Con l’inverno alle porte, c’è una cosa che chi cammina in quota deve mettere in conto: inverni più miti, nevicate intermittenti e forti sbalzi di temperatura hanno reso le montagne più pericolose.
Le Guide Alpine hanno indicato alcune regole e accortezze da adottare prima di affrontare in sicurezza un’escursione in ambiente invernale e innevato.
Temperature più alte e scarsità di precipitazioni nevose, effetti della crisi climatica, hanno reso gli ambienti montani più instabili e imprevedibili.
Il pericolo maggiore resta il distacco delle valanghe, ma il cambiamento climatico ha reso il quadro dei rischi molto più complesso.
Per questo oggi servono una giusta preparazione e attrezzature adeguate.
Valanghe, scivolate e cadute su pendii di neve ghiacciata non sono una novità.
La novità è che, negli ultimi anni, prevedere le condizioni del manto nevoso è diventato molto più difficile.
Questi inverni alternano temperature miti, quasi primaverili anche ad alta quota, a rapidi cali termici.
Così è frequente imbattersi in pendii di neve ghiacciata, in passato piuttosto anomali nella stagione fredda.
Il manto nevoso non gradisce i cambiamenti veloci, siano essi meccanici o termici.
Quando subisce forti scossoni, con picchi di caldo e di freddo ravvicinati, possono nascere problemi di stabilità.
Un’ondata di caldo anomalo a inizio inverno, magari con piogge anche ad alta quota, può trasformare un manto nevoso freddo in uno primaverile.
Ne derivano seri problemi di neve bagnata, atipici per la stagione.
Le valanghe restano un pericolo da valutare con attenzione.
Gli autunni sempre più miti hanno portato il problema delle valanghe da slittamento a quote più alte, ma restano anche i rischi delle valanghe a lastroni asciutti.
La situazione in alta quota, insomma, si è fatta più complessa.
Oggi, ancor più che in passato, è molto importante leggere i bollettini nivometeorologici, riconoscere eventuali segnali di pericolo e adottare azioni adeguate alla situazione del momento.
Negli ultimi anni sono aumentati gli escursionisti che praticano la montagna invernale senza la giusta attenzione e preparazione, magari attirati da inverni miti e alte temperature.
Lastre ghiacciate e pendii di neve dura sono spesso causa di scivolate, anche mortali, evitabili con la giusta attrezzatura e un minimo di formazione.
La prima accortezza è quindi usare l’attrezzatura adeguata.
Oltre all’abbigliamento tecnico, con guscio e scarponi invernali, è importante avere sempre nello zaino i ramponi da neve, fondamentali per affrontare pendii di neve dura, creste o lastre di ghiaccio.
Anche i trekker più esperti, talvolta, sottovalutano i nuovi rischi che i cambiamenti climatici portano in montagna.
La crisi climatica sta colpendo duramente gli ambienti montani e impone di valutare con attenzione le condizioni delle montagne, senza fare troppo affidamento su precedenti esperienze negli stessi ambienti.
Un versante già percorso non è una garanzia.
Secondo le Guide Alpine, un altro pericolo recente arriva dai social media, che spesso diventano veicoli di messaggi sbagliati e superficiali.
“L’emulazione, la competizione e la ricerca di qualche “like” in più possono indurre alcune persone a spingersi oltre i propri limiti fino a ritrovarsi in situazioni pericolose”, spiegano le Guide Alpine.
Come e quanto i cambiamenti climatici incidano sulle montagne è una questione centrale per le Guide Alpine, che vivono ogni giorno l’alta quota e da sempre adeguano pratiche e prassi alle condizioni effettive.
Il tema è oggetto di frequenti confronti internazionali.
In quota la sicurezza comincia prima di partire: dal guardare la montagna per com’è oggi, non per come la si ricorda.
_ Leggi altri articoli con consigli sul trekking e l’outdoor:
Seguici sui nostri canali social! Instagram – Facebook – Telegram