I Parchi chiedono di poter riaprire

4 maggio 2020 - 10:06

Le nuove misure che saranno adottate dal Governo per la Fase 2 dell’emergenza non sembrano fare chiarezza sulla possibilità di accedere ai parchi naturali e alle aree protette. FederParchi chiede che si possano riaprire gli accessi e affermano che gli enti parco italiani sono in grado di gestire la situazione e garantire la sicurezz.

Sono state presentate da poco le misure per la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, ci sono state reazioni contrastanti. Gli ambienti medici plaudono alla prudenza e alla gradualità delle misure, soprattutto considerando che la crescita dei contagi e dei monri ancora non si è arrestata.

Diverse categorie produttive e molti cittadini si aspettavano invece misure più permissive. Abbiamo spiegato in un altro articolo cosa cambia questo decreto, in particolare per chi vuole tornare a camminare e a fare trekking sui sentieri. L’unica vera novità dovrebbe essere l’eliminazione del vincolo della prossimità al domicilio per le attività motorie outdoor.

I limiti degli spostamenti entro i limiti del proprio comune di residenza, salvo ragioni di lavoro, salute o stretta necessità, non sono cambiati. Quindi non è ancora chiaro se sia possibile andare a camminare nei parchi e nelle aree protette, dove potrebbe essere anche più facile stare all’aria aperta evitando assembramenti e mantenendo il distanziamento sociale.

Sul punto è intervenuta ieri FederParchi – la federazione che raccoglie gli enti di gestione delle aree protette italiane – attraverso le parole di Luca Santini, membro del consiglio direttivo nazionale, che ha chiesto al Governo maggiore chiarezza circa la possibilità di accesso alle riserve naturali e delle aree montane in generale.

Nel precedente decreto del Presidente de Consiglio dei Ministri del 26 aprile, l’ultima disposizione normativa entrata in vigore, non è presente alcun riferimento chiaro alla fruibilità dei parchi nazionali e delle aree naturali, c’è il rischio quindi che le persone siano confuse su quello che si può o non può davvero fare.

In questo periodo storico, secondo FederParchi, sarebbe particolarmente importante dare alle persone la possibilità di stare nella natura. È fondamentale rispettare le restrizioni per impedire la diffusione del virus, questo però ha gravi conseguenze sulla psiche di ogni cittadino, proprio per questo consentire attività outdoor nella natura potrebbe aiutare a resistere in questa difficile situazione.

Gli enti parco dichiarano di essere in grado di garantire il distanziamento sociale e tutte le misure di sicurezza prescritte dal Governo. Inoltre, le guide ambientali – elemento importante della filiera di quel turismo sostenibile che può avere un ruolo strategico per la ripartenza del Paese – possono essere importanti garanti e supporti per il rispetto delle regole.

I Parchi chiedono di poter ripartiredichiara Luca Santinicon spirito costruttivo e senza alcuna polemica nei confronti del Governo, che si è trovato a gestire un’emergenza senza eguali che ha toccato tutti i settori della vita dello Stato. L’attività fisica a contatto con la natura, anziché per strada, è un modo per rigenerarsi psicologicamente, senza che venga meno la sicurezza sanitaria. La chiarezza circa le norme è essenziale per non esporre i cittadini al rischio di errori e sanzioni. Deve essere chiaro, in un quadro definito di regole che vanno rispettate, a partire dagli eventuali sistemi di protezione individuale, se si possono cercare i funghi, se si può camminare per un sentiero; fermarsi ad ascoltare i rumori della foresta, oppure ad ammirare un panorama seduti su una pietra. Svolgere queste attività individualmente non arreca danno alla sicurezza sanitaria e offre la possibilità agli abitanti dei comuni montani di uscire di casa

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