Camminare è il gesto più naturale che abbiamo, ma non per questo è privo di implicazioni per la salute delle articolazioni.
Dalla routine quotidiana alle attività più dinamiche, il modo in cui ci muoviamo incide su ginocchia, anche e caviglie più di quanto si pensi.
Ne parliamo con il dottor Leonardo Cortesi, medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia, con una solida formazione maturata tra Italia e centri internazionali di riferimento.
Con un focus particolare sulla chirurgia del ginocchio e dell’anca, offre indicazioni pratiche per muoversi meglio nella quotidianità, oltre che sui sentieri, per prevenire disturbi nel tempo.
Sono un medico chirurgo specialista in ortopedia, con un focus particolare sulla chirurgia del ginocchio e dell’anca.
Nella mia attività clinica mi occupo sia di patologie degenerative, come l’artrosi, sia di lesioni traumatiche e sportive.
Ph: arch. Leonardo Cortesi
La montagna per me è una passione prima ancora che un’attività fisica: pratico trekking da molti anni e lo considero un modo ideale per coniugare movimento, benessere e contatto con la natura.
Le articolazioni più sollecitate sono soprattutto ginocchia e caviglie.
Le ginocchia assorbono gran parte del carico, in particolare durante le discese, mentre le caviglie sono più esposte a distorsioni per via dei terreni irregolari.
Anche l’anca lavora molto, ma generalmente è meno soggetta a traumi acuti.
In discesa è importante ridurre l’impatto: fare passi più corti, mantenere una buona postura e non “lasciarsi andare” troppo velocemente.
Fondamentale anche scegliere percorsi adeguati al proprio livello e utilizzare i bastoncini, che aiutano a distribuire il carico e migliorano l’equilibrio.
Sì, ed è spesso sottovalutata.
È utile allenare la forza di quadricipiti e glutei, che stabilizzano ginocchia e anche, e lavorare sull’equilibrio e sulla propriocezione.
Anche una buona mobilità articolare e un minimo di allenamento cardiovascolare aiutano ad affrontare meglio le escursioni.
Nella maggior parte dei casi non è necessario rinunciare.
Il trekking, se ben dosato, è anzi un’attività benefica.
È però importante scegliere percorsi meno impegnativi, evitare discese troppo lunghe o ripide, usare bastoncini e calzature adeguate, e rispettare i segnali del proprio corpo.
Fanno una differenza significativa, soprattutto in discesa: possono ridurre il carico sulle ginocchia e migliorare la stabilità.
Vanno regolati all’altezza corretta e utilizzati in modo alternato al passo, mantenendo un movimento naturale e senza irrigidire le spalle.
Una buona scarpa deve garantire stabilità, ammortizzazione e una suola adatta al terreno. È importante che sostenga bene la caviglia senza essere eccessivamente rigida.
Le solette possono essere utili, soprattutto se personalizzate, per migliorare l’appoggio e distribuire meglio i carichi.
Il segreto è la continuità, più che l’intensità.
Muoversi regolarmente, senza eccessi, mantenere una buona forma fisica e ascoltare il proprio corpo sono le chiavi per continuare a camminare a lungo.
La montagna può essere una grande alleata della salute, se affrontata con buon senso.
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