Lombardia: 5 itinerari al fresco imperdibili tra Orobie e Grigne

Dai Laghi del Porcile fino alle creste della Grigna e alle vette più selvagge della Val Varrone, un viaggio tra alcuni degli itinerari in quota più spettacolari da percorrere in Lombardia

24 giugno 2026 - 11:00

Lombardia alla ricerca del fresco: 5 camminate panoramiche tra Orobie e Grigne

In Lombardia ci sono molti posti dove trovare fresco per camminare.

Cinque escursioni tra Orobie e Prealpi lombarde raccontano un territorio estremamente vario, dove laghi glaciali, alpeggi storici e creste panoramiche si alternano in poche ore di cammino.

Dai Laghi del Porcile alla Grignetta, passando per la Val Tartano, il Pizzo della Cassera e i Laghi Gemelli, ogni itinerario offre un diverso modo di vivere la montagna: più dolce e culturale nelle valli, più severo e roccioso in quota.

Ecco 5 itinerari da fare a piedi in Lombardia alla ricerca del fresco.

1 – Trekking ai Laghi del Porcile, panorami unici

L’escursione ai Laghi del Porcile è una delle passeggiate più piacevoli e panoramiche delle Orobie Valtellinesi e della Lombardia.

Situati nel cuore della Val Lunga, laterale della Val Tartano, questi laghi glaciali rappresentano una meta ideale per chi desidera raggiungere ambienti d’alta quota senza affrontare itinerari particolarmente impegnativi.

Il percorso prende avvio dalla località Arale, raggiungibile in auto, e segue il sentiero 112 lungo una salita regolare che attraversa boschi di conifere, pascoli e antiche baite alpine.

Fin dai primi passi l’ambiente si rivela autentico e ricco di fascino, con ampi scorci sulla valle e la possibilità di osservare marmotte e altre specie tipiche della fauna alpina.

Dopo aver superato la Casera Porcile, il paesaggio cambia gradualmente: il bosco lascia spazio a prati d’altitudine e pendii rocciosi che accompagnano verso la conca glaciale dove si trovano i laghi.

I Laghi del Porcile sono tre specchi d’acqua posti a quote comprese tra i 2.000 e i 2.100 metri. Il Lago Grande è senza dubbio il più scenografico, grazie alle sue acque limpide dai riflessi verde-turchesi e alla cornice di rocce e pascoli che lo circonda.

Salendo ancora per pochi minuti si raggiunge il Lago di Sopra, il più suggestivo dell’intero gruppo, immerso in un ambiente severo e selvaggio che conserva tutto il fascino dell’alta montagna.

L’origine del nome “Porcile” non è legata agli animali, ma probabilmente al termine dialettale purscil, che significa “purezza”. Un riferimento che ben descrive la trasparenza delle acque e l’atmosfera incontaminata di questo angolo delle Orobie.

Con circa 650 metri di dislivello e meno di due ore di salita, l’itinerario offre un perfetto equilibrio tra accessibilità e bellezza paesaggistica, regalando panorami di grande valore e la sensazione di trovarsi in un ambiente alpino autentico e poco antropizzato.

2 – Il giro degli alpeggi della Val Tartano, estate al fresco

La traversata tra gli alpeggi di Barghett e Torrenzuolo in Lombardia è uno degli itinerari più interessanti della Val Tartano.

Ideale per chi desidera unire il piacere dell’escursionismo alla scoperta della cultura alpina tradizionale.

Si tratta di un percorso ad anello che attraversa alcuni degli alpeggi storici della valle.

Luoghi dove per secoli si è sviluppata un’importante attività pastorale e casearia, ancora oggi parte integrante dell’identità locale.

L’itinerario prende avvio lungo la strada che collega Campo Tartano a Tartano, nei pressi del ponte sulla Val Vicima.

Da qui un sentiero ben evidente sale attraverso prati e boschi di conifere, raggiungendo progressivamente l’Alpe Barghett.

Si tratta di un ampio pascolo disseminato di baite che offre splendide vedute sulla bassa Valtellina e sulle montagne circostanti.

La salita è regolare e piacevole, immersa in un ambiente alpino autentico dove il lavoro dell’uomo ha modellato il paesaggio senza alterarne l’equilibrio naturale.

