Salento – Terra dei Messapi: tradizioni e feste

18 marzo 2020 - 3:15

Nella Terra dei Messapi sopravvivono, anzi, prosperano gli antichi saperi legati alle produzioni artigiane come quelle del ferro battuto o della cartapesta, mentre la devozione popolare si esprime ancora attraverso suggestive e variopinte feste e celebrazioni.

L’arte di modellare i metalli ha, come è noto, origine antichissima e la lavorazione artigianale del ferro battuto con la tecnica della forgiatura, che gli conferisce solidità ed elasticità, è una fra le produzioni tipiche della terra dei Messapi. Per secoli le botteghe dei fabbri ferrai hanno risuonato del sordo rumore delle mazze, che modellavano con precisione il ferro incandescente, con una sapienza tramandata dai padri ai figli lungo le generazioni. La stessa con cui oggi a San Donaci e Torchiarolo si producono arredi, accessori e oggetti per l’illuminazione.

Fra le forme più diffuse di artigianato della zona, anche la lavorazione della cartapesta, una tradizione di Francavilla Fontana, dove prendono forma crocefissi, santi, madonne e figure popolari. Questa arte antica nel secolo scorso si stava perdendo, con la scomparsa dell’ultimo dei cartapestai francavillesi, ma è rinata in un laboratorio del centro, dove vengono anche restaurati i pezzi antichi. Qui le statue nascono da un manichino con l’anima in ferro e paglia, rivestito di carta bagnata in colla di farina e lavorata con ferri arroventati, poi ingessata e infine colorata ad olio come un quadro tridimensionale.

Troviamo poi il ceramista. Maestria, abilità, fantasia e l’argilla sono la base per la produzione di piatti, bicchieri, pignatte, soprammobili in terra cotta e altri complementi originali d’arredo. Continuando nella disamina delle maestranze artigiane locali, il cestaio risulta una figura molto richiesta nel passato per la fabbricazione di oggetti di uso comune fatti da giunchi delle paludi quali ceste di vario genere e varia grandezza, come “le panare”, “le canisce” e “la nassa”ecc. Ancora oggi cestini e cannizzi sono prodotti molto utilizzati per l’utilizzo domestico.

Risalgono all’alba dei tempi anche i riti religiosi che, in particolari momenti dell’anno, riscoprono una spiritualità popolare, fatta di gesti e consuetudini che si ripetono immutati lungo i secoli. Fra le festività più sentite, quella di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio, con i tradizionali falò purificatori. Secondo una leggenda infatti il santo del fuoco e degli animali domestici, spesso raffigurato in compagnia di un maialino, si recò negli inferi per contendere le anime dei dannati al diavolo e accese il suo bastone con il fuoco dell’inferno, donandolo poi all’umanità affinché espiasse i propri peccati.

Per questo lo si ricorda con il fuoco e la cenere, accompagnati dalla benedizione rituale degli animali domestici e da fattoria, e da eventi gastronomici.Come a San Pancrazio Salentino, dove, al Santuario di Sant’Antonio alla Macchia, nello stesso giorno si svolge anche la sagra della bruschetta.

Le “Tavole di San Giuseppe” sono invece grandi tavolate imbandite in onore del santo che vengono preparate il 19 marzo di ogni anno nelle case dei cittadini ad esso devoti. Le famiglie apparecchiano lunghe tavolate con diverse pietanze tradizionali (lampascioni, rape, pesce fritto, pittule, ecc) destinate anticamente ai poveri mentre oggi i posti a tavola sono occupati da parenti e amici. La tradizione vuole che il numero dei commensali non sia inferiore a tre (valore minimo che simboleggia la triade composta da San Giuseppe, Gesù e la Madonna) e non superi i tredici (il numero dei componenti della tavola dell’ultima cena).

Al numero minimo di tre si possono aggiungere altre coppie, ma il numero deve essere sempre dispari. Il commensale che avrà il ruolo di San Giuseppe “governerà” la situazione: a lui spetta decidere quando si smette di mangiare ogni pietanza battendo tre volte la forchetta sul bordo del suo piatto. A questo segnale tutti gli altri santi devono smettere di mangiare e passare alla pietanza successiva, servita dai componenti della famiglia devota.

E’ una tradizione antica che risale probabilmente al Medioevo come atto di bontà espresso dai nobili del posto nei confronti dei poveri bisognosi. Si conserva ancora questa antichissima tradizione in alcune famiglie, in particolare a San Donaci, San Pietro Vernotico e San Pancrazio Salentino ogni anno si ricorda questa antica tradizione con grandi tavolate aperte a tutta la comunità.

Il culmine delle celebrazioni religiose si raggiunge durante la Settimana Santa, festeggiata con devozione in tutta la Puglia. Particolarmente suggestivi, i riti di Francavilla Fontana. Essi si aprono con la processione dei Confratelli del Carmine della domenica delle Palme e proseguono con le processioni del giovedì e del venerdì santo.

