The scenographic Fort Bard in Aosta Valley, northern Italy, on a sunny summer morning.
In Valle d’Aosta i castelli fanno parte del paesaggio quasi quanto le montagne.
Alcuni sorgono su speroni rocciosi e sembrano costruiti per controllare ogni passaggio; altri hanno l’aspetto di eleganti dimore signorili o di residenze reali.
L’autunno è un ottimo momento per visitarli perché la natura si dipinge di colori caldi e le temperature invitano ancora a camminare.
Ecco 4 castelli da fiaba per attraversare secoli di storia della Valle d’Aosta, dal Medioevo dei Challant alla stagione sabauda.
Il Castello di Fénis è probabilmente l’immagine che viene in mente quando si pensa a una fortezza medievale valdostana: mura merlate, torri, camminamenti e un profilo complesso che sembra uscito da un libro illustrato.
La particolarità è che non sorge su uno sperone inaccessibile, come molti altri, ma su un piccolo promontorio.
Ph.: Gettyimages/e55evu
Questo perché Fénis fu anche una prestigiosa residenza della famiglia Challant, non soltanto un presidio difensivo.
La storia del complesso comincia tra XII e XIII secolo e segue l’ascesa della casata.
Nel Trecento Aimone di Challant promosse importanti trasformazioni che portarono il castello verso la forma pentagonale e l’articolazione di torri e corpi di fabbrica che ancora oggi lo caratterizzano.
Il risultato è un edificio che all’esterno appare severo, mentre all’interno rivela spazi residenziali, decorazioni e un cortile molto più raffinato.
Il cuore della visita è proprio il cortile, con la scala semicircolare, le balconate in legno e gli affreschi che decorano le pareti.
Da qui si entra negli ambienti interni, seguendo un percorso che permette di distinguere le funzioni domestiche da quelle rappresentative.
Le visite avvengono a orari stabiliti e il sito ufficiale consiglia l’acquisto anticipato del biglietto.
Una volta usciti, vale la pena non ripartire subito.
Il paese e la campagna intorno al castello consentono una passeggiata facile, con la fortezza che continua a comparire tra prati e case.
In autunno il contrasto tra le pietre grigie dell’edificio e i colori della vegetazione rende Fénis ancora più scenografico.
_ Tutte le informazioni per visitare il Castello di Fénis
Il Forte di Bard domina uno dei passaggi più stretti della Valle d’Aosta, sopra il piccolo borgo omonimo e lungo la direttrice che per secoli ha collegato la pianura piemontese con il cuore delle Alpi.
La posizione spiega la funzione militare del sito, fortificato già in epoca medievale e passato ai Savoia nel XIII secolo.
Ph.: Gettyimages/photocamera
L’episodio più celebre risale però al 1800, quando la guarnigione di Bard riuscì a rallentare per giorni l’avanzata dell’esercito napoleonico.
Dopo la resa, Napoleone ordinò la distruzione della fortezza.
L’aspetto attuale è quello della grande ricostruzione voluta da Carlo Felice di Savoia e realizzata tra il 1830 e il 1838.
Il complesso si sviluppa su più livelli con tre corpi principali: Opera Ferdinando, Opera Vittorio e Opera Carlo Alberto, quest’ultima posta nella parte più alta della rocca.
Oggi il Forte è un grande polo culturale con musei, spazi espositivi e percorsi dedicati alla storia della montagna e delle fortificazioni alpine.
Tra gli ambienti visitabili ci sono il Museo delle Alpi, il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere e le antiche prigioni militari.
Vale la pena arrivare in cima anche solo per percorrere i camminamenti e osservare dall’alto il fondovalle.
La salita può essere affrontata a piedi dal borgo medievale oppure utilizzando gli ascensori panoramici che collegano i diversi livelli della fortezza.
Prima o dopo la visita conviene dedicare un po’ di tempo anche a Bard, raccolto ai piedi della rocca lungo l’antica via Consolare, con case medievali e rinascimentali, archi, fontane e diversi edifici monumentali.
_ Tutte le informazioni per visitare il Forte di Bard
La fortezza sorge su uno sperone roccioso sopra il torrente Evançon, in posizione strategica rispetto all’ingresso della Val d’Ayas e alla grande via di comunicazione del fondovalle.
Già da lontano il castello appare come un enorme blocco di pietra, quasi privo di elementi decorativi esterni.
L’edificio è legato alla famiglia Challant, una delle più importanti della Valle d’Aosta, e conserva un impianto molto riconoscibile.
All’interno si sviluppa attorno a un cortile centrale e uno degli elementi più spettacolari è il grande scalone in pietra, che collega i diversi livelli della fortezza.
In alto corre il camminamento di ronda, mentre finestre, feritoie e strutture difensive ricordano che il castello fu adattato nel tempo alle nuove esigenze militari.
Dal borgo si sale a piedi verso la fortezza, guadagnando progressivamente quota sopra il fondovalle.
Non è una lunga escursione, ma il dislivello basta per cambiare prospettiva e far capire perché questo punto fosse così importante per controllare il territorio.
Una volta arrivati, la vista si apre sulla valle e sui rilievi circostanti.
Verrès merita di essere vissuta senza fretta: prima il borgo, poi la salita e gli ambienti del castello.
In autunno il sentiero di accesso e i boschi intorno alla rocca aggiungono colore al paesaggio.
_ Tutte le informazioni per visitare il Castello di Verrès
Con il Castello Reale di Sarre si lascia il Medioevo dei Challant e si entra nella storia della monarchia sabauda.
L’edificio domina la piana di Aosta da un promontorio e, pur avendo origini più antiche, deve gran parte del suo aspetto attuale agli interventi del Settecento e soprattutto alla trasformazione successiva all’acquisto da parte di Vittorio Emanuele II nel 1869.
Il primo re d’Italia scelse Sarre come base per le battute di caccia nelle valli di Cogne, Rhêmes e Valsavarenche.
Il castello divenne così una residenza legata strettamente alle riserve reali del Gran Paradiso, frequentata poi anche da Umberto I e dagli altri membri della famiglia.
Questa storia è ancora visibile negli ambienti interni, dove trofei, arredi, ritratti e documenti raccontano la presenza dei Savoia in Valle d’Aosta.
Le sale più sorprendenti sono il grande Salone e la Galleria decorati con migliaia di corna di stambecco e camoscio disposte in motivi ornamentali.
Oggi l’effetto può apparire straniante, ma proprio queste decorazioni permettono di leggere una pagina importante della storia del territorio.
Le antiche riserve di caccia reali furono infatti all’origine del percorso che portò, nel 1922, alla nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Sarre è anche una tappa facile da inserire in una giornata dedicata ad Aosta e ai dintorni.
Dal castello la vista si apre sulla conca e sulle montagne, mentre il territorio circostante offre passeggiate tra vigneti e piccoli nuclei abitati.
In autunno questo paesaggio diventa particolarmente interessante, con i colori dei versanti che fanno da sfondo a una residenza molto diversa dai castelli medievali visitati nelle altre tappe.
_ Tutte le informazioni per visitare il Castello Reale di Sarre
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