Le calze da trekking contano: la lezione italiana di Calze GM

La calza tecnica è un elemento fondamentale dell'attrezzatura outdoor: lo sa bene Calze GM, che da sessant'anni produce con artigiani italiani calze testate da atleti e pensate per gli appassionati di trekking, nel segno della sostenibilità e dell'innovazione

23 luglio 2019 - 10:24

Calze GM: il filo che unisce tradizione, tecnica e sostenibilità

Quando si parla di equipaggiamento outdoor, l’attenzione si concentra la maggior parte delle volte su scarponi, zaini, giacche tecniche.

Esiste però un componente apparentemente semplice che accompagna ogni passo e che può incidere profondamente sul comfort e sulle prestazioni: la calza.

A contatto diretto con il piede, sottoposto a continui stress durante un’escursione o una giornata sugli sci, la calza tecnica deve gestire umidità, temperatura, sfregamenti e adattarsi alla morfologia del piede.

È da questa consapevolezza che si sviluppa la storia di Calze GM, azienda italiana che da oltre sessant’anni ha fatto della ricerca sulla calzetteria tecnica il proprio campo di specializzazione.

Una storia fatta di tradizione tessile, innovazione e di un rapporto costante con il mondo della montagna, dove ogni prodotto viene sviluppato con l’obiettivo di rispondere alle esigenze reali di chi lo utilizza.

Come sanno a Calze GM, dietro una calza tecnica c’è un lavoro di progettazione complesso, che riguarda non solo i materiali ma anche elasticità, resistenza all’usura, precisione nella vestibilità e capacità di adattarsi ai movimenti del piede.

Durante un’escursione, anche piccoli dettagli possono incidere sul comfort complessivo: una cucitura posizionata nel punto sbagliato, un eccesso di tessuto o una gestione poco efficace dell’umidità possono trasformarsi in fastidi capaci di compromettere l’esperienza in montagna.

Per questo motivo la ricerca nel settore della calzetteria tecnica non riguarda soltanto la scelta dei filati, ma anche lo studio della struttura del prodotto e del rapporto tra piede, movimento e ambiente: un aspetto fondamentale per chi trascorre molte ore sui sentieri.

Il tutto nel segno della sostenibilità ambientale, obiettivo strategico per un’azienda nata tra le montagne e che fa del rispetto delle tradizioni alpine un segno distintivo.

Una storia italiana nata ai piedi delle Dolomiti

La sede di Calze GM si trova a Trento, nel cuore delle Dolomiti.

E proprio le Dolomiti di Brenta rappresentano un laboratorio naturale nel quale mettere alla prova materiali, soluzioni tecniche e nuove idee.

Oggi alla guida dell’azienda ci sono Elisabetta Montagni e la sorella Giulia, insieme a un team specializzato che porta avanti una storia iniziata nella seconda metà del Novecento, mantenendo il legame tra competenza manifatturiera e innovazione.

Sviluppando prodotti destinati all’outdoor, il contesto in cui si nasce e si lavora non è un elemento secondario: sentieri, montagne e condizioni ambientali differenti diventano un banco di prova per comprendere cosa serve realmente a chi cammina, corre o pratica sport in quota.

Dalle prime intuizioni alla collaborazione con gli atleti

La storia di Calze GM affonda le radici nel 1959, quando Giorgio Montagni iniziò il percorso imprenditoriale che porterà alla fondazione dell’azienda nel 1960.

Calze GM nasce, dunque, dall’esperienza diretta di uno sportivo e appassionato di montagna, convinto che una calza potesse diventare uno strumento tecnico capace di aumentare prestazioni e benessere durante l’attività sportiva.

Tra le prime intuizioni ci fu l’introduzione di macchinari capaci di realizzare calze con caratteristiche innovative per l’epoca, come l’interno in spugna, una soluzione pensata per offrire maggiore ammortizzazione e protezione rispetto ai modelli tradizionali.

Uno dei momenti simbolici della storia dell’azienda arrivò negli anni Sessanta, quando Giorgio Montagni raggiunse gli atleti della Nazionale italiana di sci impegnati sulla Marmolada.

In un periodo in cui le calze sportive erano ancora prodotti molto semplici, l’approccio tecnico di Calze GM attirò l’attenzione degli sciatori.

Non si trattava semplicemente di presentare un prodotto agli atleti, ma di raccogliere indicazioni sul campo per migliorarlo.

Il confronto diretto con gli atleti, dunque, ha rappresentato negli anni una forma di ricerca sul campo particolarmente preziosa.

Gli sportivi professionisti, infatti, sottopongono l’attrezzatura a condizioni estreme: lunghe giornate in ambiente, variazioni di temperatura, movimenti ripetuti e sollecitazioni continue.

Le loro osservazioni hanno permesso di perfezionare progressivamente caratteristiche oggi considerate fondamentali anche per chi utilizza una calza tecnica durante un trekking o un’attività outdoor.

È proprio questo passaggio dalla dimensione agonistica all’utilizzo quotidiano uno degli elementi che caratterizzano la filosofia di Calze GM: trasformare l’esperienza maturata ai massimi livelli dello sport in soluzioni accessibili a tutti gli appassionati di montagna.

