Matera, viaggio nella città dei Sassi: un percorso per attraverso la storia

Camminare per i Sassi di Matera è un'esperienza che trasporta il visitatore in un'altra dimensione, in un'epoca lontana, un fascino difficilmente descrivibile. Il percorso permette di visitare tutta la zona dei Sassi di Matera in modo completo e panoramico

10 settembre 2023 - 9:53

Non presenta grossi dislivelli anche se ci sono continui saliscendi. Tutto il sentiero è ben evidenziato dai cartelli informativi.

Prima di iniziare l’itinerario da piazza Vittorio Veneto si consiglia di fare una puntata al Castello Tramontano.

É distante circa un centinaio di metri salendo lungo via La Vista.

Dopo questa variante, possiamo cominciare il nostro itinerario da piazza Vittorio Veneto, cuore della città e sede, anticamente, del Palazzo del Governo.

Si imbocca via del Corso e subito a destra c’è la Chiesa di Santa Lucia.

Proseguendo lungo la strada si arriva ad una prima deviazione per Piazza San Francesco (neanche 50 metri) con l’omonima chiesa.

Finita Via del Corso comincia Via Ridola. A destra c’è la Chiesa del Purgatorio realizzata nel XVIII secolo da maestranze leccesi che si fa ammirare per i suoi richiami alla morte.

Tutta la facciata, anche la porta, è piena di teschi e scheletri.

Poco più avanti si trovano la Chiesa ed il Monastero di Santa Chiara, oggi sede del Museo Nazionale “Ridola”.

Bella la sua facciata tutta in tufo. Alla fine della via si arriva al Palazzo Lanfranchi, oggi sede della Sovrintendenza ai Beni Archeologici.

Sulla sinistra giungiamo al primo belvedere del nostro itinerario che ci introduce sullo scenario del Sasso Caveoso, nostra prossima meta.

Di fronte si erge il torrione roccioso, sede della Chiesa della Madonna dell’Idris, sulla sinistra tutto lo scenario di case e chiese ricavate nel tufo. Un vero spettacolo.

 

Il percorso nei Sassi tra chiese rupestri e case antiche

Riprendiamo il nostro itinerario e cominciamo la discesa nei Sassi, per un dislivello totale di circa quaranta metri.

Prendiamo a sinistra del Palazzo Lafranchi, scendendo dei gradoni di marmo. Subito si trovano i cartelli che indicano il nostro itinerario.

Questa rapida discesa ci proietta nel Sasso Caveoso.

Dopo un centinaio di metri si trova l’indicazione per andare al Convicinio di Sant’Antonio, ma noi per il momento la ignoriamo poiché ci andremo in seguito.

Lungo la via è possibile ammirare, a pagamento, una serie di case, ampiamente pubblicizzate da cartelli, tipicamente arredate.

É anche possibile comprare vino, taralli e tutta una serie di prodotti artigianali in terracotta e tufo.

Poco prima di finire la via ed arrivare in Piazza San Pietro Caveoso, si sale sulla destra, seguendo le indicazioni, per la Chiesa della Madonna dell’Idris.

La chiesa risale all’XI secolo ed è stupendamente affrescata.

Si sale per duecento metri con un dislivello di circa trenta.

Arrivati in cima, si può ammirare da un altro punto di vista il Sasso Caveoso e si può dare una prima parziale occhiata alla Gravina.

Per visitare la chiesa, a pagamento, dovrete rivolgervi a privati che espongono il cartello lungo Via Buozzi.

Dopo neanche cinquanta metri, una volta ridiscesi su Via Buozzi, si arriva in piazza San Pietro Caveoso.

Bella l’omonima chiesa ed il belvedere che si affaccia sulla Gravina.

Di fronte si scorge Murgia Timmone che custodisce altre chiese rupestri.

Passando dietro la chiesa, sotto l’arco si percorre Vico Solitario che costeggia la Gravina sulla sinistra.

Seguendo le indicazioni dei cartelli (qui i vicoli non hanno un nome), si sale alla Chiesa di Santa Lucia al-la Malve (sec. IX) e poi si prosegue, sempre salendo, fino al Convicinio di Sant’Antonio.

Ci si muove in un dedalo dl vie e di viuzze, l’ambiente tipico della civiltà rupestre: intreccio di case, chiese rupestri, necropoli, stalle, cantine, pozzi, depositi di neve, vasche, orti.

Un vero e proprio tuffo nel passato.

Il Convicinio di Sant’ Antonio, alla fine della nostra salita, è un ballatoio rupestre contenente quattro chiese:

  1. Sant’Antonio,
  2. San Donato,
  3. Sant’Eligio,
  4. Tempe Cadute.

Al suo interno si può ammirare ancora una serie di affreschi (S. Sebastiano, S. Antonio e varie scene rurali).

È consigliabile portare una torcia per illuminare la discesa nei piani sottoterra.

Ritorniamo sui nostri passi fino alla piazza di San Pietro Caveose.

Da qui in poi, seguendo il cartello turistico, si prosegue lungo via Madonna delle Virtù e ci si inoltra nel Sasso Barisano, caratterizzato da case e chiese completamente realizzate in tufo e non scavate.

Lungo la via ci sono altri due belvedere che si affacciano sulla Gravina.

All’altezza del primo si apre un varco che permette la discesa lungo un sentiero abbastanza scosceso fino a giù.

É una deviazione da considerare se ci si ferma per qualche giorno.

Fino ad un’ampia curva sulla sinistra si incontrano le chiese rupestri della Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, ed il Monastero di Santa Lucia, ora in fase di restauro.

Qui c’è l’ultimo belvedere sulla Gravina.

In alto, arrampicata su una splendida rupe, c’è la Chiesa di Sant’Agostino. Finita via Madonna delle Virtù, si comincia a risalire verso la fine del nostro itinerario.

All’inizio di Via Fiorentini, se si vuole, si può deviare per salire lungo via d’Addozio per arrivare alle Chiese di San Pietro in Barisano e Sant’Agostino.

Lungo Via Fiorentini si può visitare un’esposizione dei Sassi in miniatura realizzati in tufo.

Volendo, all’altezza di Via Sette Dolori, si può anche salire al Duomo.

Noi proseguiamo fino alla fine di Via Fiorentini e ci arrampichiamo lungo via Rosario che, attraverso un suggestivo arco, ci riporta in Piazza Vittorio Veneto, fine del nostro itinerario.

Prima di varcare quest’arco, diamo un ultimo sguardo alle nostre spalle: di fronte a noi la facciata principale del Duomo e per contorno il Sasso Barisano.

 

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