Viewpoint at Saint Peter Church in Marone overlooking the panorama of Lake Iseo and Monte Isola island in afternoon sunlight,Lombardy,Italy
Dalle colline della Franciacorta ai crinali dell’Oltrepò Pavese, dalle antiche mulattiere della Valtellina ai panorami sul Lago d’Iseo e ai boschi del Parco di Montevecchia: cinque itinerari per scoprire alcuni dei paesaggi più diversi della Lombardia.
Ecco 5 percorsi tra vigneti, alpeggi, boschi e montagne, con tappe che raccontano anche la storia e le tradizioni dei territori attraversati.
Nel paesaggio della Franciacorta, il Monte Orfano costituisce un rilievo isolato e facilmente riconoscibile, dal quale il panorama si apre sulle colline vitate e sulle Prealpi bresciane.
Ph: Gettyimages/bonottomario
L’itinerario propone un anello di circa 10,2 chilometri, con 230 metri di dislivello positivo e altrettanti in discesa, che richiede circa tre ore e mezza.
Pur essendo piuttosto lungo, il percorso si sviluppa prevalentemente su sentieri e strade comode ed è quindi adatto anche a famiglie con ragazzi.
La partenza è a Rovato, in via Piedimonte, nei pressi del Santuario della Madonna di Santo Stefano, dove è possibile lasciare l’auto.
Dopo una visita al santuario si imbocca la strada selciata che sale verso il Convento dell’Annunciata.
Superato il complesso, si continua fino al sacrario dei Caduti di Rovato e al rifugio degli Alpini, punto in cui la strada lascia spazio a un sentiero.
Il percorso raggiunge quindi la cascina Genovesina, da dove iniziano ad aprirsi ampie vedute sui vigneti sottostanti e verso Coccaglio.
Proseguendo sul crinale, il panorama diventa progressivamente più ampio: da una parte la Franciacorta con i suoi vigneti, dall’altra il profilo delle Prealpi.
Si raggiungono così la Madonnina e, poco oltre, la zona della Croce Villa di Erbusco, nei pressi della cima del Monte Orfano.
Dal crinale si continua fino a raggiungere una strada asfaltata, che viene seguita in discesa verso Cologne.
In corrispondenza di una piccola santella si imbocca un tratto sterrato che accompagna la Seriola Fusia, mantenuta sulla sinistra mentre il sentiero attraversa campi e vigneti.
È una parte dell’itinerario molto diversa da quella percorsa in quota: dopo i panorami dal crinale, il Monte Orfano viene osservato dal basso, mentre il percorso attraversa il territorio agricolo della Franciacorta.
Il sentiero prosegue prima nel territorio di Cologne e poi in quello di Coccaglio, mantenendo la direzione verso il punto di partenza.
In prossimità di un piccolo ponte non si attraversa il corso d’acqua, ma si tiene la destra e si imbocca via Pie di Monte.
Una breve salita conduce nuovamente al Santuario della Madonna di Santo Stefano, dove si chiude l’anello.
È un itinerario che combina il tratto panoramico sul Monte Orfano con un rientro più tranquillo tra vigneti, campi e corsi d’acqua, offrendo una lettura completa del paesaggio della Franciacorta.
Da Varzi, nell’Oltrepò Pavese, un lungo itinerario risale verso il crinale appenninico seguendo per gran parte del percorso l’antica Via del Sale, la storica direttrice utilizzata da mercanti e pellegrini per raggiungere la Liguria e Genova.
È un’escursione impegnativa, che porta dai 400 metri di Varzi fino al Passo del Giovà, a 1363 metri di quota, attraversando boschi, pascoli e ampi tratti di crinale.
Ph: Gettyimages/Marco_Bonfanti
La partenza è fissata in Piazza della Fiera, a Varzi. Dopo aver attraversato il ponte sul torrente Staffora, si segue per quasi un chilometro la sinistra orografica del corso d’acqua, prima di imboccare il sentiero che comincia a salire decisamente verso Monteforte.
Il primo tratto è anche uno dei più impegnativi, con fondo sconnesso e pendenza sostenuta.
Superato Monteforte, il percorso incrocia la strada provinciale 91 e procede per un tratto più agevole verso Castellaro.
Da qui il sentiero guadagna progressivamente quota fino al Pian della Mora, a 1350 metri, dove si trova un rifugio incustodito.
È il punto in cui il paesaggio cambia maggiormente: lasciati alle spalle i fondovalle dell’Oltrepò, l’itinerario entra nel caratteristico ambiente aperto dell’alto Appennino.
La Via del Sale continua quindi verso Monte Boglelio e Monte Bagnolo.