 

La calza, il comfort e la rivoluzione di Logica: l’ergonomia al servizio di chi cammina

Uno dei passaggi più significativi nella storia di Calze GM riguarda lo sviluppo della costruzione differenziata piede destro/sinistro, introdotta nel 1995 con il modello Logica.

L’idea alla base è semplice, ma rivoluzionaria: il piede umano non è perfettamente simmetrico, quindi anche una calza tecnica può essere progettata seguendo questa caratteristica naturale.

Una costruzione anatomica permette di eliminare accumuli di tessuto non necessari, migliorando la vestibilità e riducendo i punti di pressione e sfregamento.

In montagna, dove una lunga giornata di cammino può mettere a dura prova il piede, anche questi dettagli possono fare la differenza.

Questa attenzione all’ergonomia rappresenta ancora oggi uno dei principi alla base della filosofia di Calze GM: sviluppare prodotti che non si limitino a vestire il piede, ma che siano progettati intorno alle sue esigenze.

Una nuova identità per raccontare un lungo percorso

Dopo oltre sessant’anni di storia, Calze GM ha scelto di rinnovare il proprio modo di raccontarsi senza perdere il legame con le proprie origini.

In quest’ottica si pone il rebranding, che nasce dalla consapevolezza che un’azienda possa evolvere, cambiare linguaggio e guardare al futuro mantenendo salde le proprie radici.

Quel percorso iniziato nel 1960 prosegue ancora oggi e la nuova identità ha l’obiettivo di raccontarlo con un linguaggio più contemporaneo, valorizzando gli elementi che da sempre caratterizzano il marchio: la montagna, il Made in Italy, la competenza tecnica e la ricerca continua.

Il nuovo logo racchiude simbolicamente questa filosofia.

Le iniziali GM si fondono in un unico segno che richiama il percorso di un sentiero e il filo tessile, un simbolo che unisce le origini familiari dell’azienda alla volontà di continuare a innovare nel mondo dello sport e dell’outdoor.

La nuova palette cromatica, infine, si ispira all’enrosadira, il fenomeno naturale che all’alba e al tramonto colora le Dolomiti di sfumature che vanno dal rosa all’arancio fino al rosso, trasformando il paesaggio che da sempre accompagna la storia di Calze GM in uno degli elementi distintivi della sua identità visiva

Anche il payoff, lo slogan scelto per accompagnare la nuova identità – “Italia. Dolomiti. 1960” – sintetizza i tre pilastri del marchio: la produzione italiana, il profondo legame con il territorio e oltre sessant’anni di esperienza maturata ai piedi delle Dolomiti.

Il valore del Made in Italy: qualità, filiera e responsabilità

Per Calze GM il Made in Italy non è soltanto un elemento comunicativo, ma una scelta produttiva che coinvolge competenze, persone e filiera.

In un settore dove la produzione tessile globale ha conosciuto profonde trasformazioni, mantenere un legame diretto con il territorio significa preservare un patrimonio di conoscenze costruito nel tempo.

La qualità di una calza tecnica nasce infatti da molti elementi che lavorano insieme: la selezione dei materiali, la conoscenza dei processi produttivi, l’esperienza delle persone coinvolte e la capacità di controllare ogni fase della realizzazione.

È un patrimonio che non può essere improvvisato, ma che deriva dalla continuità e dal rapporto quotidiano con il prodotto.

Produrre in Italia significa per Calze GM collaborare con una filiera in cui competenza artigianale e innovazione tecnologica si incontrano.

Questa attenzione riguarda anche la scelta dei materiali: l’azienda utilizza filati certificati secondo standard come OEKO-TEX® STANDARD 100 e privilegia soluzioni come lana mulesing-free, cotone certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) e filati riciclati certificati GRS (Global Recycle Standard), con una filiera che mantiene un collegamento tra ricerca, qualità e responsabilità.

Negli ultimi anni questo percorso si è tradotto anche in una maggiore attenzione al rapporto tra impresa, ambiente e società.

Nel 2024 Calze GM è diventata Società Benefit e nel 2025 ha ottenuto la certificazione B Corp™, riconoscimento che sancisce un modello aziendale orientato non solo alla qualità del prodotto, ma anche alla volontà di generare un impatto positivo sulle persone e sul pianeta.

La sostenibilità, in questa prospettiva, non viene interpretata come un elemento aggiuntivo, ma come una parte integrante del modo di fare impresa.

È una direzione che si riflette anche in progetti come la collezione Regeneration, nata dall’incontro tra ricerca tessile, utilizzo di filati naturali e riciclati e attenzione ai temi della biodiversità e della libertà individuale.

Una storia che continua sui sentieri

Dopo oltre sessant’anni di ricerca e sviluppo, Calze GM continua a confrontarsi con la montagna, il luogo dove ogni soluzione tecnica deve dimostrare il proprio valore.

È proprio questa filosofia che sarà al centro anche del Trail Test, un’occasione per mettere alla prova sul campo caratteristiche, comfort e prestazioni dei prodotti Calze GM attraverso l’esperienza diretta degli appassionati di outdoor.

Perché una buona calza tecnica non si misura soltanto dai materiali utilizzati o dalle tecnologie applicate: si misura soprattutto nei chilometri percorsi, nei sentieri affrontati e nella capacità di accompagnare chi vive la montagna.

Passo dopo passo.

 

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