Piemonte: tre alpinisti over 70 in cima al Monviso in un giorno

Si autodefiniscono "diversamente giovani": Guy, Alfredo e Ambrogio, 224 anni in tre, sono saliti sulla cima del Monviso, in Piemonte, in una sola giornata. E si sono anche presi il lusso di superare cordate di alpinisti troppo lenti per il loro passo.

21 settembre 2022 - 14:07

Si chiamano Guy, Alfredo e Ambrogio e hanno scalato il Monviso.

Cosa c’è di curioso? Il fatto che in tre facciano 224 anni, ben portati fin sulla vetta della montagna piemontese.

L’idea è partita da Ambrogio Chiotti, 73 anni, viticoltore noto ed apprezzato di Costigliole Saluzzo.

Da anni volevo fare la salita al Monviso in giornata – ha dichiarato a La Stampa –   e una serie di combinazioni mi ha permesso di realizzare questo sogno“.

Così, dopo aver monitorato il meteo per una settimana, Ambrogio, Guy Renard e Alfredo Allasia sono partiti da Pian del Re, alle sorgenti del Po, alle 5 del mattino.

Il gruppo è salito con passo costante, valicando il passo delle Sagnette alle 9 e arrivando alle 10,15 al bivacco Andreotti.

Sono saliti in vetta regolari, addirittura superando un paio di cordate che erano più lente dei nostri “diversamente giovani”, come amano autodefinirsi.

La vetta è stata raggiunta intorno a mezzogiorno, con discesa a valle prima del tramonto.

Per Ambrogio Chiotti non si trattava della prima esperienza sulla montagna: “Per me era la terza volta sul Monviso – ha spiegato – anche se vado in montagna appena da undici anni. Avrei preferito salire da Castello di Pontechianale, lungo il vallone di Vallanta, che conosco meglio e lo preferisco ai sentieri pietrosi dell’alta valle Po, ma va bene così. Sono stato felice di aver avuto al mio fianco due persone speciali, due amici veri con cui condividere questa esperienza”.

In cima tutta la fatica è stata premiata: “Abbiamo incrociato un alpinista toscano che, dalla vetta, ha raggiunto la seconda punta del Monviso, punta Nizza. Così ci siamo accodati e abbiamo completato la nostra impresa. Guardarsi in volto, una volta arrivati in cima, e osservare il sorriso dei compagni di scalata, è stata la soddisfazione più grande“.

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