Turismo in bicicletta: una ciclovia che collega Tirreno e Adriatico

Toscana, Umbria e Marche stanno per firmare un protocollo d'intesa per realizzare una ciclabile che colleghi la Ciclovia Adriatica con la Ciclovia Tirrenica. Questo progetto contribuirà a creare una rete interconnessa della mobilità lenta nel centro/nord Italia

12 dicembre 2022 - 16:41

Da una parte c’è la ciclovia Tirrenica, dall’altra quella Adriatica, ma ad oggi i due percorsi non comunicano tra loro e non è previsto alcun asse di collegamento.

La Regione Toscana, attraverso le parole del suo assessore alle infrastrutture e alla mobilità, ha dichiarato di voler porre rimedio a questa situazione attraverso la creazione di un percorso che unisca questi due importanti assi viari del cicloturismo in Italia.

L’idea della Toscana è di firmare un protocollo d’intesa tra le tre Regioni coinvolte in questo progetto, ovvero la Toscana, l’Umbria e le Marche. Per arrivare alla progettazione prima e alla realizzazione poi dei tratti da necessari a rendere effettivo questo collegamento.

 

Il progetto della Ciclovia Monte Argentario – Civitanova Marche

Questo asse ciclabile di collegamento si chiamerà “Ciclovia Monte Argentario – Civitanova Marche” e si svilupperà attraverso la Toscana, l’Umbria e le Marche, toccando alcuni dei più suggestivi borghi di questi territori come: Albinia, Pitigliano, San Casciano dei Bagni, Orvieto, Todi, Perugia, Assisi, Foligno, Serravalle di Chienti, Tolentino, Corridonia e Civitanova Marche.

Questa ciclabile sarà collegata anche alla Ciclovia del Sole e la Ciclovia degli Appennini, oltre che con i cammini della Via Francigena, della Via di Francesco e della Via Lauretana, tutte vie di pellegrinaggio che sono oggi percorribili anche in bicicletta.

L’obiettivo del protocollo di intesa che sarà stipulato dalle tre Regioni è creare una rete interconnessa, protetta e dedicata, di itinerari ciclabili e ciclopedonali attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico.

Non saranno ‘semplici’ infrastrutture da percorrere in bici, ma un insieme di percorso che diventeranno arterie turistiche dei territori attraversati.

Questa nuova rete viaria dedicata la turismo lento e sostenibile metterà in rete anche servizi e strutture dedicate, compresi i punti di ristoro, con particolare riguardo ai percorsi connessi e correlati e collegati con le vie che hanno caratteristiche storico culturali.

La mobilità ciclistica costituisce uno degli elementi trainanti per lo sviluppo del turismo lento e per la valorizzazione turistica e sostenibile delle aree interne.

 

Ogni Regione ha individuato i propri tratti costitutivi

Per farlo le tre Regioni attraversate dalla ciclovia hanno individuato i rispettivi tratti costitutivi dell’itinerario nazionale con propri atti di previsione e programmazione di sviluppo delle loro reti ciclabili ed intendono creare una rete di ciclostazioni per favorire l’intermodalità tra bicicletta e altri mezzi di trasporto.

Il tratto toscano partirà da Porto Santo Stefano fino ad arrivare a San Casciano dei Bagni raccordandosi poi con il tratto umbro.

In Toscana attraverserà suggestivi tratti naturalistici come la Laguna di Orbetello, ma anche luoghi di grande valore storico e culturale come Manciano, la stessa Orbetello e Pitigliano o la necropoli etrusca di Poggio Buco.

Per ciò che riguarda l’interconnessione con altre infrastrutture a mobilità lenta, il tratto toscano sarà collegato con le vie del Ret, la Rete escursionistica toscana, la Francigena e l’itinerario Eurovelo.

Infine, oltre all’interconnessione con il trasporto pubblico locale, ci sarà quella con la rete ferroviaria regionale e nazionale a San Casciano dei Bagni e Albinia. Nel tratto finale Albinia – Porto Santo Stefano si prevede anche il recupero del tracciato dell’ex ferrovia dell’Argentario fino al Tombolo della Giannella.

 

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