Soccorso Alpino, dati del 2021: boom di incidenti in mountain bike

Il Soccorso alpino e speleologico ha diffuso il report degli interventi dell'anno 2021. I dati mostrano una crescita record degli interventi per incidenti in mountainbike e in e-bike, che sono al secondo posto dopo l'escursionismo.

4 novembre 2022 - 10:05

Nonostante il 2021 sia stato un anno ancora condizionato dalle restrizioni per il covid, si sono registrati dati record per gli intereventi del soccorso alpino.

Per tutto l’anno la montagna è stata molto frequentata, in particolare da turisti di prossimità, ma numerose sono state anche le presenze da parte di turisti da parte di paesi confinanti: Austria, Svizzera, Francia e balcani.

La grande frequentazione delle montagne ha provocato un intenso per il Soccorso Alpino e Speleologico: sono stati infatti 10.730 gli interventi complessivi di soccorso, che hanno prestato aiuto a 10.615 personentano o impervio.

In 5 operazioni, particolarmente complesse, si è intervenuti in grotte o cavità ipogee (un’attività che comporta solitamente un effort – uno sforzo operativo – maggiore per singolo intervento rispetto alla componente alpina, viste le caratteriste degli ambienti ipogei e il possibile limitato impiego di tecnologie e mezzi).

Oltre mille le operazioni di ricerca di persone disperse o scomparse, 404 gli eventi di protezione civile, 370 gli interventi sulle piste da sci. 84 le operazioni avviate a seguito di valanga. 29 gli eventi in forra. Da segnalare le 177 false chiamate, che in alcuni casi hanno provocato l’uscita non necessaria di personale e squadre del CNSAS.

 

Crescita esponenziale degli incidenti in mountain bike

Il trekking e l’escursionismo restano le attività nell’ambito delle quali si verificano più incidenti, circa il 47,8%, dovuto al gran numero di appassionati e turisti che li praticano.

Nel 2021 però l’attività che ha visto la maggiore crescita percentuale di interventi di soccorso è stata la mountain bike, che nel 2021 ha provocato 1.279 interventi del soccorso alpino, con una crescita del 15% rispetto al 2019.

Secondo il Soccorso Alpino, tra le principali ragioni dell’incremento di questa tipologia di incidenti c’è la rapida diffusione  delle e-bike, le biciclette elettriche, che stanno avvicinando alla montagna e all’outdoor un numero sempre crescente di appassionati e turisti.

Proprio le caratteristiche di questi mezzi, secondo quanto riferisce il Soccorso Alpino, che rendono particolarmente agevole raggiungere quote elevata anche a persone senza allenamento e competenze specifiche, provocano il maggior numero di incidenti.

Le biciclette elettriche hanno infatti scalato la classifica delle attività a maggiore impatto sull’operato del soccorso alpino, rappresentando il 12% del totale delle richieste di soccorso, seconde solo all’attività di escursionismo che veicola quasi il 48% dell’impegno totale del Corpo.

Stabili le percentuali riguardanti l’alpinismo, che provocano il 6,5% delle operazioni di soccorso, lo scialpinismo, le ferrate, l’attività in falesia.

Da rilevare la vicinanza del CNSAS alle comunità che vivono in montagna, palesata dalle 695 richieste di intervento da parte di residenti in quota, 254 richieste da parte di lavoratori montani e gli oltre 250 interventi per assistenza tecnico sanitaria per incidenti stradali in ambiente impervio.

_ Scarica il report completo dal sito ufficiale:

 

Numero di vittime e feriti nel 2021

Nel 2021 le vittime della montagna recuperate dal Soccorso Alpino e Speleologico sono state 455, il 4,3% delle persone coinvolte in incidenti.

La maggior parte dei soccorsi presentano ferite lievi 44,6%, il 35,2% nel 2021 sono risultati illesi, il 12,1% hanno riportato ferite gravi.

Sono stati 284 i feriti e 111 le persone disperse, per un totale di 10.615 persone che hanno dovuto ricorrere all’operato del Soccorso Alpino e Speleologico.

 

Considerazioni anagrafiche e geografiche

Le restrizioni dovute alla pandemia, che hanno limitato i viaggi da e per l’estero, hanno fatto si che nel 2021 le persone soccorse sono state  in gran parte italiane, il 78% del totale.

Il 5,8% delle persone recuperate dal Soccorso Alpino e Speleologico sono stati cittadini tedeschi, seguiti da francesi, austriaci e svizzeri.

L’età media fra le persone soccorse è nella fascia fra i 50 e 60 anni (età che vede maggiori frequentatori degli itinerari escursionistici), con una predominanza fra gli infortuni delle persone di sesso maschile 68,4%.

Fra le vittime degli incidenti sono solo il 10,8% i soci del Club Alpino Italiano.

Soccorritori impiegati

Rispetto all’organico complessivo del Soccorso Alpino e Speleologico, costantemente negli ultimi anni superiore ai 7mila tecnici complessivi, nel 2021 sono state impegnate in operazione di soccorso oltre 210 mila ore/uomo suddivise in 33.789 giornate uniche.

Le singole richieste di impiego per i soccorritori sono state 46.098.

Da sottolineare l’impegno importante anche delle unità cinofile, che sono state chiamate ad operare 257 volte nell’anno nelle ricerche in superficie di persone disperse, 90 volte in valanga, 40 volte per quanto riguarda le unità molecolari.

 

L’impiego degli elicotteri

L’attività del Soccorso Alpino e Speleologico è strettamente legata all’attività con il mezzo aereo, per la stragrande maggioranza dei casi l’elicottero.

Qui è il sistema dei 118 afferenti alle Regioni a farla da padrone: gli elicotteri della sanità regionale sono stati impegnati con personale del CNSAS a bordo (come componenti costanti delle equipe di soccorso) nel 67% dei casi dov’è intervenuta una componente aerea, per un totale di quasi 3mila missioni (2.939).

Seguono come impiego, seppur distanziati, gli elicotteri afferenti ai sistemi di Protezione Civile, nazionali o regionali, impegnati nel 24% delle missioni di soccorso, per complessivi 1.059 interventi.

Molto più limitata l’operatività con altri vettori: Vigili del Fuoco (137 missioni comuni con il reparto volo dei VVF), Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia Costiera.

 

 

 

 

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