Dalla parte alta dell’alpeggio il sentiero si inoltra in un fitto bosco di larici e abeti, attraversando radure e pendii panoramici fino a raggiungere la selvaggia Val Castino.

Dopo una breve discesa e una successiva risalita si arriva all’Alpe Torrenzuolo, situata a quasi 1.800 metri di quota.

Qui sorge un agriturismo che rappresenta una piacevole sosta prima di esplorare gli ampi pascoli che circondano l’alpeggio.

Il panorama si apre sulle cime delle Orobie e sulla parte alta della Val Tartano, regalando scorci di grande fascino.

Il rientro avviene lungo il versante che domina il paese di Tartano, seguendo sentieri immersi nella pineta e attraversando le antiche contrade di Càneva e Gavazzi.

Lungo il percorso si incontrano numerose testimonianze della vita d’alpeggio e della tradizione casearia locale.

Il dislivello è di circa 800 metri per un tempo di percorrenza di poco superiore alle tre ore.

3 – Pizzo della Cassera, vista sulle montagne

Il Pizzo della Cassera, conosciuto anche come Cima Cassera, è una delle vette più panoramiche del settore occidentale delle Orobie lecchesi, in Lombardia.

Con i suoi 2.322 metri di quota occupa una posizione strategica lungo la dorsale che separa la Valle di Fraina dall’Alta Val Varrone.

Pur non essendo tra le cime più celebri della zona, rappresenta una meta molto apprezzata dagli escursionisti esperti grazie all’ambiente selvaggio e alla varietà dei paesaggi attraversati.

L’itinerario prende avvio da Premana, storico borgo montano dell’Alta Valsassina, e segue inizialmente un’antica mulattiera che si inoltra nel bosco fino a raggiungere gli alpeggi della Val Varrone.

La lunga salita attraversa pascoli, baite e antiche casere, testimonianze della tradizionale attività pastorale che ancora caratterizza queste montagne.

Dopo aver raggiunto il Rifugio Casera Vecchia di Varrone, il percorso prosegue lungo sentieri che risalgono i versanti erbosi dell’alta valle in direzione della Bocchetta di Lareggio.

Da qui il paesaggio cambia volto.

Gli ampi prati lasciano spazio a una dorsale panoramica che conduce alla cima lungo la cresta occidentale.

L’ultimo tratto, pur richiedendo passo sicuro e una buona esperienza escursionistica, non presenta particolari difficoltà tecniche e si sviluppa tra pendii erbosi e tracce ben intuibili.

La ricompensa è una vetta isolata e panoramica.

Lo sguardo spazia sulle montagne della Val Gerola, sull’Alta Valtellina e sulle numerose cime che caratterizzano il cuore delle Orobie.

Il Pizzo della Cassera può essere considerato anche un ottimo punto di partenza per escursioni più impegnative.

Gli escursionisti più allenati possono infatti proseguire lungo la cresta che collega la vetta al vicino Pizzo Mellasc, realizzando una traversata di grande interesse alpinistico e paesaggistico.

Con un dislivello di circa 1.500 metri e un tempo di salita che si aggira intorno alle quattro ore, questa escursione è destinata a camminatori esperti e ben allenati.

4 – Trekking ai Laghi Gemelli dalle Baite di Mezzeno

L’escursione ai Laghi Gemelli dalle Baite di Mezzeno è uno degli itinerari più apprezzati della Lombarduia.

Sulle Orobie Bergamasche, combina panorami spettacolari, ambienti d’alta quota e uno dei laghi alpini più iconici della Lombardia.

Pur richiedendo un discreto impegno fisico.

Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche ed è adatto a tutti gli escursionisti abituati a camminare in montagna.

La partenza avviene dalle Baite di Mezzeno, sopra Roncobello, da dove il sentiero si innalza rapidamente tra pascoli e pendii erbosi.

Fin dalle prime fasi della salita si aprono ampie vedute sulle montagne circostanti.

Il profilo del Pizzo Arera domina l’orizzonte e accompagna gran parte dell’escursione.

Il percorso segue tracce ben segnate che risalgono la montagna con numerosi tornanti.

