Il bramito dei cervi: tre sentieri per ascoltarlo prima che finisca

Ottobre è il mese in cui i boschi italiani risuonano dei richiami dei maschi in amore. Dalle Pale di San Martino all’Appennino laziale, tre percorsi nei parchi dove questo animale è tornato a vivere, per scoprire da vicino un rito naturale antichissimo

11 ottobre 2026 - 12:46

C’è un suono che in ottobre attraversa i boschi italiani e che nessun escursionista dimentica: il bramito del cervo.

È il richiamo dei maschi nella stagione degli amori, e in alcune zone del Paese non è affatto raro sentirlo risuonare mentre si cammina.

Questo è il mese più indicato per ascoltarlo, e magari per osservare un animale che da sempre è simbolo di nobiltà antica e di longevità.

I tre itinerari, da nord a sud:

  • Sentiero 337 verso Forcella Ceremana, Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino: partenza da Pulesi, dislivello di quasi 1000 metri
  • Sentiero dei Tedeschi, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: partenza da Montanino di Camaldoli (Poppi), 990 metri
  • Anello del Colle Campitellino, Parco dei Monti Simbruini: partenza da Fondi di Jenne, segnavia CAI 682

Il ritorno del cervo si ascolta

In passato questo splendido mammifero ha rischiato di scomparire dalle montagne italiane.

Oggi quel pericolo è alle spalle: in tutti i parchi nazionali e regionali in cui è stato introdotto, il numero di esemplari è cresciuto in modo costante.

Per stimare la consistenza delle popolazioni si usano i radiocollari, ma soprattutto l’ascolto dei bramiti durante la stagione degli amori.

È il momento in cui i maschi in età riproduttiva rinnovano un rituale antichissimo, fatto di lotta e di corteggiamento.

Il ritorno ha avuto particolare successo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in Toscana, e nel Parco Nazionale d’Abruzzo, dove i branchi alle pendici del Monte Godi e lungo i versanti laziali sono ormai una presenza storica.

Lo stesso vale per le Montagne della Duchessa, il Parco del Velino-Sirente, il Parco Regionale dei Monti Simbruini e altri parchi appenninici come il Pollino, il Cilento-Vallo di Diano, il Gran Sasso-Monti della Laga e i Monti Sibillini.

 

Ascoltare di notte, con le guide dei parchi

Alcuni parchi organizzano escursioni guidate in orario notturno, in località scelte dopo lunghi sopralluoghi.

Sui siti delle aree protette citate si trovano i riferimenti delle guide ambientali che accompagnano all’ascolto e all’avvistamento di questo imponente ungulato.

Partecipare al censimento è un’esperienza suggestiva: permette di vivere il contatto diretto con uno degli eventi più sorprendenti della natura e, allo stesso tempo, di dare un piccolo ma concreto contributo alla salvaguardia della specie.

La regola è una sola: tenere le orecchie tese.

Per chi ama la natura, l’ascolto resta un’esperienza di grande fascino.

Ecco tre percorsi dove l’incontro ravvicinato con i cervi può trasformarsi in una bella sorpresa.

1. Paneveggio, la foresta dei liutai sotto le Pale di San Martino

Nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, Paneveggio si apre come un’ampia radura dal panorama straordinario: a sud la catena del Lagorai, a est le guglie delle Pale di San Martino, dominate dal becco del Cimon della Pala.

Dal parcheggio di Pulesi, sulla sponda del lago artificiale di Forte Buso, parte il sentiero n. 337 in direzione della vetta del Colbricon.

È una salita lunghissima, ripida nell’ultimo tratto, che porta fino a Forcella Ceremana superando un dislivello di quasi 1000 metri.

Nello stesso parco c’è un’alternativa: il sentiero di San Giovanni.

Attraversa la parte alta della foresta di Paneveggio, celebre per il legno d’abete usato dai liutai, dove la presenza di cervi e caprioli è frequente, e sbuca sui pascoli di malga Juribello, ai piedi del Castelaz.

Scheda tecnica

  • Partenza: parcheggio di Pulesi, sul lago di Forte Buso
  • Dislivello: quasi 1000 metri fino a Forcella Ceremana
  • Segnavia: 337
  • Periodo consigliato: autunno, ottobre per il bramito

_ Scopri l’itinerario verso la vetta del Colbricon

 

2. Sentiero dei Tedeschi, dentro il concerto delle Foreste Casentinesi

In autunno il cervo entra nella stagione degli amori e il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna diventa il teatro di un maestoso concerto di bramiti possenti. In questo periodo le probabilità di scorgerlo sono molto alte.

Per unire l’ascolto a una camminata, il sentiero dei Tedeschi è la scelta suggerita: parte da Montanino di Camaldoli, nel comune di Poppi, a 990 metri di quota.

Scheda tecnica

  • Partenza: Montanino di Camaldoli, Poppi (990 m)
  • Periodo consigliato: autunno, ottobre per il bramito

_ Scopri il tracciato del Sentiero dei Tedeschi

 

3. Anello del Colle Campitellino, tra faggete e prati carsici

Scendendo a sud si arriva nel Parco dei Monti Simbruini.

L’anello parte da uno dei prati carsici più belli dell’area protetta e attraversa faggete e pascoli, alla ricerca delle fatte di cervi, caprioli, lupi e altri animali.

La meta è la gobba panoramica del Colle Campitellino.

Da qui lo sguardo si posa sulle cime più alte e suggestive del parco, sull’altopiano di Faito e sull’abitato di Vallepietra.

Scheda tecnica

  • Partenza: area sosta di Fondi di Jenne
  • Segnavia: CAI 682
  • Periodo consigliato: autunno, ottobre per il bramito

_ Scopri i dettagli dell’anello del Colle Campitello

 

Il bramito è molto più di un suono: è il segno di una specie che è riuscita a tornare dove rischiava di sparire.

E viene spontaneo chiedersi se il cervo non possa diventare il motore di un nuovo sviluppo turistico e ambientale per le nostre montagne.

È un auspicio che vale la pena coltivare, camminando con passo leggero e in silenzio, lasciando che sia il bosco a parlare.

 

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