OPEN DAY WINTER – Esperienze di turismo slow in Abruzzo

18 marzo 2020 - 16:15

Se nei vostri viaggi, 
siano essi per lavoro o per diletto, amate immergervi nel territorio che vi circonda, osservarne la natura, gustarne i sapori, ascoltarne i suoni, conoscerne le genti e le tradizioni, siete gli ospiti ideali dell’Abruzzo.

La modalità per viaggiare nel cuore delle stagioni è però diversa dal solito, in questa regione
di mare e di monti la parola chiave è “mobilità dolce”, qui si sta sviluppando una proposta turistica integrata e di qualità, un’offerta completa
di servizi per i visitatori slow.

Camminare è gratis, non inquina, non fa rumore, rappresenta uno stile di vita salutare e comporta numerosi benefici, eppure tanti di noi si sono dimenticati di avere un paio di gambe. Il turista slow invece è consapevole che le gambe rappresentano il modo più naturale e salutare per spostarsi dal punto A al punto B.

I mezzi di trasporto sono tanti e diversi, il viaggiatore “lento” però non li sfrutta fino in fondo, viaggia fuori dagli schemi, desidera un ritmo meno frenetico, movimenti e orari al fotofinish non li prende in considerazione.
 Il turista slow è alla ricerca di un maggiore contatto con la natura, l’arte e la cultura, desidera momenti vissuti più in profondità che in superficie, è alla ricerca di emozioni.
 Quelle emozioni che la terra abruzzese sa restituire solo a chi viaggia in maniera responsabile, sostenibile e attiva.

Il binomio turismo lento – turismo di qualità è finalmente palpabile, con il rilancio delle aree interne si è finalmente aperta una stagione nuova per il turismo montano e dell’Appennino. Il braccio operativo della Regione Abruzzo per il rilancio dell’economia locale è il Distretto turistico Gran Sasso, il primo in Italia, insieme alla collaborazione di altri soggetti istituzionali, come i Destination Management Company (Compagnia di destinazione).

L’obiettivo è creare un sistema territoriale integrato, che superi la dicotomia pubblico-privato e che organizzi in modo unitario ed efficiente l’offerta turistica, mettendo a disposizione servizi di qualità per la valorizzazione e fruibilità del patrimonio naturalistico, artistico, culturale ed enogastronomico.

Narrare l’Abruzzo non è lo scopo di queste pagine, desideriamo però trasmettere alcuni spunti, delle idee, mostrarvi come questa regione sia capace durante l’anno di offrire dieci, cento, mille motivi per essere vissuta replicando la stessa esperienza in periodi diversi dell’anno. L’intento è fornire un assaggio, creare curiosità, stimolare una vacanza attiva nei luoghi di eccellenza delle identità locali, condurre i turisti di tutte le età a scoprire nuovi itinerari slow della natura, del gusto, della cultura, dell’arte e dello sport.

L’armonia dei contrasti

In un periodo in cui l’instabilità internazionale spinge molti turisti a modificare le proprie abitudini di viaggio, le vacanze verdi si sono affermate come una modalità “rassicurante” per trascorrere il tempo libero: l’Abruzzo è la location ideale. Dalle cime più alte degli Appennini, dove sorgono comprensori attrezzati per lo sci, come Pescasseroli, Rivisondoli e Roccaraso, si perde quota attraverso le variopinte colline fino a trattenersi sul litorale adriatico, anticamera di straordinari fondali marini.

L’armonia dei contrasti è il filo conduttore del nostro viaggio lento, tra borghi fortificati e abbazie, eremi e castelli, città d’arte e villaggi pastorali, dolci colline e isolate calette che abbracciano l’Adriatico. Ad aspettarci non ci sono singole eccellenze, ma tante specificità, dalla produzione artigianale alle tipicità agroalimentari, dall’arte alla storia integrate in un paesaggio e in una natura di valore assoluto. Insomma, un ecosistema diffuso.

Mobilità alternativa: il treno trekking

Il treno può rappresentare il mezzo ideale per esplorare paesaggi incantati e scorci di natura meravigliosa e selvaggia: un esempio è dato dall’ultracentenaria Sulmona-Carpinone, la cosiddetta Transiberiana d’Italia che sull’Appennino raggiunge la quota altimetrica su ferrovia più alta del nostro Paese. Il lento incedere delle carrozze consente di vivere l’Abruzzo montano più vero e tradizionale, intrecciando storia, arte e natura attraverso luoghi inesplorati e borghi antichi, come Palena, Lama dei Peligni, Fara San Martino, Taranta Peligna e Lettopalena (Programma Open Day Winter 2016: La Transiberiana… di Maya).

