Stromboli: il tramonto dalla cima del vulcano

15 aprile 2018 - 19:52

Escursione nel tardo pomeriggio sulla cima del vulcano per ammirare il tramonto sulla Calabria e su quel bellissimo arcipelago dove Giulio Verne ambientò il ritorno degli eroi del Viaggio al Centro della Terra.

La natura vulcanica dell’isola si può toccare con mano lungo questo itinerario – tracciato nel dicembre del 2004 dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Siciliana – che inizialmente sale lungo viuzze in pendenza, strettissime, a volte gradinate, e man mano che prende quota offre emozionanti punti panoramici sull’arcipelago delle Eolie, mentre l’ombra del cono del vulcano si proietta sul mare verso la penisola calabrese.

Dalla cima del Pizzo ci si può sorprendere delle brevi ma violente esplosioni sotto di noi, a quota 750 metri, all’interno della depressione della Sciara del Fuoco, dove si elevano per centinaia di metri fontane di lava, materiali incoerenti, piogge di lapilli e cenere.

Le esplosioni sono intermittenti, a intervalli di 10/20 minuti e durano pochi secondi. I gas tossici e i blocchi di basalto, che “normalmente” restano confinati all’interno dell’area craterica, potrebbero investirvi in maniera fatale, quindi non allontanatevi per nessun motivo dal sentiero tracciato e non fatevi tentare dal desiderio di assistere alle esplosioni da zone più vicine, oppure da quello di scendere giù a Ginostra.

Descrizione: ci limitiamo a fornirvi tutte le informazioni necessarie per intraprendere l’escursione, senza descrivere nel dettaglio il percorso perché una regolamentazione precisa impedisce agli escursionisti l’accesso alla cima, se non accompagnati da una guida locale autorizzata. Ricordiamo che l’escursione sotto l’aspetto tecnico è alla portata di tutti, ma la ripidità del sentiero e, in estate, le temperature elevate, richiedono condizioni fisiche ottimali, pertanto si sconsiglia la salita a cardiopatici, asmatici, vertiginosi e bambini sotto i 10 anni.

La guida, prima dell’inizio dell’escursione, fornisce al COA e alla Stazione dei Carabinieri di Stromboli l’elenco delle persone accompagnate, il percorso, l’orario di partenza e quello di rientro previsto, quindi per consentire la migliore organizzazione si consiglia di prenotare l’escursione il prima possibile.

Inoltre, visto che sulla cima del vulcano non devono sostare contemporaneamente più di 80 persone, soprattutto d’estate si rischia di telefonare all’ufficio delle guide e sentirsi rispondere che i gruppi sono al completo.

Relativamente all’attrezzatura è importante riporre nello zaino una giacca antivento, una torcia elettrica con pile di riserva (meglio se frontale per poterla sistemare sul casco), una t-shirt di ricambio (in estate si consigliano pantaloni corti per la salita e lunghi per la sosta), il casco di protezione obbligatorio (quest’ultimo fornito gratuitamente insieme alla mascherina anti-polvere).

Ricordatevi che il trekking notturno – seppure accompagnato da guide professioniste – è tutt’altro che una passeggiata e va affrontato ben equipaggiati e con una minima preparazione fisica, poiché si tratta di 900 metri di dislivello. Il primo terzo del percorso è agibile, poi si fa più arduo, camminando sui detriti che appesantiscono il passo, sprofondando talvolta nella sabbia lavica (non scoraggiatevi). Seppure il passo sia lento, affaticato, la ricompensa finale è impagabile: uno spettacolo di luci e suoni, grandioso ed esplosivo, dove il direttore d’orchestra è Madre Natura.

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