Camminare col caldo: rischio disidratazione nei trekking estivi

Quando si cammina in estate c'è un nemico invisibile da tenere sempre sotto controllo: la disidratazione! Con le temperature alte e lo sforzo del cammino il nostro corpo perde molti liquidi e la sete può arrivare troppo tardi.

12 agosto 2021 - 10:43

In questo periodo dell’anno camminare nella natura è una vera delizia, le belle giornate e il sole che tramonta tardi sono condizioni ideali per godersi i trekking, specie in alta montagna.

Queste condizioni climatiche, anche in montagna dove è più fresco, non sono sempre un bene, il trekking infatti è un’attività intensa e a sforzo prolungato, che comporta un’elevata sudorazione.

Durante una giornata di cammino, attraverso la sudorazione e la frequenza respiratoria accelerata, si possono perdere fino a 2 litri di liquidi all’ora.

Questa è la ragione per cui è importante non dimenticarsi mai di reintegrare liquidi e sali minerali.

Nell’organismo l’acqua svolge funzioni essenziali, mantiene costante la temperatura corporea e permette al corpo di funzionare correttamente.

Per questo quando la sua percentuale inizia a scendere, l’organismo inizia ad assorbire liquidi dal sangue, rendendolo più denso, circostanza che inficia l’ossigenazione di organi e muscolatura.

 

I sintomi più comuni

Il sintomo più comune è la sete, anche se non sempre questa viene percepita immediatamente e, soprattutto, non è proporzionale al livello di disidratazione.

Sintomi come la bocca asciutta, i crampi muscolari, un senso diffuso di stanchezza e la secchezza delle mucose sono indicatori di uno stato di disidratazione importante, questo è il momento di fermarsi e bere dell’acqua o, ancora meglio, degli integratori salini.

Spesso però questi sintomi si considerano quasi “normali” e alcuni continuano a camminare senza prestare la dovuta attenzione.

Nello stadio successivo il nostro corpo ci segnala la necessità di liquidi attraverso manifestazioni inequivocabili, come le vertigini, il mal di testa e la costipazione.

Questi sintomi non possono essere ignorati, il livello di disidratazione è piuttosto avanzato, all’insorgere di questi segnali è opportuno concedersi una pausa, per riposare e bere degli integratori di sali minerali.

Fino a questo punto abbiamo parlato di situazioni in cui è sufficiente bere dell’acqua o, al massimo, concedersi una sosta ristoratrice e un integratore da sali

Questi comportamenti sono sufficienti per recuperare le forze e continuare a camminare.

In alcuni casi però la situazione potrebbe richiedere l’intervento medico, ci sono sintomi che sono il segnale di uno stato di disidratazione molto grave.

Il livello di guardia si raggiunge quando la persona inizia a trovarsi in stato confusionale, ad essere irritabile e disorientata, la bocca diventa molto secca, gli occhi infossati, la pelle raggrinzita e la frequenza cardiaca accelera.

Questo è il momento di fermarsi e interrompere il trekking, se si manifestano questi segnali, è assolutamente sconsigliato continuare il cammino ed è opportuno richiedere l’intervento di personale medico.

 

Le urine, un buon indicatore

Un buon modo per capire se siamo sufficientemente idratati è osservare le nostre urine, il loro colore è uno dei migliori indicatori dello stato di idratazione del nostro corpo.

Infatti se il loro colore è chiaro o trasparente significa che siamo ben idratati, viceversa se il colore è scuro o tendente al rosso, vuol dire che siamo disidratati e conviene correre ai ripari.

 

 

Acqua e integratori sempre nello zaino

Queste sono le ragioni per le quali nello zaino di ogni escursionista non dovrebbero mai mancare acqua e integratori salini.

Questo perché oltre ai liquidi, con la sudorazione si perdono anche sali minerali.

I migliori integratori salini in commercio presentano una combinazione di sali e antiossidanti pensata appositamente per contrastare le dispersioni durante attività fisiche intense, come il trekking, che spesso si protrae per diverse ore e, in particolare d’estate, provoca una significativa perdita di liquidi.

In conclusione possiamo affermare che durante un trekking è meglio bere a intervalli regolari, senza attendere che si presenti lo stimolo della sete. Questo si manifesta quando l’equilibrio idrosalino comincia ad essere in crisi e la disidratazione è già cominciata.

 

_ Leggi gli altri consigli sul trekking e l’outdoor:

 

1 commento

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8:33 am, agosto 1, 2020

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