CAI: i bivacchi inagibili per il rischio contagio

16 maggio 2020 - 14:30

Nei bivacchi non è possibile garantire il distanziamento fisico necessario per evitare i contagi.  Per questa ragione il C.A.I. ha deciso di inviare a tutti i presidenti dei Gruppi regionali, delle Commissioni regionali rifugi e delle Sezioni una nota nella quale si afferma che:

“L’accesso ai bivacchi  equivale all’assunzione per l’utente del rischio di contagio da Covid-19. Utilizza il bivacco solo in caso di emergenza”

Il C.A.I. ha raccomandato di affiggere una stampa di questo avviso sulla porta di accesso di ogni bivacco per dissuadere le persone dall’utilizzo di queste strutture.

I bivacchi rimarranno aperti come appoggio in situazioni di estrema necessità, ma al di fuori di questi casi il loro utilizzo è assolutamente sconsigliato. Infatti queste strutture hanno spazi ristretti e non possono essere sanificate, pertanto sono ad alto rischi contagio.

Il presidente della Commissione centrale rifugi Giacomo Benedetti ha dichiarato:

“Dopo un’attenta ed approfondita riflessione abbiamo concluso che i bivacchi non si possono chiudere poiché, in caso di emergenza, rappresentano l’unico punto di ricovero possibile per gli alpinisti. Riteniamo però giusto e corretto ricordare che gli spazi, essendo esigui e non sanificati, non garantiscono all’avventore i requisiti, anche minimi, di sicurezza, esponendoli al rischio di contagio”.

Il Presidente del CAI, Vincenzo Torti, ha spiegato che i Bivacchi rimarranno aperti, me è assolutamente sconsigliato l’uso, i frequentatori si assumeranno il rischio di eventuali contagi, considerando le ridotte dimensioni dei bivacchi e l’assenza di controlli

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