I giorni successivi ripresi tutte le mie abitudini quotidiane, dall’università al lavoro, passando per il rugby.
Ma tutto era cambiato, la macchina in settimana non la usavo più, mi spostavo a piedi e con i mezzi pubblici per i trasferimenti più lunghi.
Avevo comprato un bellissimo zainetto che mi consentiva di muovermi comodo per le strade della città.
I primi mesi furono tra i più intensi della mia vita, scoprii un volto di Roma fino ad allora sconosciuto, avevo trovato piccoli cinema, teatri e locali in cui andare a bere qualcosa con gli amici.
Anche la mia vita sociale era cambiata, incontravo molte persone, alcune più volte alla settimana e mi sentivo arricchito da quegli incontri.
Non solo negozianti ma anche molti studenti che si spostavano a piedi, le strade che “camminavo” ogni giorno erano diventate un appuntamento con la comunità.
Avevo preso l’abitudine di fare l’ultimo tratto di strada prima dell’ateneo con una ragazza che incontravo ogni mattina alla stazione della metro.
Dopo qualche mese gli attacchi di panico erano spariti, l’ansia era diminuita ed ero riuscito anche a perdere quei chili di troppo che i farmaci mi avevano gentilmente regalato.
Qualche tempo dopo avevo deciso di investire i miei risparmi per comprare un bici elettrica e così non rinnovai nemmeno l’abbonamento alla metropolitana.
Insomma, da quando avevo iniziato a camminare, ero un uomo nuovo.
Ero così entusiasta che riuscii a trasmettere questa abitudine ai miei genitori. Impresa difficile, specie per mio padre, che non aveva nessuna attitudine per lo sport, ma era un uomo curioso.
Quando gli raccontai quel che si poteva imparare camminando per la città, iniziò anche lui ad usare un po’ di più le sue gambe.
Tanto che il giorno prima della mia laurea fu costretto ad acquistare un nuovo abito perché, passo dopo passo, negli ultimi due anni aveva perso ben 12 chili.
Il peso in eccesso non era l’unica cosa che perse camminando, riuscì a sbarazzarsi anche del colesterolo e dei trigliceridi, che erano tornati quasi normali dopo anni di cure.
Lo ricordo ancora bene quel giorno. Quando riguardo le vecchie foto di quella giornata rivedo mio padre in uno stato di forma e di salute che non aveva più da anni, era ringiovanito.
A fianco a lui c’era la ragazza con cui ogni mattina camminavo fino all’università che, nel frattempo, era diventata la mia fidanzata.
Quello scatto l’ho incorniciato e conservato, mi sembrava una chiara testimonianza di come la mia vita sia stata cambiata da un gesto semplice come quello del camminare. Avevo solo bisogno di trovare il coraggio per farlo.
Vi posso solo dire che ogni giorno è un giorno buono per iniziare a fare il primo passo!
Ora scusate, ma non posso continuare a scrivere, perché devo accompagnare i miei bimbi a scuola e stamattina tocca a me guidare il pedibus!
No… non si tratta di un nuovo tipo di autobus!
Si tratta di un nuovo tipo di trasporto, sono i bambini che si portano a scuola da soli, con le loro gambe, camminando tutti insieme accompagnati da alcuni genitori.