Superate la Baita delle Foppe e la Baita della Croce, il paesaggio assume un carattere più alpino e roccioso.

L’ultimo tratto verso il Passo di Mezzeno richiede un po’ di attenzione per la presenza di gradoni naturali e terreno più sconnesso, ma la fatica viene ampiamente ripagata dai panorami che si aprono lungo la salita.

Dal valico, posto a oltre 2.100 metri di quota, si gode di una splendida vista sulle vette delle Orobie centrali.

Pochi minuti di discesa oltre il passo conducono al vero protagonista dell’itinerario: il Lago Gemelli.

Le sue acque dai riflessi azzurri e smeraldo appaiono all’improvviso incastonate tra montagne e pascoli d’alta quota, offrendo uno degli scorci più fotografati dell’intero arco orobico.

Costeggiando le rive si raggiunge il Rifugio Laghi Gemelli.

Si tratta di un punto di sosta ideale per una pausa immersi in un ambiente di grande fascino tra le montagne della Lombardia.

Per rendere l’escursione ancora più interessante è possibile completare un anello attorno al lago.

Si può salire al Passo Laghi Gemelli, un balcone naturale che offre una prospettiva privilegiata sull’intero bacino artificiale.

Da questa posizione il panorama abbraccia le principali cime della zona.

Permette di apprezzare pienamente la forma del lago, nato dall’unione di due specchi d’acqua preesistenti dopo la costruzione della diga.

Circa 10 chilometri di sviluppo, 760 metri di dislivello e un tempo di percorrenza complessivo di circa quattro ore e mezza.

5 – Grignetta dai Piani Resinelli

La Grigna Meridionale, conosciuta anche come Grignetta, è una delle montagne più rappresentative della Lombardia.

Insieme alla vicina Grigna Settentrionale, costituisce un punto di riferimento assoluto per escursionisti e alpinisti.

Il suo profilo roccioso e frastagliato, di chiara impronta dolomitica, è caratterizzato da torrioni, canaloni e creste che hanno reso celebre questo massiccio, non solo per l’alpinismo ma anche per l’escursionismo panoramico.

L’itinerario più frequentato per raggiungerne la vetta è la Cresta Cermenati, considerata la via normale.

La partenza avviene dai Piani Resinelli, in prossimità del rifugio Carlo Porta, da cui si inizia a salire lungo un sentiero ben tracciato che si addentra inizialmente nel bosco.

Man mano che si guadagna quota la vegetazione si dirada, lasciando spazio a un ambiente sempre più roccioso e aperto, con ampie vedute sulla valle sottostante.

La salita prosegue lungo la cresta con andamento costante e piuttosto ripido.

Il percorso, pur non presentando difficoltà alpinistiche, richiede passo sicuro e buona abitudine alla montagna, soprattutto nei tratti su terreno sconnesso e tra roccette.

Alcuni brevi passaggi, attrezzati con catene, aiutano a superare i punti leggermente più esposti, senza però mai risultare tecnicamente impegnativi.

Proseguendo lungo la dorsale si incontrano diversi bivii che conducono alle vie alpinistiche più note della Grignetta.

La via escursionistica continua sempre lungo la Cresta Cermenati fino a raggiungere il tratto finale, dove il sentiero si fa più ripido e caratterizzato da ghiaioni e passaggi su roccia.

Da qui si accede a un colletto panoramico che apre improvvisamente la vista sul versante opposto e sul profilo imponente del Grignone, oltre che sul lago sottostante.

L’ultimo tratto prevede il superamento di una breve paretina attrezzata con catena.

Poi si raggiunge l’ampia anticima e infine, con un breve traverso aereo, la vetta della Grigna Meridionale, a 2.184 metri di quota.

In cima si trovano la croce e il Bivacco Ferrario, in una posizione estremamente panoramica che domina l’intero arco prealpino.

La discesa avviene lungo lo stesso itinerario e richiede attenzione soprattutto nei tratti più ripidi e ghiaiosi.

L’escursione offre un ambiente severo e spettacolare, con panorami che nelle giornate limpide si estendono dalla pianura padana fino alle principali vette dell’arco alpino.

Con circa tre ore complessive di cammino, la Grignetta rappresenta una delle esperienze più gratificanti delle montagne lecchesi.

 

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