Il primo giorno i Pappamusci, pellegrini scalzi e incappucciati, vestiti con un saio bianco e con un bastone in mano, si avviano a coppie verso i Sepolcri, mentre i musicanti suonano una nenia funebre. All’indomani le confraternite portano in processione la statua dell’Addolorata al Calvario e alla sera tocca ai Misteri, statue ottocentesche in cartapesta policroma, accompagnate da figure incappucciate scalze che partono in processione grandi croci di legno pesantissime in segno di penitenza.

La solennità dei riti religiosi pasquali e le feste patronali in generale si mescolano a rievocazioni storiche, eventi popolari e manifestazioni folcloristiche. Prendendo parte alle feste religiose, tutti i sensi vengono attratti da suoni, luci, sapori e profumi incomparabili. La banda è la colonna sonora itinerante che accompagna il santo patrono nella processione lungo le vie del paese e, alla sera, nella cassa armonica tutta illuminata, suona le celebri opere liriche.

Le luminarie (la villa) trasformano ogni paese in un fantastico universo di luci e colori, rappresentazione moderna delle tremolanti fiammelle accese in segno di devozione alle finestre e che oggi si trasformano in fantasmagoriche architetture che rendono speciali vie e piazze di ogni paese; i fuochi d’artificio (Li fuechi) vengono sparati la notte dell’ultimo giorno di festa, un tripudio di luci, colori e rumori, in onore del Santo patrono. Tutto questo rivive ogni anno nel Territorio del Gal Terra dei Messapi in un’eccezionale unicità offrendo allo spettatore un percorso di fede e di religiosità carico di emozione. Numerose sono poi le sagre legate ai prodotti della terra, alla cultura, alla musica popolare. Affascinanti momenti per vivere e conoscere questa bella zona del Salento “la terra di mezzo”.

 

INFORMAZIONI UTILI

GAL TERRA DEI MESSAPI
Via Albricci 3, 72023 Mesagne (BR)
Telefono 0831.734929
Fax 0831.735323

 

 

Regione
Puglia
Popolazione
123.483 abitanti
Superficie
558,63 km2
Densità
221,05 abitanti/km2
Province interessate
Brindisi
Comuni
Cellino San Marco, Francavilla Fontana, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.
Territorio
Il comprensorio del GAL è per l’86% della sua superficie considerato non litoraneo e tutti i suoi otto comuni sono classificati come pianeggianti.
Presenza di aree protette
2 Siti di Importanza Comunitaria: Bosco Tramazzone e Bosco Cutripetrizzi.

COME ARRIVARE

In Auto
Da nord: imboccata l’autostrada A14 (Bologna – Taranto) prendere l’uscita Massafra. A questo punto proseguire per SS7 e uscire a
Latiano Est; da qui continuare seguendo le indicazioni per Mesagne. Da sud: imboccata l’autostrada A3 uscire allo svincolo di Sibari/Bari. Proseguire per Taranto sulla SS106 poi in direzione Brindisi sulla SS7, l’uscita è Latiano Est. Da qui continuare seguendo le indicazioni per Mesagne.
In Treno
Attraverso la linea di Trenitalia è possibile raggiungere la Terra dei Messapi dalla stazione di Brindisi e, andando verso Sud, fermarsi nella stazione di San Pietro Vernotico; se ci si sposta sull’asse est-ovest, verso Taranto, si incontrano le stazioni di Mesagne, Latiano e Francavilla Fontana. Grazie alla linea Sud-Est, partendo da Lecce la ferrovia attraversa il Comune di San Pancrazio Salentino.
In Aereo
Dall’aeroporto di Bari (130 Km). Dall’aeroporto di Brindisi (20 Km).

OUTDOOR NELLA TERRA DEI MESSAPI

Nel territorio del GAL Terra dei Messapi (Gruppo di Azione Locale) abbiamo individuato sei itinerari per cambiare il consueto modo di procedere, non limitato alle emergenze storico-culturali e artistiche dei centri storici ma anche ai sapori e ai luoghi della campagna: saranno loro a segnare le tappe dei nostri percorsi nella terra dei messapi.

I beni ambientali e paesaggistici, le risorse storicoartistiche e culturali, le tradizioni e le attività produttive diventano un punto di arrivo, un punto di partenza, una meta da raggiungere per godere il territorio circostante. Nel portale sono presentati tre percorsi rurali tematici – via appia, limitone dei greci, me(s)sapi di vino – e tre percorsi nei centri storici – riccioli d’oro, a passo lento fra gli Ulivi, cuore di pietra – che, nel loro complesso, ci offrono una visione d’insieme del territorio e dei suoi elementi d’interesse turistico.

 GLI ITINERARI TEMATICI:

 

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