Il primo profumo di castagne nell’aria fresca, i filari ancora carichi per la vendemmia, le colline che virano dal verde all’ocra.
In autunno la Toscana cambia passo: il clima resta mite, la folla dell’estate si dirada e i borghi collinari tornano a essere luoghi da attraversare con calma, a piedi, tra vicoli acciottolati, chiese e musei.
I cinque borghi in breve:
I mesi d’autunno sono probabilmente il momento migliore per riscoprire la Toscana sotto una luce diversa.
Il clima si mantiene mite, le castagne cominciano a farsi sentire e la stagione della vendemmia è nel pieno.
Ph.: Gettyimages/StevanZZ
Ottobre e novembre portano con sé l’atmosfera ideale per entrare nelle chiese e nei musei, assaggiare le specialità di stagione e passeggiare tra i vicoli dei borghi collinari, con lo sguardo che si perde su campagne tinte di sfumature calde.
Colori, paesaggi, capolavori d’arte e buona cucina fanno di questa stagione l’occasione giusta per una gita fuori porta lontano dal caos estivo e dal turismo di massa.
Ecco una piccola selezione di borghi storici che meritano una visita proprio adesso.
Adagiato su colli sinuosi, circondato da oliveti, vigneti e boschi di querce, San Quirico d’Orcia (SI) è un borgo antichissimo, di probabile origine etrusca. I suoi scenari sono quelli che l’immaginario comune associa alla Toscana.
È uno di quei luoghi da vedere almeno una volta nella vita, in ogni stagione.
In autunno ancora di più, quando le campagne si colorano di toni caldi e si coprono di suggestive coltri di nebbia.
Tra le architetture da non perdere c’è la Cappella della Madonna di Vitaleta, insieme alla Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, appena fuori dalla cinta muraria: un edificio romanico le cui prime notizie risalgono addirittura all’VIII secolo.
Il borgo di San Quirico d’Orcia – Foto Getty Images
Accanto alla Collegiata sorge Palazzo Chigi, oggi sede del Comune. Proseguendo lungo via Dante Alighieri si arriva in piazza della Libertà, il cuore del paese, dove si trova la Chiesa di San Francesco, detta anche “Chiesa della Madonna”: elementi gotici e, all’interno, una bellissima Vergine attribuita ad Andrea della Robbia.
San Quirico sorge lungo il tracciato della Via Francigena, e questo ne ha segnato la storia e in parte l’aspetto.
Il borgo è punto d’arrivo della tappa 35, da Ponte d’Arbia, e di partenza della tappa 36, verso Radicofani. Lo ricorda anche l’Ospedale della Scala, dove i pellegrini in viaggio trovavano ospitalità.
Meritano una sosta gli Horti Leonini, tipico giardino rinascimentale all’italiana disegnato intorno al 1540 da Diomede Leoni, che circonda la Chiesa di Santa Maria Assunta.
Da luglio a novembre ospitano Forma nel Verde, mostra internazionale di scultura contemporanea.
Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Poppi (AR) ha una storia legata in modo indissolubile, come quella di tutta la zona, alla famiglia dei Conti Guidi.
Oltre che nel loro paese, i Guidi costruirono castelli a Romena, Porciano, Montemignaio e Castel San Niccolò.
Il Castello di Poppi, icona del Casentino, si erge sul borgo e sovrasta la Piana di Campaldino, teatro della battaglia combattuta l’11 giugno 1289 tra guelfi e ghibellini di Arezzo e Firenze.
Ph.: Gettyimages/Buffy1982
Si dice che Arnolfo di Cambio lo abbia preso a modello per progettare la torre di Palazzo Vecchio, a Firenze.
Poppi è anche la base ideale per esplorare il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, uno dei luoghi naturali italiani dove il foliage autunnale è davvero spettacolare.
Il parco si presta anche al forest bathing, la pratica di immersione nei boschi secolari pensata per allentare stress e preoccupazioni.
