Monte Sartorius

18 marzo 2020 - 9:46

II percorso, che riveste eccezionale interesse sia dal punto di vista geologico che botanico, si snoda a partire dalla sbarra forestale posta a quota 1660 m s.l.m. per una lunghezza di circa 4 km. Lungo il sentiero natura si incontrano radure ricche di specie endemiche, bombe vulcaniche di notevoli dimensioni e formazioni boschive dominate dalla Betulla (Betula aetnensis Rafin).
II grande interesse geologico è rappresentato invece dalla imponente colata lavica del 1865 che ha dato origine ai monti Sartorius (in onore e memoria dello studioso Wolfgang Sartorius von Waltershausen che fu tra i primi a riportare cartograficamente le più importanti eruzioni dell’Etna) caratterizzati dal tipico allineamento di conetti eruttivi (“bottoniera”); in questi ambienti ancora scarsamente colonizzati dalla vegetazione si può udire lo stridente verso del Codirosso spazzacamino che condivide questo habitat con il Culbianco, uccelletto sempre svolazzante da un posatoio all’altro alla continua ricerca di insetti. II percorso segue per buona parte un preesistente sentiero pastorale ed il tracciato “chiude” ad anello verso il punto iniziale presentando un dislivello massimo di c/a un centinaio di metri sulla sella che divide due dei sette conetti eruttivi dei Monti Sartorius.
Lungo il sentiero sono stati posti dei “pilieri” in pietra lavica con sovraimpressi i numeri da 1 a 6; ogni numero evidenzia un punto d’osservazione al quale corrispondono particolari caratteristiche che vengono descritte nel testo.
II sentiero attraversa un’area protetta. Si prega pertanto di percorrerlo il più possibile in silenzio, di non gettare carte o involucri di pellicola, di non accendere fuochi, di non estirpare o danneggiare piante, erbe o funghi e di non raccogliere fiori. Si raccomanda inoltre di non uscire dal sentiero segnalato in modo da non arrecare disturbo alla vegetazione ed agli animali presenti.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Maremma: la civiltà del tufo

Cilento e Umbria con Officinae Itineris

Il progetto dei Laboratori: Outdoor a 360°