 

Sulmona, in particolare, è patria di una preziosa rarità, l’aglio rosso, mentre ai famosi confetti, contraddistinti dall’assenza di amido o farina, è perfino dedicato un museo. Questo itinerario all’insegna della mobilità alternativa e integrata suggerisce una nuova forma di escursionismo per meravigliarsi dei capolavori della natura valendosi dell’ingegno dell’uomo: infatti non bisogna dimenticare i tanti sentieri che si dipanano dalle stazioni del tracciato ferroviario verso le alture e le valli della Majella. La sensazione è quella di totale immersione nel paesaggio circostante, dove solitudini e panorami incredibili regnano sovrani.

Camminare nei luoghi dello spirito

Durante il crepuscolo della civiltà romana fiorì il monachesimo con la nascita di eremi isolati, dove secoli fa gli eremiti trovarono quella pace che attira ancora oggi il turista sensibile e attento. Santo Spirito, vicino a Roccamorice, è uno di questi luoghi mistici, sui monti della Majella, dove dimorò inizialmente Celestino V. Siamo sul Sentiero Celeste, itinerario suggestivo che tocca i luoghi riconducibili alla storia di Pietro da Morrone, divenuto Papa 800 anni fa.

Santo Spirito e la chiesa di Santa Maria de’ Centurelli di Caporciano, insieme a uno dei più importanti monumenti del Romanico abruzzese, l’abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia, saranno protagoniste a fine ottobre di belle performance musicali, dai canti gregoriani a Stravinskij, precedute da escursioni guidate per gli amanti del trekking e della natura (Programma ODW 2016: Musica negli eremi, la modalità dal gregoriano a Stravinskij).

In Abruzzo gli itinerari turistico-religiosi ci portano in prossimità delle montagne, in luoghi solitari e difficili da raggiungere, dove si sta sviluppando anche il turismo geologico che ci porta a scoprire la Grotta delle Praje, la Grotta del Cervo (Riserva Naturale di Pietrasecca), le grotte di Luppa, nel cuore della Riserva Regionale omonima, le miniere di Torretta e Acquafredda, l’emissario del Fucino e gli eremi di S. Onofrio a Serramonacesca, di San Bartolomeo a Roccamorice, di San Giovanni all’Orfento e di Santo Spirito a Majella (Programma ODW 2016: Dal mondo sotterraneo alla magia della montagna).

Da un percorso storico-religioso e naturalistico a uno enogastronomico il passo è breve: nel Parco Nazionale d’Abruzzo si può viaggiare nella memoria culinaria pescasserolese e toccare con mano i sapori della tradizione, bilanciati egregiamente, per non perdere la forma, dalle suggestive escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo (Programma ODW 2016: A spasso nel Parco tra sport e natura), come anche nella vallata del Vomano, compresa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Programma ODW 2016: Percorsi enogastronomici della vallata del Vomano). Qui non sarete circondati da prodotti omologati, realizzati con lo stampino!

Viaggio nel tempo: la transumanza

Il legame tra l’entroterra e l’Adriatico è indissolubile. Basta pensare alle tradizionali vie di transumanza che hanno costituito per tanto tempo la base del rapporto fra l’uomo e questa terra. “Settembre, andiamo… Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi… E vanno pel tratturo antico al piano…”.

I versi nostalgici di Gabriele D’Annunzio ricordano gli armenti e i pastori d’Abruzzo, che alla ricerca dei pascoli migliori percorrevano le vie erbose che conducevano alla pianura.
 Oggi, ripercorrere i tratturi è come fare un viaggio nel passato e nelle tradizioni delle genti d’Abruzzo.
 Tratturi, tratturelli e bracci si distendevano dalla conca dell’Aquila, da Celano nella Marsica, da Pescasseroli nell’alta val di Sangro, fino al Tavoliere di Puglia. Lungo le vie erbose nascevano chiesette con le loro Madonne consolatrici e Santi patroni che offrivano conforto al corpo e all’anima dei pastori.

A fine ottobre la transumanza vissuta attraverso mostre, esposizioni permanenti, degustazioni, momenti esperienziali sul campo, percorsi naturalistici, permetterà ai turisti di riscoprire mestieri e sapori della tradizione e riviere il quotidiano dei pastori. Per chi vuole viaggiare nella memoria, suggeriamo anche l’escursione attraverso le colline teatine, dal Blockhaus alla Tavola dei Briganti, aree di rocce calcaree dove incisioni, croci, nomi, date e simboli di vario genere danno testimonianza della presenza dei briganti dell’Italia post unitaria (Programma ODW 2016: Colline teatine “… dentro le terre”).

