L’Italia è tra i Paesi più fotografati del pianeta, eppure lontano da Venezia, Roma e dalla Costiera Amalfitana esistono centinaia di borghi storici che quasi non vengono considerati
Una nuova ricerca ha passato al setaccio 381 località inserite nel circuito de I Borghi più belli d’Italia e ha stilato la classifica dei 15 centri che ricevono la minore attenzione online.
In testa c’è Monte Grimano Terme, nelle Marche, seguita a pari merito da Aiello Calabro e dalla lombarda Castelponzone.
Lo studio arriva in concomitanza con Cortona On The Move 2026, il festival internazionale di fotografia che quest’anno ha scelto come tema “Beautiful Country” e che resta aperto fino al 1° novembre.
L’obiettivo è individuare i borghi italiani ancora in attesa di essere raccontati attraverso l’obiettivo.
Per costruire la graduatoria sono stati incrociati i volumi di ricerca su Google con i dati fotografici di Wikimedia e Flickr, tenendo conto anche del numero e della varietà dei fotografi che hanno documentato ciascuna destinazione.
Il risultato è un punteggio da 0 a 100: più è alto, meno il borgo è visibile in rete.
Con 79,5 punti su 100, Monte Grimano Terme guida la classifica.
Il borgo sorge tra le dolci colline dello storico territorio del Montefeltro e può contare su sorgenti termali e su un patrimonio architettonico di valore.
Monte Grimano Terme – Foto Credit: Pexels/PhotoGraph
Numeri alla mano, però, la sua impronta digitale è quasi nulla: nessuna immagine geolocalizzata su Wikimedia, nessuna fotografia su Flickr e appena 100 ricerche mensili su Google in tutto il mondo.
Secondo la ricerca è l’esempio più evidente di una destinazione italiana riconosciuta che resta, in gran parte, sconosciuta online.
Al secondo posto a pari merito, con 79,2 punti, c’è Castelponzone, in Lombardia.
Castelponzone – Foto Pexels
Un tempo borgo fortificato della Pianura Padana, conserva strade storiche e architetture rurali che non compaiono quasi mai sulle principali piattaforme fotografiche aperte.
I dati parlano chiaro: zero immagini su Wikimedia, zero su Flickr e 200 ricerche mensili su Google, nonostante il carattere distintivo di questo angolo dell’Italia settentrionale.
È la Calabria a piazzare il maggior numero di località nella top 15, con tre borghi:
Sono tre borghi dai paesaggi molto diversi fra loro, che spaziano dai centri arroccati sui pendii agli scenari montani e costieri.
Roseto Capo Spiluco – Foto Massimo Piacentino
Aiello Calabro e Aieta non hanno immagini geolocalizzate né su Wikimedia né su Flickr, con rispettivamente 200 e 800 ricerche mensili.
Buonvicino conta 8 immagini su Wikimedia, caricate da soli 2 utenti.
Un segnale di come alcuni dei borghi storici calabresi meno noti restino ancora ai margini della fotografia online.
Tre presenze anche per Puglia e Lazio.
Per il Lazio compaiono Capranica Prenestina, quinta a pari merito con 78,1 punti, Boville Ernica, nona con 76,4, e Orvinio, tredicesimo con 75,1.
La Puglia risponde con Bovino al decimo posto con 75,6 punti, Presicce-Acquarica al dodicesimo con 75,4 e Alberona al quattordicesimo con 74,7.
Tra i dati più curiosi, Boville Ernica e Alberona registrano 1.000 ricerche mensili ciascuno, il volume più alto dell’intera top 15, ma restano comunque quasi assenti dalle piattaforme fotografiche: il primo non ha alcuna immagine geolocalizzata su Wikimedia, il secondo appena una.
Più a sud, all’undicesimo posto con 75,5 punti, c’è San Marco d’Alunzio, in Sicilia.
Arroccato sopra la costa tirrenica e noto per le sue numerose chiese storiche, il borgo conta appena 10 immagini geolocalizzate su Wikimedia, tutte caricate da un unico account, e soltanto 30 ricerche mensili su Google, il valore più basso della classifica.
Un contrasto netto tra il valore del suo patrimonio storico e culturale e una presenza fotografica in rete ancora molto limitata.
Completano la parte alta della graduatoria Mel di Borgo Valbelluna, in Veneto, quarto con 78,9 punti e 300 ricerche mensili, e due borghi appaiati al quinto posto con Capranica Prenestina a quota 78,1: Monteverde, in Campania e Macerata Feltria, seconda località marchigiana della top 15.
Per tutti e tre nessuna immagine geolocalizzata su Wikimedia e nessuna fotografia su Flickr, con 600 ricerche mensili ciascuno per Monteverde e Macerata Feltria.
L’indagine porta la firma di MPB, piattaforma online specializzata nella compravendita di attrezzatura fotografica e video usata.
I suoi esperti hanno analizzato le 381 località riconosciute da I Borghi più belli d’Italia, l’associazione nazionale che promuove piccoli centri e borghi storici per il loro valore culturale, architettonico e paesaggistico.
Ogni borgo è stato valutato su quattro indicatori: il volume medio mensile globale delle ricerche su Google, rilevato con Ahrefs Keywords Explorer, il numero di immagini geolocalizzate su Wikimedia Commons entro un raggio di 2 km, il numero di account Wikimedia distinti che le hanno caricate e il numero di fotografie corrispondenti su Flickr.
Le quattro metriche, con lo stesso peso, sono state combinate in un indice da 0 a 100.
Meno interesse nelle ricerche e meno fotografie producono un punteggio più alto: in cima alla classifica si trovano quindi i borghi che ricevono meno attenzione online, pur figurando già tra i centri storici più importanti d’Italia.
Fotografare una meta poco battuta richiede un approccio diverso rispetto a una destinazione già affermata. Per questo gli esperti di fotografia di MPB hanno condiviso tre suggerimenti.
Il primo è concentrarsi sui dettagli che rendono unico un luogo.
Nei borghi più tranquilli le immagini più suggestive nascono spesso dalla vita quotidiana più che dai panorami iconici: elementi in pietra, lavorazioni artigianali, portoni, scorci delle vie e momenti di vita che aiutano a raccontare la storia del paese.
Il secondo riguarda la luce.
Sotto il sole delle ore centrali vie e vicoli medievali creano contrasti molto marcati, mentre la luce del primo mattino e del tardo pomeriggio mette in risalto texture, colori e dettagli architettonici, regalando un’atmosfera più morbida.
Il terzo è contribuire a costruire la memoria visiva del territorio.
Se una località ha poche immagini online, geolocalizzare le proprie fotografie o condividerle su piattaforme aperte come Wikimedia Commons aiuta a documentare e far conoscere luoghi che oggi hanno una presenza in rete limitata.
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