In cammino sulla Regina delle Dolomiti: la Marmolada

La salita alla Marmolada, da qualsiasi parte si decida di affrontarla, è un’avventura per escursionisti allenati e preparati anche ad affrontare moderate difficoltà su ghiaccio.

2 giugno 2020 - 13:00

L’itinerario proposto, la salita della parete nord-est e la discesa lungo la via ferrata, è sicuramente una delle avventure più appassionanti che si possono vivere sulle Dolomiti, che mischia una piacevole e non troppo impegnativa salita su ghiaccio.

Per questo sono necessarie tutte le attenzioni , poiché ci si muove su un terreno di alta montagna reso insidioso dalla presenza dei crepacci, per poi scendere lungo l’imponente spigolo ovest della Regina fino a Forcella Marmolada.

Da qui, un lungo ritorno in uno splendido ambiente glaciale riporta al passo. Da affrontare solo con condizioni meteorologiche perfette (in caso di temporale la ferrata della Marmolada si trasforma nel più pericoloso attira fulmini delle Dolomiti) e con l’attrezzatura da ghiaccio completa.

La picozza, i ramponi, l’imbragatura, la corda, longe e materiale da ferrata; occhiali indispensabili, guanti, berretto e abbigliamento da alta montagna  – richiede un minimo di esperienza alpinistica. Sulla ferrata, anche in piena estate, non è infrequente trovare tratti ghiacciati.

L’inizio della salita

La salita parte da quota 2074, presso i rifugi del Fedaia, però si possono guadagnare senza fatica 600 metri di quota salendo con la bidonvia che raggiunge Pian dei Fiacconi a quota 2626 (l’impianto è aperto anche nei mesi estivi) al bordo del ghiacciaio.

A seconda delle condizioni stagionali, appena sopra l’arrivo dell’impianto, superate alcune rocce montonate, levigate dall’azione millenaria dei ghiacci, inizia la rampa ghiacciata, ormai annerita da sabbia e polvere, che sale verso l’anfiteatro glaciale nord-orientale, un’ampia conca nevosa (che diventa ghiaccio vivo in stagione avanzata) con pendenze moderate; l’unica difficoltà è rappresentata dai crepacci che, col ritiro del ghiacciaio, a volte sono difficoltosi da superare.

Un ostacolo da non sottovalutare anche la crepaccia terminale, che divide il ghiacciaio dall’ultimo risalto roccioso, che può creare qualche problema per il suo superamento.

Un’evidente canale roccioso è stato recentemente attrezzato con una corda fissa metallica, comunque per raggiungere la cresta sommitale si può salire anche in altri punti, su roccette che non superano il 2° grado ma possono essere infide per lo strato di ghiaino detritico che le ricopre.

Raggiunta la cresta, affrontare con molta attenzione la “schiena de mul”, un corridoio di ghiaccio che porta in vetta.

 

Ad un passo dalla vetta

Pochi metri sotto Punta Penia (3343 m), la cima principale della Marmolada, da cui si gode un panorama indescrivibile su tutte le Alpi Orientali, si trova il piccolo rifugio omonimo, gestito nella stagione estiva, dove si può bere una birra accompagnata da un’ottima fetta di strudel.

Verso ovest, un evidente ciglio ghiaioso scende verso il bastione roccioso dello spigolo; tracce evidenti accompagnano fino all’attacco della via ferrata, che è stata recentemente sistemata e offre le migliori garanzie di sicurezza.

Corde metalliche e scalini conducono tra paretine verticali, piccole cenge, diedri dove è piacevole arrampicare, fino alla Forcella Marmolada (2896 m).

La ferrata è molto tecnica e aerea, a tratti muscolare, con scorci straordinari sull’abisso della parete sud; è sconsigliata ai principianti.

Dalla forcella, dopo aver raggiunto con l’aiuto di un ultimo cavo su roccette lisce il ghiacciaio sottostante, si calzano nuovamente i ramponi fin dove il terreno glaciale si esaurisce in una conca.

Da qui ometti di pietra e segni bianco/rossi indicano il sentiero 606, che riporta alla stazione a monte con una breve salita o, tra prati che in estate regalano preziose fioriture, scende a lungo, fino a raggiungere i rifugi al passo.

 

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