Trekking: gli 8 errori più frequenti quando si cammina sui sentieri

A volte basta poco per rovinarsi un trekking, ma per fortuna basta ancora meno per rendere indimenticabile una camminata sui sentieri: ecco 8 tra i più frequenti errori degli escursionisti e come evitarli per godersi la propria esperienza nella natura.

9 marzo 2023 - 9:36

Gli errori più frequenti sui sentieri e quando si fa trekking

Andare per sentieri è un’esperienza meravigliosa che riconcilia con il mondo e la natura.

Come ogni attività fisica in ambiente outdoor, presenta però alcuni rischi che è importante conoscere.

Soprattutto quando, con un po’ di organizzazione mentre si è ancora a casa, si possono minimizzare i pericoli che fanno parte dell’attività escursionistica.

Vediamo 8 tra gli errori più frequenti degli escursionisti e cosa fare per evitare di commetterli.

 

1 –  Non mangiare e bere correttamente

La corretta alimentazione è fondamentale quando si va per sentieri.

Nella migliore delle ipotesi non mangiare o bere adeguatamente può solo impedirti di godere pienamente del tuo trekking, nella peggiore può mettere a rischio la tua salute.

La corretta alimentazione passa naturalmente per un’adeguata colazione e qui puoi trovare i consigli al riguardo della nutrizionista Elisa Semeghini oltreché qualche ricetta pensata per gli escursionisti.

Un momento particolarmente delicato, nel caso dei trekking di più giorni, è la sera.

Magari arrivi esausto, senza voglia di mangiare, ma col desiderio di buttarti sulla branda, e invece è necessario alimentarti, sfidando anche il fatto di non avere troppo appetito.

Per quanto riguarda la necessità di bere per evitare l’insidia disidratazione, questo articolo ti spiegherà bene come comportarti.

 

2 – Caricare troppo o troppo poco lo zaino

Un classico errore da principiante del trekking è quello di esagerare con il carico dello zaino.

Questo non solo renderà un pessimo servizio alla tua schiena, ma in buona parte dei casi si rivelerà inutile.

Certamente, il concetto di “troppo” è molto personale, ma su alcuni eccessi possiamo essere tutti d’accordo: portarsi un intero set di stoviglie o 10 libri cartacei per un’escursione di uno o due giorni, è eccessivo.

In altri casi, ci si dimentica invece di portare piccoli oggetti essenziali, come ad esempio una piccola powerbank per lo smartphone che potrebbe salvarti la vita.

L’esperienza aiuta a capire cosa mettere o non mettere nello zaino e chiedere consiglio a chi ha macinato più chilometri sui sentieri è sempre una buona idea.

In questo articolo puoi trovare una guida fondamentale in 9 punti su come preparare lo zaino

 

3 – Non tenere conto del meteo

Per quanto breve possa essere l’escursione, fare trekking significa sempre immergersi nella natura, lontano dalla civiltà, a volte in luoghi dove neppure lo smartphone può agganciarsi ad una rete.

Per farla breve, il trekking è un’attività meravigliosa, che espone però sempre anche a un certo grado di rischio, legato alla situazione ambientale che ci circonda in natura.

Al solito, la natura va rispettata e per farlo una delle cose da fare è diminuire fattori di rischio prevedibili: uno dei quali è proprio il meteo.

Trovarsi nel mezzo di un temporale a due, tre o quattro ore dal più vicino riferimento di civiltà umana (un rifugio, un ristoro, il parcheggio dove hai lasciato l’auto), non è esattamente un’esperienza piacevole.

Controlla sempre il meteo prima di partire: ormai i siti a disposizione sono moltissimi così come le app, come puoi leggere in questo articolo.

Nel dubbio, non andare alla ventura, rimanda l’escursione a giorni migliori.

 

 

4 – Non usare correttamente i bastoncini da trekking

Si tratta di un argomento oggetto di grandi discussioni tra trekker più tradizionalisti che non li amano ed altri che li userebbero in ogni occasione.

Al solito, la verità sta nel mezzo: i bastoncini da trekking, se usati correttamente, sono un ottimo strumento per camminare sui sentieri.

Molti di coloro che prima erano scettici e li hanno provati, sostengono di non poterne più fare a meno.

In questo articolo abbiamo cercato di illustrare quali siano i pro e i contro dell’uso dei bastoncini da trekking.

 

5 – Scegliere un abbigliamento inadeguato: attenti al cotone

Se ancora si può fare un’eccezione per un breve trekking giornaliero, in generale il cotone andrebbe evitato nel guardaroba del trekking.

Ha un gravissimo difetto: assorbe acqua e sudore e asciuga molto lentamente.

La conseguenza sono cattivi odori, disagio e anche, nelle peggiori condizioni, un aumento del rischio ipotermia.

L’abbigliamento tecnico per il trekking, che utilizza le tecnologie di ultima generazione pensate per il benessere dell’escursionista, è sempre la soluzione migliore.

questo vale anche nel caso di trekking giornalieri, per prendere dimestichezza con la corretta impostazione mentale: il trekking è divertente, ma l’approccio a questa attività deve sempre essere mirato a tutelare la propria salute e il proprio benessere.

 

6 – Sottovalutare il rischio vesciche

Improbabile che chi fa trekking non sia mai andato incontro alle fastidiosissime vesciche.

Soprattutto per i principianti, rappresentano un evento che contribuisce a raffreddare l’entusiasmo per questa nuova attività.

Soprattutto nel caso di trekking molto lunghi occorre essere preparati e lo si può fare, con cerotti e altri accorgimenti che non occupano troppo spazio nello zaino.

In questo articolo potete trovare una guida completa su come prevenire ed eventualmte curare le vesciche da trekking.

 

7 – Non considerare il proprio stato di forma

L’entusiasmo per una attività come il trekking è un’arma a doppio taglio.

Da un lato ti apre un universo di itinerari da esplorare, di persone e luoghi da conoscere.

Dall’altro può spingerti a fare il passo più lungo della gamba.

Questo purtroppo non vale solo per i principianti, ma talvolta anche per i trekker più esperti.

Ad esempio si dimentica che l’energia e la capacità di recupero che si ha quando sei un escursionista ventenne non sono le stesse 20, 30 o 40 anni dopo.

L’entusiasmo, quello sì, è sempre lo stesso, ma bisogna fare i conti con il passare del tempo e organizzare escursioni che tengano della propria condizione psico-fisica in quel dato momento.

Questo non significa che si debba camminare di meno, ma camminare meglio.

Naturalmente questo vale a qualsiasi età se le condizioni fisiche – ad esempio in caso di sovrappeso – richiedano una maggiore attenzione per avventurarsi sui sentieri.

In questo articolo puoi trovare una mini guida su come allenarsi per il trekking.

 

8 – Non guardare l’orologio

La bellezza della natura è così travolgente che spesso ci si dimentica del tempo che passa.

A meno che non abbiate organizzato un trekking di più giorni con notte in tenda o in rifugio, questo può essere molto pericoloso.

Quando ci si ritrova al buio sui sentieri, l’errore è di organizzazione, ed è stato fatto ancora prima di partire.

Soprattutto se non si conosce bene il sentiero che si vuole percorrere, occorre assumere tutte le informazioni necessarie per capire quale sarà la durata totale del trekking.

Dopodiché bisogna stilare una tabella di marcia per evitare il buio e rispettarla rigorosamente.

Ancora una volta, un piccolo accorgimento quando sei a casa, può fare la differenza tra un incubo e una meravigliosa esperienza sui sentieri.

 

 

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