina italiana, ed oltre il Passo d’Uer in quella
svizzera, e dalla costiera delle Suffrine che arriva a “Il Cornetto”
(2848 m) e al Pizzo Scalino (3323 m); a S. gli alpeggi di Prabello. E’
visibile l’azione dei ghiacciai nel modellare il bacino, sia per la
presenza di numerosi laghi (quello di Campagneda è tra i più ampi), di
conche prosciugate, di zone paludose e di torbiere. Alcuni dei laghi
esistenti sono dovuti all’erosione glaciale, mentre quelli più bassi, a
sbarramenti morenici.
Tutta la zona è molto interessante dal punto di vista naturalistico e
paesaggistico, offrendo la possibilità di numerose passeggiate in un
ambiente alpestre che merita di essere visitato.
La Val Poschiavina Italiana: valle solitaria, poco conosciuta e
frequentata, interessante per il paesaggio e la morfologia, con rocce
montonate e striate che testimoniano l’erosione dei ghiacciai con delle
belle marmitte dei giganti. Essa si apre sulla d. del Lago di Gera (E.)
con una soglia sospesa di circa 200 m dalla quale scende con cascate il
torrente Poschiavino.
Dalle vecchie baite dell’alpe (2230 m) inizia la valle con un profilo
ad U: essa prosegue in direzione S.E. per più di 2 Km superando 2
gradini rocciosi seguti da piani paludosi. Sulla S. del solco vallivo
(N.) vi è il costone delle Ruzze (2805-2797 m) la cui scarpata
meridionale prende il nome di Sassi Bianchi per la presenza di rocce
calcaree, alla fine del costone in fondo alla valle vi è il Corno delle
Ruzze o Capàscio (2808 m). Sull’altro versante della valle (S.) vi è il
Monte Spondaccia (2867 m) e la cresta che giunge al Passo di Campagneda
(2626 m) che porta all’omonima conca. Alla testata della Valle, a s. il
Passo di Uer e al centro, in una conca tra rocce montonate, quello di
Canciano.

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