I sentieri attraversano faggete vetuste fino al monastero e all’eremo di Camaldoli, nel cuore della foresta.
Maggiori dettagli sui luoghi da visitare, sui prodotti tipici e sugli eventi in programma si trovano sulla pagina VisitTuscany
Nel cuore del Mugello, a pochi chilometri da Firenze, Borgo San Lorenzo (FI) è una cittadina ricca di storia, tra colline verdi, alti cipressi e ville medicee.
È uno dei centri più noti della Val di Sieve, perfetto per chi ama l’arte e la buona tavola: i tortelli di patate sono una delle specialità della zona.
Ph.: da www.terredidante.it
Il borgo si affermò come centro principale del Mugello nel 1913, quando ospitò la prima Esposizione Agricola Industriale Mugellana e della Val di Sieve.
Pochi anni dopo, nel 1919, fu pesantemente danneggiato dal terremoto che colpì tutta l’area.
Questa è la terra di grandi artisti fiorentini. A Giotto è attribuita la Madonna custodita nell’antica Pieve, risalente al X secolo, ma qui affondano le radici anche Beato Angelico e Benvenuto Cellini.
Da fine ottobre a inizio dicembre, nelle frazioni intorno al borgo si tengono di solito sagre dedicate alla polenta e alle castagne.
Dintorni, eventi e specialità sono raccontati sulla pagina VisitTuscany.
Arroccata sul rilievo che domina la Valdichiana, Cortona (AR) fu un importantissimo centro etrusco. Quella presenza si vede ancora: il paese è circondato da 2 chilometri di mura risalenti al V secolo a.C.
Anche il nome viene dall’etrusco “Curtun”, come prova un’iscrizione votiva in bronzo del III secolo a.C. rinvenuta in città.
Il centro storico di Cortona – Foto Getty Images
Oggi Cortona richiama viaggiatori da tutto il mondo, in cerca dell’atmosfera rilassata raccontata da Frances Mayes, autrice e poetessa, nel libro “Under the Tuscan Sun”.
Il borgo è pittoresco per la sua architettura medievale: palazzi antichi, vicoli stretti e acciottolati, botteghe artigiane e trattorie tipiche.
I luoghi da visitare sono molti: la cattedrale, il Santuario della Madonna delle Grazie al Calcinaio, appena fuori dal centro, il Museo Diocesano e il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, che conserva preziosi reperti etruschi rinvenuti nell’area.
Il calendario degli eventi è ricco tutto l’anno, a partire da Cortona on the Move, festival di fotografia contemporanea.
Tutte le informazioni sono sulla pagina VisitTuscany.
Tra i borghi medievali più belli della regione, Volterra (PI) va visitata in bassa stagione: con calma, senza il rischio di finire nell’assalto dei turisti.
Sorge su una collina tra le valli dell’Era e del Cecina e conserva una doppia cinta di mura, quella etrusca e quella duecentesca.
Qui si respira ancora l’atmosfera di un paese antico.
Piazza dei Priori, Volterra – Foto Getty Images
In etrusco si chiamava “Veláthri” ed è stata una delle principali città-stato dell’antica Etruria. Nel Medioevo fu sede di un’importante signoria vescovile.
Da secoli Volterra è conosciuta per la lavorazione dell’alabastro, i cui manufatti sono oggi tra i prodotti più importanti dell’artigianato italiano e mondiale.
La sua storia è custodita nei numerosi musei cittadini: il Museo Etrusco, il Museo di Arte Sacra, la Pinacoteca e il Museo dell’Alabastro. Appena fuori dal centro storico merita una visita l’area archeologica dell’Acropoli Etrusca e del Teatro Romano.
Tra ottobre e novembre la città ospita Volterragusto, manifestazione dedicata al tartufo bianco con mercatini dei produttori locali: vino, olio, salumi, formaggi toscani e laboratori di degustazione per abbinare i vini di Volterra al tartufo.
Approfondimenti sulla pagina VisitTuscany oppure sulla pagina turistica ufficiale di Volterra
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