Decreto sicurezza e coltelli: la nuova legge penalizza chi va in montagna

Il decreto sicurezza vieta di portare fuori casa coltelli pieghevoli con lama oltre i 5 cm. Il Cai Alto Adige chiede una modifica: "Sono strumenti essenziali in montagna e possono anche salvare vite"

17 marzo 2026 - 16:48

Dal 25 febbraio è in vigore una norma che rischia di stravolgere le abitudini di migliaia di escursionisti e appassionati di vita all’aperto.

Il nuovo decreto sicurezza vieta di portare con sé, fuori dall’abitazione, qualsiasi coltello dotato di meccanismo di blocco con una lama superiore ai 5 centimetri.

Una misura pensata per contrastare la violenza giovanile e il fenomeno delle cosiddette “baby gang” ma che nella pratica colpisce anche chi usa questi strumenti in contesti del tutto leciti, come boschi, sentieri e ambienti naturali.

Cosa prevede la legge: divieti, eccezioni e sanzioni

Il divieto si concentra sui coltelli pieghevoli con meccanismo di blocco della lama, punta acuta e apertura a una mano: una categoria molto diffusa tra gli appassionati di montagna e outdoor.

In pratica, in questa categoria di coltelli, rientrano anche modelli solo leggermente più grandi dei classici coltellini svizzeri, amati da campeggiatori ed escursionisti di tutto il mondo.

Rimane invece consentito portare coltelli a lama fissa fino a 8 centimetri. Un’eccezione che, paradossalmente, ammette strumenti che, non potendosi richiudere, potrebbero risultare perfino più pericolosi rispetto ai modelli pieghevoli.

_ Le sanzioni previste:

Chi viene sorpreso in possesso di un coltello pieghevole con blocco e lama superiore ai 5 cm rischia:

  • Reclusione fino a tre anni
  • Ammenda da 1.000 a 10.000 euro
  • Sospensione della patente di guida e del porto d’armi

Per i minori fermati in possesso di questi strumenti, le sanzioni amministrative, che sono comprese tra 200 e 1.000 euro, possono ricadere direttamente sui genitori.

Il porto di coltelli o strumenti a lama fissa superiore a 8 cm è punito con un’ammenda e la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Il nodo del “giustificato motivo”: una lacuna che penalizza l’outdoor

Uno degli aspetti più critici della norma è l’eliminazione del concetto di “giustificato motivo”: non è previsto alcun elenco di circostanze in cui sia ammesso portare con sé un coltello altrimenti vietato.

Attività lavorative o sportive, categoria nella quale rientrerebbe a pieno titolo l’escursionismo, non costituiscono una deroga riconosciuta dalla legge.

In pratica, anche un escursionista che porta nello zaino un coltellino pieghevole per uso pratico in montagna sarebbe tecnicamente soggetto alle sanzioni penali previste.

Il Cai dell’Alto Adige: “Un’assurdità. Questi coltelli possono salvare vite”

La misura ha suscitato reazioni durissime di associazioni del mondo della montagna, tra le quali quella del presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella che, parlando con l’Ansa, si è detto “letteralmente sconcertato” dalla misura e ha aggiunto: “Ancora una volta si decidono delle cose, senza saperle e senza ascoltare gli esperti” .

I casi in cui un coltello può essere utile a chi si trova in ambienti outdoor sono molteplici: tagliare un laccio in caso di emergenza, intervenire su una ferita dopo il morso di una vipera, liberare un aniamale rimasto ingarbugliato in un filo di recinzione oppure tagliare legna per accendere un fuoco in caso di emergenza.

E poi c’è l’uso più quotidiano, quello dei fungaioli: tagliare i funghi alla base per non danneggiare il micelio sotterraneo, che garantisce la ricrescita negli anni successivi.

Zanella ha aggiunto: “È un’assurdità perché questi coltelli sono utilissimi per chi si muove nella natura e possono salvare vite”.

Nel commentare il decreto, Zanella richiama un precedente che ha fatto discutere il mondo outdoor: l’obbligo di portare pala e Arva quando si va con le ciaspole: “Capisco il divieto per i ragazzi a scuola, è fuori discussione. Ancora una volta il legislatore esagera, come è successo con l’obbligo di portare con sé la pala e l’Arva quando si va con le ciaspole. Per determinate gite e condizioni meteorologiche è semplicemente ridicolo metterli nello zaino, ma in via teorica potrei essere multato se non lo faccio” .

La partita si sposta in Parlamento

Il decreto legge sicurezza ha iniziato in questi giorni il suo iter di conversione in legge al Senato, poi sarà la volta della Camera dei Deputati, in questa fase si profilano già interventi correttivi.

Il senatore Svp Meinhard Durnwalder ha annunciato, attraverso un intervista sul quotidiano Dolomiten, un suo intervento per modificare il testo della norma attraverso la presentazione di emendamenti mirati.

Anche altri parlamentari starebbero preparandosi a presendare emendamenti per modificare questa norma ed evitare che questa disposizione diventi legge.

Dello stesso avvisot è Zanella che auspica che il testo venga modificato prima della conversione definitiva: “Basterebbe davvero ascoltare un po’ di più gli esperti”.

La ratio del provvedimento è chiara e risponde a un problema reale: ridurre la circolazione di armi tra i giovani e contrastare le aggressioni nei contesti urbani.

Ma la formulazione attuale della norma non distingue tra il porto di un coltello in una piazza di città e quello all’interno di un bosco, dove lo stesso strumento assume un valore funzionale e, in certi casi, di sicurezza concreta.

Il dibattito è aperto, e nei prossimi mesi la partita si giocherà in Senato.

 

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Nel 2025 oltre 3000 richieste di soccorso satellitare in montagna

Yosemite Firefall, torna la cascata di fuoco che incanta

Condannato l’alpinista che lasciò la compagna morire di freddo in vetta