Liguria, parco regionale dell’Antola: le Rocche del Reopasso

L'itinerario per salire sulle Rocche del Reopasso. Un percorso per escursionisti esperti, che vi porta al cospetto dei pinnacoli di conglomerato tra la Val Seminella e la Val Vobbia. Su queste rocce si trova la via ferrata Orlandini

30 ottobre 2022 - 12:51
    • Partenza: Crocefieschi (741 m)
    • Arrivo: Crocefieschi (741 m)
    • Tempo di percorrenza: 2 ore 30 minuti
    • Difficoltà: EE – Per escursionisti esperti
    • Come arrivare: Autostrada A7 Milano-Genova, uscita Busalla, si prende la SP226 e poi la SP9 fino a Crocefieschi dove si supera un distributore e dopo qualche decina di metri in Via Roma ci sono un paio di parcheggi dove lasciare l’auto.
      In treno si può arrivare a Busalla grazie alla linea ferroviaria Genova-Arquata Scrivia, per poi prendere la corriera per Crocefieschi.
    • Dislivello: 350 metri in salita, altrettanti in discesa

    Un trekking per scoprire uno degli angoli più duri e nascosti del Parco Regionale dell’Antola, particolarmente interessante per la protezione dell’avifauna rupestre e per l’insolita convivenza della flora rupestre montana (sassifraga alpina e l’arabetta delle Alpi) con una di tipo mediterraneo (il timo).

    Il territorio, prevalentemente montano, si estende per 7680ha di cui, circa l’85%, al di sopra dei 1000 m. e comprende due valli: Alta Valle Scrivia e Alta Val Trebbia.

    La quasi totalità delle vette montuose (ad eccezione del M. te Reale, del M. te Maggio e delle Rocche del Reopasso), si trova allineata lungo un crinale con direttrice ovest-est, che raccorda le alte valli Scrivia e Trebbia.

    Sul versante meridionale, suggestive valli secondarie (Vobbia, Pentemina e Brevenna), caratterizzano lo spartiacque. Diffuse fioriture primaverili, tra cui numerosi esemplari di flora protetta, rappresentano un’importante ricchezza per il territorio.

    I confini con altre regioni, Piemonte a nord, Emilia-Romagna a nord-est e la possibilità di raggiungerle tramite percorsi adibiti al trekking, conferiscono al parco un valore aggiunto per la fruizione escursionistica.

    Accanto al patrimonio prettamente naturalistico è anche possibile, percorrendo le frequenti mulattiere, osservare le innumerevoli tracce della cultura rurale e della presenza dell’uomo sul territorio, tra cui:

    • I Seccherecci (antichi manufatti adibiti all’essiccazione delle castagne).
    • Le Carbonine (piazzole pianeggianti allestite nei boschi per la produzione del carbone di legna),
    • I Casoni (costruzioni in pietra utilizzate per la fienagione ed il pascolo dei bovini nel periodo estivo).

    Le significative emergenze ambientali e la particolare conformazione territoriale, consentono inoltre di praticare una notevole varietà di attività sportive e del tempo libero all’interno dell’area parco (per esempio il sentiero ad anello che si completa in circa sei ore intorno al lago del Brugneto).

    Il èarco si pone quindi come un vero e proprio laboratorio di terreno, luogo idoneo alla sperimentazione nel campo dell’educazione ambientale, alla ricerca scientifica, alla tutela e valorizzazione della flora e della fauna, al recupero e al mantenimento della cultura locale.

     

    Alle spalle di Genova: tra Valle Scrivia e Val Trebbia

    In corrispondenza del monte Maggio vengono a contatto le due principiali formazioni rocciose della valle Scrivia: i calcari marnosi dell’Antola e i conglomerati di Savignone.

    La presenza di quest’ultimi è testimoniata soprattutto dal profilo seghettato, riconoscibile anche da lontano, delle Rocche del Reopasso: pinnacoli di roccia affioranti dalla vegetazione che separano la val Seminella dalla val Vobbia.

    L’ambiente è a dir poco esclusivo per la presenza delle bizzarre forme della Biurca e della Carrega del Diavolo.

     

    L’itinerario verso le Rocche del Reopasso

    L’escursione ha inizio da Camarza (452 m), lungo un sentiero con segnavia quadrato giallo che entra nel bosco dove affiorano le tipiche rocce di conglomerato.

    La Biurca e la Carrega del Diavolo s’intravedono dopo aver passato il Bric dell’Isola Bassa (682 m) ed il Bric del Cadè (812 m).

    Fatta la necessaria attenzione ad alcuni tratti esposti, che possono diventare pericolosamente scivolosi in caso di pioggia, si incrocia a quota 845 metri il sentiero che conduce a Crocefieschi.

    Si sale ora lungo il ripido fianco sud – occidentale della Biurca.

    Una volta raggiunta la sommità settentrionale della Biurca (è presente un bivacco) si può raggiungere anche, dopo averla aggirata, la cima della Carrega do Diao.

    Il panorama si apre sulla stretta val Vobbia dove s’innalza il suggestivo Castello della Pietra (proseguendo verso le Rocche del Reopasso c’è un punto panoramico dove questo connubio di roccia e mura difensive si eleva verso il cielo in tutta la sua spettacolarità).

    Si scende nuovamente per la via dell’andata fino al bivio e camminando in costa sotto alla parete sud della Biurca, si arriva al Colletto (810 m) nei pressi del quale inizia la via Orlandini.

    La ferrata può rappresentare l’alternativa alpinistica a parte dell’itinerario escursionistico precedentemente descritto.

    Una volta al colle si percorre il sentiero che, passando sotto alle pendici occidentali della Lumaca e del monte Castello, si immette su una carrabile che scende a Crocefieschi, l’antico feudo dei Fieschi.

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