Eruzione del Monte Marapi: 11 escursionisti trovati morti sul vulcano indonesiano

L'eruzione del Monte Marapi in Indonesia ha provocato almeno 11 vittime e numerosi dispersi. Le squadre di soccorso ipotizzano la presenza di decine di persone sui sentieri intorno alla montagna al momento dell'eruzione: i soccorritori stanno tentando di individuare i superstiti

4 dicembre 2023 - 13:14

Almeno 11 gli escursionisti morti e decine i dispersi a seguito dell’eruzione del vulcano

Domenica 3 dicembre l’eruzione improvvisa del vulcano del Monte Marapi, in Indonesia, ha sorpreso numerosi escursionisti che si trovavano sui sentieri intorno alla montagna, causando morti e numerosi dispersi.

Secondo le ultime informazioni fornite dalle squadre di soccorso, sono stati ritrovati i corpi di 11 escursionisti, mentre si teme per la sorte di almeno 12 persone ancora disperse. Un altro funzionario, tuttavia, ha affermato che i dispersi potrebbero essere addirittura 22.

Jodi Haryawan, portavoce dell’agenzia locale di soccorso, ha riferito al quotidiano The Guardian che le operazioni di ricerca sono particolarmente difficili a causa delle numerose piccole eruzioni che si stanno verificando ma, nonostante i rischi, le squadre continuno le ricerche.

Domenica sono stati evacuati 49 escursionisti dall’area, molti dei quali hanno riportato ustioni a causa delle ceneri incandescenti che si sono sollevate in aria, come confermato da Abdul Malik, capo dell’Agenzia di Ricerca e Soccorso di Padang.

“Ci sono 26 persone che non sono state ancora trovate, ne abbiamo trovate 14, tre erano vive e 11 morte,” ha dichiarato Malik, specificando che in totale sabato erano presenti 75 escursionisti sulla montagna.

Una delle vittime salvate dai soccorsi, Zhafirah Zahrim Febrina, ora ricoverata in ospedale, era rimasta bloccata sulla montagna durante un’escursione con 18 compagni di scuola.

“Sua madre, Rani Radelani, 39 anni, ha riferito che sua figlia è sotto shock, è rimasta ustionata per la cenere e ha dovuto resistere tutta la notte prima di essere soccorsa” ha raccontato il coordinatore dei soccorsi.

Dopo l’eruzione, sono state chiuse due vie di arrampicata e ai residenti che vivono sulle pendici del Marapi è stato consigliato di stare ad almeno 3 chilometri di distanza dalla bocca del cratere.

Ahmad Rifandi, funzionario del Centro Pericoli Geologici e Vulcanologici dell’Indonesia, ha dichiarato infatti che potrebbero esserci nuove eruzioni con fuoriuscita di lava.

Più di 160 persone, tra cui polizia e soldati, sono impegnate sul posto per individuare i dispersi. Le squadre di soccorso hanno lavorato tutta la notte per aiutare a portare gli alpinisti in salvo.

L’eruzione ha provocato colonne di cenere a più di 3.000 metri in aria.

La cenere caduta ha ricoperto diversi villaggi e oscurato la luce del sole, le autorità hanno distribuito mascherine e consigliato agli abitanti di indossare occhiali per proteggersi dalla cenere vulcanica.

Circa 1.400 persone vivono sulle pendici del Marapi, nei villaggi di Rubai e Gobah Cumantiang, i più vicini al picco a cinque-sei chilometri di distanza.

Il livello di allerta di Marapi è stato mantenuto al terzo livello su quattro, confermando che le autorità stavano monitorando da vicino il vulcano dopo che i sensori hanno rilevato un aumento dell’attività nelle ultime settimane.

Marapi è eruttato per l’ultima volta a gennaio, senza provocare vittime ed è uno degli oltre 120 vulcani attivi presenti in Indonesia, un paese incline alle scosse sismiche a causa della sua posizione sull’Anello di Fuoco del Pacifico, un arco di vulcani e faglie che circonda il bacino del Pacifico.

 

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