Il valdostano Camandona sulla vetta del Dhaulagiri, 8167 metri, senza ossigeno

Due valdostani hanno raggiunto la vetta del Dhaulagiri in Nepal, che con i suoi 8167 metri è la settima vetta più alta del mondo. Per Marco Camandona si tratta del decimo ottomila senza ossigeno, per Pietro Picco, guida alpina di Courmayer, è il primo.

4 ottobre 2021 - 12:12

Decimo ottomila per Marco Camandona

Marco Camandona, guida alpina di Valgrisenche, ha raggiunto il 1° ottobre 2021 il suo decimo ottomila, il Dhaulagiri, in Nepal.

La “Montagna Bianca”, con i suoi 8167 m, è la settima vetta più alta del mondo e l’unica a trovarsi interamente entro i confini di un unico paese.

L’ascesa è stata compiuta senza l’ausilio dell’ossigeno.

Per il suo compagno di cordata, Pietro Picco, guida alpina di Courmayeur, si è trattato del primo ottomila.

Partiti dall’Italia il 30 agosto, Marco e Pietro hanno raggiunto il campo base il 13 settembre e, ultimata la fase di acclimatamento, si sono riposati qualche giorno in attesa della finestra di bel tempo.

Martedì sono saliti al C2 (6400 m) dove hanno dormito per due notti, per salire poi al C3 (7200 m.) dove dopo un paio d’ore di riposo, hanno attaccato l’ascesa alle ore 23.00 giungendo in vetta alle ore 7.45, ora locale nepalese.

Camandona – raggiunto telefonicamente – ha fatto sapere di essere particolarmente contento del risultato, in quanto, a seguito dell’infortunio di maggio 2020, non era scontato pensare di riuscire nuovamente a scalare a grandi livelli.

Ci sono voluti tanti mesi per il recupero ottimale, che è stato possibile grazie ai fantastici fisioterapisti che lo hanno seguito in questo lungo periodo prima della spedizione.

Chi è Marco: le imprese in giro per il mondo, gli ottomila e Seven Summits

Alpinista di fama internazionale, guida alpina e maestro di sci alpino, Marco Camandona è allenatore federale di scialpinismo.

Direttore tecnico, da più di 20 anni, della gara internazionale di scialpinismo a tappe Millet Tour du Rutor Extrême, è stato atleta di sci alpinismo e di ultra trail.

È inoltre giudice della Federazione internazionale di sci alpinismo e membro del Soccorso Alpino della Valle d’Aosta dove vive e lavora.

Marco è salito sulle vie più impegnative delle Alpi, dal Monte Bianco alle Dolomiti, aprendo vie nuove in Himalaya come la via Princess Cecile Line al Churen Himal (7371 m) nel 2012.

Dal 1996 ad oggi, ha preso parte a più di venti spedizioni alpinistiche e ha intrapreso viaggi d’avventura in tutto il mondo, salendo su cinque delle montagne più alte di ogni continente (i cosiddetti Seven Summits).

Per dieci volte è salito su una cima principale di 8000 metri senza l’ausilio dell’ossigeno.

Marco fa parte del ristretto numero di alpinisti che hanno scalato il K2 e l’Annapurna, tra le più difficili e insidiose montagne del mondo.

Inoltre, è tra i pochi al mondo ad aver salito le prime sei montagne più alte del mondo: l’Everest (8848 m) nel 2010, il K2 (8611 m) nel 2000, il Kangchenjunga (8586 m) nel 2014, il Lhotse (8516 m) nel 2018, il Makalu (8463m) nel 2016, il Cho Oyu (8210 m) nel 1998 – che si concretizza durante il tentativo di salita in velocità di due ottomila tra cui il ShiSha Pangma (8048 m) a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

A questi si aggiunge l’Annapurna (8091 m) la cui vetta è stata raggiunta nel 2006, il Manaslu (8163 m) nel 2019 e il Dhalaugiri nel 2021.

Le vette conquistate

Ottomila (senza ausilio di ossigeno supplementare)

Everest (8848 m) nel 2010;
K2 (8611 m) nel 2000;
Kangchenjunga (8586 m) nel 2014;
Lhotse (8516 m) nel 2018;
Makalu (8463m) nel 2016;
Cho Oyu (8210 m) nel 1998;
Dhaulagiri (8167 m) nel 2021;
Manaslu (8163 m) nel 2019;
ShiSha Pangma (8048 m) nel 1998;
Annapurna (8091 m) nel 2006.

Seven Summits (senza ausilio di ossigeno supplementare)

Aconcagua – Sudamerica (6962 m), 2001
Elbrus – Europa (5642 m), 2003
Kilimanjaro – Africa (5896 m), 2004
Monte Denali – Nordamerica (6194 m), 2009
Everest – Asia (8848 m), 2010

Non solo vette: Sanonani House, un progetto di solidarietà in Nepal

Marco dal 2015 si dedica ad un progetto umanitario in Nepal, dove ha realizzato un orfanotrofio che accoglie bambini in età scolare particolarmente bisognosi perché orfani o perché vittime di situazioni famigliari disastrose.

La struttura ospita fino a 25 bimbi, da qui il nome Sanonani House, che in Nepalese significa Piccolo Bambino.

Ai piccoli ospiti viene assicurato da parte di personale nepalese qualificato vitto, alloggio, istruzione ed una educazione nel rispetto della cultura locale.

 

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