Parco Regionale del Corno alle Scale: sulle tracce del lupo

18 marzo 2020 - 9:44

Procedendo lungo la strada per la Segavecchia, poco prima del ponte sul Fosso del Bagnadori, si sale per un viottolo asfaltato dove, in corrispondenza della curva, inizia il sentiero 115. Dopo avere superato i fabbricati dell’acquedotto e guadato il rio, il sentiero sale decisamente attraverso un bosco misto, dominato da numerose specie arboree, tra cui segnaliamo notevoli esemplari di agrifoglio e di tasso, entrambi retaggi di antiche fasi climatiche. Numerose e interessanti anche le specie erbacee, favorite dalla diversità dei substrati, tra cui numerose specie di orchidee. Dopo un altro guado, e numerosi fossi laterali, si giunge a una traccia più ampia e infine, attraverso un rimboschimento di conifere, alla strada forestale che dalla Segavecchia conduce prima al rifugio, poi alla sella conosciuta come Sboccata dei Bagnadori (sentiero 123), dove si trova una sorgente. Lungo questi sentieri, paralleli alla linea di crinale, non è difficile individuare le impronte del lupo sulla neve. Giunti alla Sboccata, sulla destra si imbocca il sentiero 125 che giunge sulle praterie prossime alla vetta del Monte Grande (1531 m) il quale presenta un versante orientale piuttosto ripido con un’ampia visuale panoramica sull’intera valle del Silla e sui Balzi del Fabuino, la Nuda e il Corno alle Scale. Si prosegue lungo il crinale, scendendo fino alle radure precedenti gli affioramenti rocciosi della Bocca delle Tese, frequentati regolarmente da mufloni, daini, cinghiali e caprioli, e dove si possono scorgere i segni di presenza dell’istrice, oltre che, naturalmente, del lupo. Dalle radure, si imbocca il sentiero 151 che, lungo il Fosso Fiammineda, scende verso Pianaccio. Quest’ultimo tratto, in parte lastricato, attraversa la suggestiva località omonima, uno dei più antichi borghi storici della nostra montagna.

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