Sempre sulle orme della storia, possiamo scoprire come il legame insito tra l’operosità dell’uomo e gli elementi naturali abbia influito sul paesaggio: per esempio le grandi opere idrauliche eseguite per il prosciugamento del Lago Fucino hanno segnato il panorama e i destini della Marsica (Programma ODW 2016: C’era una volta il lago).

A scuola dal fattore

Alzino la mano in quanti sanno descrivere la giornata di un fattore.
 Nella casa contadina i nostri figli potranno assistere alla mungitura delle mucche, scoprire i segreti per fare il formaggio, visitare un mulino dove viene macinata la farina e sfornare un pane croccante, conoscere tutti i segreti dell’orto, osservare le api laboriose mentre producono la pappa reale insieme all’ape regina.

Ricordiamoci inoltre che in autunno le cantine trasudano del nettare di Bacco, quale momento migliore per conoscere la filiera del vino e scoprire come si ottiene il Trebbiano o il Montepulciano? (Programma ODW 2016: Colline teatine “dentro le terre”). Il luogo ideale per la conoscenza delle eccellenze enologiche dell’Abruzzo è l’Enoteca Regionale, dove si può partecipare a degustazioni e assistere a videoproiezioni sul vino e sul territorio (Programma ODW 2016: Viaggio nell’Abruzzo della Belle Époque).

Il periodo è quello giusto anche per la molitura delle olive: l’escursionista si ritroverà a camminare tra uliveti disposti a file ordinate, a geometrie vivaci, oppure a onde come in un mare agitato. Dal litorale fin sulle pendici collinari e montane, agli estremi limiti climatici della stessa coltura, le inconfondibili sagome degli ulivi rappresentano una presenza imprescindibile nel paesaggio collinare delle province di Teramo, Pescara e Chieti (Programma ODW 2016: I custodi del gusto, l’olio).

Dall’oro verde passiamo all’oro rosso, il Crocus sativus, coltivato fin dal Rinascimento nella Piana di Navelli. A fine ottobre la Vallelonga e i campi attorno a L’Aquila sono tinteggiati dalle corolle dello zafferano: insieme agli agricoltori si può vivere l’esperienza della raccolta dei preziosi pistilli (Programma ODW 2016: Dal viola al rosso, la raccolta e la produzione). Ora lo sappiamo: frantoi, cantine e aziende agricole aperte ai turisti amanti delle attività all’aria aperta sono uno strumento nuovo e importante per instaurare un dialogo con i ragazzi e le famiglie, per diffondere l’importanza dell’agricoltura, solo così si possono avere dei consumatori consapevoli e rispettosi dell’ambiente.

Outdoor a 360 gradi

Non siamo nella giungla, non bisogna saltare da una liana all’altra, non dobbiamo superare una palude infestata da coccodrilli e nemmeno superare la valle dei vulcani. Non vogliamo portar via la parte a Tarzan.

Ad aspettarci nella maestosa pineta di Parco Filiani è il Parco Avventura di Cerrano, con ponti tibetani, corde e teleferiche sospese, percorsi aerei che consentono alle persone di divertirsi e testare in modo divertente e sicuro le proprie capacità agli sport di montagna; il tutto in totale sicurezza, con l’attrezzatura adeguata e l’assistenza di personale qualificato (Programma ODW 2016: Cerrano family festival).

I biker invece, curvi sul manubrio, non potranno fare a meno di scoprire quanto in Abruzzo la natura sia multiforme nel passaggio dalla costa all’Appennino. Due ruote e un sellino sono sufficienti per pedalare lungo chilometri di strade e sentieri, soprattutto tra le province di Pescara e Chieti, immersi in una natura spesso ancora incontaminata, lungo i tour delle colline pescaresi, oppure lungo i sentieri che seguono gli argini del Foro, Dendalo e Venna, i tre fiumi delle valli teatine (Programma ODW 2016: Bikelife Active).

Arriva l’inverno

La prima neve per il popolo dei trekkers significa soprattutto una cosa: dopo mesi d’ansiosa attesa poter finalmente praticare quegli sport all’aria aperta, esclusivi della stagione fredda.

Chilometri di piste, gli impianti di risalita e le stazioni sciistiche moderne di Campo Felice, Ovindoli, Roccaraso, Rivisondoli, Campo Imperatore, Prati di Tivo, Passo Lanciano-Majelletta e Campo di Giove, insieme a tasselli imprescindibili del circo bianco come Scanno, Pescasseroli e Pescocostanzo, sono un punto di richiamo turistico importante per migliaia di amanti dello sci nordico.

