Emergenza sanitaria: le nuove misure restrittive in vigore

Dopo i primi dati comunicati dalle sanità regionali alla cabina di regia che collabora con il Governo, sono ben cinque le regioni che passano dal livello di allerta gialla ad arancione, una provincia passa direttamente al livello rosso. Le misure sono in vigore da mercoledì 11 novembre.

10 novembre 2020 - 17:02

Durante la riunione della cabina di regia di inizio settimana gli esperti hanno valutato i dati arrivati, con qualche ritardo, dalle regioni.

L’analisi dei numeri, effettuata sulla base dei parametri prestabiliti dal Comitato Tecnico Scientifico, ha mostrato un nuovo peggioramento dell’andamento dell’epidemia.

Sono ben cinque le regioni che aumentano il loro livello di rischio, passando da uno stato di allerta giallo ad arancione, con il conseguente inasprimento delle misure restrittive, che saranno automaticamente in vigore.

Si tratta di Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Basilicata, mentre la Provincia Autonoma di Bolzano passa direttamente al lockdown previsto per il livello di allerta rossa.

Vediamo ora quali sono le restrizioni in vigore per ciascuna delle fasce di rischio, con particolare attenzione alle limitazioni per l’attività motoria, sportiva e per gli spostamenti non essenziali.

Livello di rischio 2: zone gialle

La prima limitazione attiene al c.d. coprifuoco, ovvero alla limitazione degli spostamenti tra le 22 e le 6 del mattino alle sole ragioni di lavoro, salute e stretta necessità. Ritorna quindi l’autocertificazione, che potrete scaricare a questo link, da compilare per uscire di casa dopo le dieci di sera.

Rimane espressamente consentita l’attività motoria e sportiva all’aria aperta, che dovrà svolgersi sempre evitando assembramenti e, ove non sia possibile, indossando la mascherina.

I parchi e giardini pubblici rimarranno aperti e sarà possibile svolgere al loro interno attività fisica e motoria sempre prestando attenzione al distanziamento.

È necessario avere sempre con se la mascherina durante lo svolgimento di attività motoria o sportiva ma andrà indossata solo qualora non si possa mantenere un distanziamento continuativo.

Veniamo al capitolo degli spostamenti tra regioni, in questa prima fascia di rischio non ci sono limitazioni tra comuni e nemmeno verso regioni che siano nella stessa fascia di rischio.

Rimane ferma la raccomandazione a limitare gli spostamenti non necessari, ma non ci sono divieti espressi.

Sono confermate le chiusure di palestre, centri benessere, piscine e impianti sportivi al chiuso.

Alle chiusure si aggiungono anche mostre e musei, nei giorni festivi e prefestivi chiuderanno i centri commerciali e le grandi strutture di vendita, ad eccezione dei venditori di beni di prima necessità, come supermercati e farmacie.

I mezzi pubblici di trasporto avranno una capienza ridotta del 50%, sia nelle reti locali che in quelle nazionali.

Per cercare di limitare l’uso dei mezzi pubblici sarà obbligatoria la didattica a distanza per le scuole superiori, mentre elementari e medie saranno in presenza con obbligo costante di mascherina.

 

Livello di rischio 3: zone arancioni

Questa è la fascia di rischio intermedia, i territori che rientrano in questo livello di rischio sono sottoposti a misure restrittive più severo.

In primo luogo sono vietati tutti gli spostamenti in entrata e in uscita da queste regioni eccezion fatta per ragioni di lavoro, salute e stretta necessità, per le quali sarà sempre necessaria l’autocertificazione.

Vietato anche spostarsi dal proprio comune di residenza, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute o stretta necessità.

In questo punto la norma in vigore specifica anche che è possibile lasciare il proprio comune anche “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”.

Visto che tra le attività consentite nelle zone arancioni rimane quella motoria e fisica svolta all’aria aperta, sempre in regime di distanziamento fisico e senza assembramenti, sembrerebbe possibile recarsi in un altro comune per svolgere questa attività se non è possibile farlo nel proprio.

Secondo il dettato della norma, e come chiarito anche in comunicato stampa del C.A.I., questi spostamenti benché sconsigliati rimangono consentiti.

Sono sospese in queste aree invece tutte le attività di bar, pasticcerie e ristorazione ad eccezione di quelle ad asporto. Ovviamente rimangono ferme tutte le chiusure stabilite per le zone gialle.

 

Livello di rischio 4: zone rosse

I territori che in base ai parametri normativi saranno classificati come zone rosse, ovvero il livello di rischio 4, saranno in regime di c.d. lockdown leggero.

Sono vietati gli spostamenti da e verso queste regioni, ad eccezione di comprovati motivi di lavoro, salute e stretta necessità da dichiarare con autocertificazione.

Sono vietati anche gli spostamenti da un comune all’altro, salvo ragioni di stretta necessità, lavoro e salute, anche in questo caso da comprovare con una autocertificazione.

L’attività sportiva e motoria è consentita solo all’aperto, in prossimità della propria abitazione e svolta in forma individuale.

Sono chiusi tutti i negozi aperti al pubblico con eccezione dei negozi di generi alimentari, i supermercati, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le librerie e le edicole.

Saranno chiusi bar e ristoranti i quali potranno svolgere solo attività d’asporto e domicilio, in ogni caso non oltre le ore 22:00.

 

La mappa dei livelli di rischio:

_ Zone Rosse:

Calabria
Lombardia
Piemonte
Valle d’Aosta
Provincia Autonoma di Bolzano

 

_ Zone Arancioni:

Puglia
Sicilia
Liguria
Abruzzo
Basilicata
Toscana
Umbria

 

_ Zone Gialle:

Campania
Emilia-Romagna
Friuli Venezia Giulia
Marche
Lazio
Umbria
Molise
Veneto
Sardegna
Provincia Autonoma di Trento

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