In verità, nella vita dei vacanzieri della neve non ci sono soltanto le discese libere o lo snowboard: orizzonti infiniti privi di dettaglio si possono contemplare soprattutto con le ciaspole, che consentono di muoversi in paesaggi intatti, di riappropriarsi di ambienti selvaggi e valli incontaminate, di entrare in piena sintonia con la natura. L’Abruzzo, con le sue montagne, più che a una terra appenninica sembra assomigliare alle vallate delle Alpi, un fantastico mondo collocato strategicamente nel centro dell’Italia e del Mediterraneo che offre ai turisti anche la possibilità di visitare i centri storici e gustare i sapori della tradizione.

Trekking in città

Non sempre trekking significa percorrere sentieri tracciati nella natura: i centri storici si propongono come ambienti ideali per avvicinare piccoli e grandi tesori della storia attraverso punti di vista nuovi e insoliti. Rigorosamente a piedi.

Il trekking urbano di Teramo, ad esempio, accompagna il turista da Torre Bruciata e i suoi interni al Duomo e al Museo Archeologico F. Savini (Programma ODW 2016: Interferenze, incursioni di arte urbana). Anche L’Aquila nasconde tesori d’arte e di cultura fra piazze, fontane e monumenti, impreziositi da splendidi scorci di storia medioevale circondati da una cornice montuosa superba.

Gli amanti del Nordic Walking possono andare incontro ad archeologia e arte, sport e natura, mestieri e sapori di antica memoria attraverso i borghi che si trovano attorno al capoluogo (Programma ODW 2016: Castelli in festa, la media valle dell’Aterno da Fontecchio a L’Aquila), oppure possono meravigliarsi del cambiamento cromatico delle foglie nei boschi della valle dell’Aterno che preannunciano l’arrivo del generale inverno.

L’Abruzzo è terra di montagna

Gli amanti dell’outdoor probabilmente già lo sanno: i sentieri dell’Appennino abruzzese consentono di trascorrere una vacanza alternativa, in un territorio “alto” non solo per la quota ma anche per i valori che ispira a chiunque lo venga a visitare.


Il massiccio del Gran Sasso, dove sopravvive il ghiacciaio più meridionale d’Europa, e la Majella, Padre dei Monti per Plinio il Vecchio, hanno vette che sfiorano i 3000 metri e “sfumano” in colline che vanno incontro a 130 chilometri di costa. Il Velino, terza vetta dell’Appennino, e il monte Sirente, dal severo versante nord, sono meno noti ma altrettanto affascinanti sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo è famoso in tutto il mondo come modello per la conservazione della natura e la difesa dell’ambiente. I Parchi sono uno strumento efficace per rispondere all’imperativo non più rinviabile di tutelare la natura nella sua interezza (Programma ODW 2016: A contatto con la natura).

 

 

L’INTERVISTA a Claudio Ucci 

Presidente del Distretto Turistico Gran Sasso

L’Abruzzo vuole essere immaginato, desiderato, conosciuto e vissuto.

TREKKING&OutdoorIl viaggio è sempre una scoperta e ognuno di noi cerca qualcosa. In Abruzzo cosa possiamo trovare?

CLAUDIO UCCI – La nostra regione rappresenta una destinazione vincente a 360 gradi perché territori e persone assumono un ruolo attivo per intercettare le nuove tendenze e offrire esperienze ad alto valore aggiunto. Andiamo orgogliosi della prima edizione di Open Day Winter 2016 proprio perché il calendario di eventi è distinto da tante e diverse tematiche che però hanno un comune denominatore: percorsi esperienziali a misura di territorio, che immancabilmente si fonde con la storia della sua gente, ovunque ancora palpabile. L’obiettivo dichiarato è fornire un assaggio di ciò che realmente accade durante l’anno, creare curiosità e stimolare il ritorno dei turisti anche in periodi di bassa stagione.

 

TREKKING&Outdoor – L’invito è abbandonare i ritmi frenetici della nostra quotidianità, per prendere strade secondarie e…

CLAUDIO UCCI – … e mettere da parte le classiche rotte turistiche per andare alla scoperta di un inatteso tesoro di cultura, storia, arte e tradizioni, da ricercare soprattutto in montagna e nei piccoli borghi, dove vivere un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni sempre diverse, straordinarie, da provare in tutte le stagioni. L’offerta turistica slow di tipo innovativo e integrato suggerisce una modalità di visita profonda, intelligente consapevole, che segue destinazioni naturalistiche, mete gastronomiche e appuntamenti culturali. Sempre a ritmi lenti, anche perché il turismo slow rimanda all’idea di un maggiore contatto con la natura. In Abruzzo non sono solo parole, il nostro territorio si mostra sempre più accessibile, sostenibile e accogliente nei fatti.

TREKKING&OutdoorIl turista è sempre più esigente ma l’Abruzzo sembra avere le carte in regola per offrire una vacanza diversa, legata a doppio filo al litorale e alla montagna, alle persone e alle tradizioni.

CLAUDIO UCCI – Qualcosa sta cambiando in Abruzzo, anche perché gli orientamenti in atto a livello sociale, culturale e di stili di vita hanno profondamente modificato il comportamento del viaggiatore, sempre più alla ricerca di una vacanza permeata di emozionalità. Il turismo usa e getta non appartiene al nostro modo di pensare e di agire, da quota zero ai 2912 metri del massiccio del Gran Sasso d’Italia, l’Abruzzo consente di riscoprire il valore autentico ed eccellente delle cose. Il Distretto Turistico Gran Sasso, il primo in assoluto a costituirsi in un’area montana, poiché fino a due anni fa i Distretti erano una prerogativa delle zone costiere. Una recente modifica della normativa ne ha reso possibile l’istituzione anche nelle aree interne, creando così anche in montagna lo strumento per ideare, realizzare e promuovere itinerari eco-turistici e mobilità lenta attraverso una rete di soggetti pubblici e privati che si avvantaggiano di una serie di aiuti fiscali e procedurali.

TREKKING&OutdoorHa nominato il Distretto Turistico Gran Sasso di cui lei è Presidente. Può raccontarci qualcosa di più in merito.

CLAUDIO UCCI – Fanno parte del Distretto Turistico il Parco Nazionale Gran Sasso – Monti delle Laga e sessanta Comuni sparsi sulle province di Teramo, Pescara e L’Aquila, ai quali con grande probabilità si aggiungeranno i territori colpiti dal sisma di Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto. Tutti borghi estranei agli effetti deleteri di un certo tipo di progresso, accomunati da quella sensazione di unità, integrazione e coesione che cattura piacevolmente il turista.

Inoltre rientrano nel Distretto Turistico Gran Sasso circa 400 tra imprese e aziende private (aggregate attraverso le due DMC – Destination Management Company – del Gran Sasso), tutte destinate a condividere una strategia comune per raggiungere un obiettivo collettivo. Insieme si può fare tanto: questa è la nostra parola d’ordine. Dal punto di vista tecnico va anche detto che la legge istitutiva dei Distretti prevede un progetto di semplificazione e defiscalizzazione per le attività produttive, l’accesso a varie forme di agevolazione, la possibilità di attingere ai fondi europei e partecipare ai bandi Invitalia rivolti al territorio del cratere sismico.

TREKKING&OutdoorI Distretti devono “fare sistema”. Si è così creata una rete efficace che si sta rivelando la vera carta vincente per pubblicizzare e valorizzare il territorio e favorirne lo sviluppo.

CLAUDIO UCCI – Sono convinto che attraverso l’azione dei Distretti Turistici si eserciterà un’attrazione sempre più forte sui visitatori italiani e stranieri, perché i borghi millenari e il territorio abruzzese rappresentano uno straordinario serbatoio d’identità, tradizioni e produzioni di qualità, e possono divenire il vero punto di partenza per esplorare la nostra Regione.

DESTINATION MANAGEMENT COMPANY

L’organizzazione dell’Open Day Winter è stata supportata attivamente anche dalle Compagnie di Destinazione (DMC). L’obiettivo precipuo delle DMC è “fare rete” per lo sviluppo del turismo e la valorizzazione del territorio. Gli attori che ne fanno parte sono imprenditori e strutture pubbliche consorziate. “Un’importante azione di rete – afferma il direttore tecnico Claudio Ucci – ci vede ultimamente impegnati nell’avvio di un progetto pilota di Itinerario turistico culturale archeologico diffuso e integrato, che attraversa l’Abruzzo interno in 330 km di strade panoramiche, attraversando ben quaranta Comuni, alla scoperta di circa duecentosessanta siti tra castelli, chiese, eremi, abbazie, palazzi e tanto altro. In questo modo, saremo in grado di intercettare flussi strutturati di visitatori attenti e di sperimentare nuove modalità di fruizione del territorio, utilizzando appieno le potenzialità del binomio arte e cultura / destinazione turistica”.

Testo di Enrico Bottino

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