Da quest’ultimo tratto il percorso prosegue prevalentemente in costa, con dislivelli più contenuti, fino al Colle della Seppa, a 1485 metri.
Si aggira poi il Monte Garavè, 1532 metri, e si passa nei pressi del Monte Rotondo, mantenendosi sul versante senza affrontarne direttamente la cima.
Poco prima della salita al Monte Chiappo, a circa 18 chilometri dalla partenza, si abbandona la Via del Sale per imboccare il sentiero che conduce alla strada provinciale 90.
Da qui l’ultimo tratto segue la viabilità fino al Passo del Giovà, dove si conclude l’itinerario a 1363 metri di quota.
Da Delebio, in Valtellina, un itinerario risale fino all’Alpe Legnone seguendo per buona parte una delle antiche vie militari della Linea Cadorna, il sistema difensivo realizzato durante la Prima guerra mondiale.
Il percorso permette così di unire l’interesse storico a quello paesaggistico, passando dai boschi del versante alle zone di pascolo dell’alpeggio, posto a circa 1434 metri di quota.
Ph : Consorzio Turistico Porte di Valtellina
La partenza è presso la centrale elettrica di Delebio, in località Basalùn, dove ha inizio la vecchia mulattiera militare.
Lungo il percorso si incontra anche il tempietto degli Alpini, prima di proseguire sulla strada agro-silvo-pastorale che conduce al maggengo di Piazza Calda.
Superato l’ultimo gruppo di case, il percorso lascia la strada e imbocca un sentiero sulla destra, che sale all’interno di un bosco di abeti.
La vegetazione si dirada progressivamente fino a lasciare spazio ai pascoli dell’Alpe Legnone, dove sorge la Capanna Sociale Baitone di Legnone.
Nel periodo di apertura dell’alpeggio, indicativamente da giugno a ottobre, la zona offre anche la possibilità di trovare ristoro presso la capanna.
Da Sarnico un percorso escursionistico conduce fino alla Croce di Predore, raggiungendo uno dei punti panoramici del versante che domina il Lago d’Iseo.
L’itinerario, lungo circa 5,8 chilometri, richiede due ore e mezza e presenta 700 metri di dislivello positivo.
Ph: Gettyimages/walencienne
La salita si svolge in buona parte nel bosco, alternando sentieri e vecchie mulattiere, prima di arrivare agli spazi aperti della cima.
Da Sarnico si imbocca il sentiero che porta alla località La Forcella, primo punto panoramico dell’escursione affacciato sul lago.
Quindi si prende il sentiero numero 701, che comincia a salire con una serie di tornanti.
Il percorso entra nel bosco e raggiunge la mulattiera “Tagliafuoco”, seguendola fino al Colle Cambline.
Qui si continua sul sentiero 701, svoltando a destra e attraversando un roccolo, una delle strutture tradizionalmente legate alla pratica dell’uccellagione.
Il sentiero prosegue tra gli alberi fino a incontrare nuovamente una strada asfaltata.
A questo punto si attraversa verso il prato e, con un ultimo tratto in salita, si raggiunge la cima dove si trova la Croce di Predore.
Tutto attorno si stendono le colline della Valcalepio, la fascia che dalla pianura bergamasca risale fino al Sebino e che dà il nome a una delle denominazioni vinicole più conosciute della provincia.
Merlot e cabernet per i rossi, pinot bianco e chardonnay per i bianchi… un bicchiere tra i vigneti di Sarnico e dintorni chiude bene la giornata!
Un itinerario di circa 8 chilometri attraversa il paesaggio collinare del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, collegando Montevecchia a Missaglia attraverso coltivazioni terrazzate, vigneti e boschi di castagno.
Dalla località Quattro Strade si segue la strada provinciale che sale verso il colle, fino a imboccare sulla sinistra il Sentiero dell’Oliva.
Ph: Gettyimages/Elio-Villa
La mulattiera affronta una salita ripida attraversando le caratteristiche coltivazioni terrazzate del versante, fino a raggiungere il centro di Montevecchia.
Si percorre per un breve tratto la strada panoramica, quindi si riprende il sentiero.
Il tracciato entra nel bosco di castagno, seguendo a mezza costa il versante destro della valle del Curone.
Il percorso raggiunge quindi la strada provinciale che collega Lissolo e Montevecchia.
Da qui una stradina scende verso la Valle Santa Croce, dove compare sulla sinistra un piccolo nucleo rurale raccolto intorno alla sua chiesa.
Si continua lungo la strada passando per la località Monte, per poi proseguire verso Missaglia, dove termina l’escursione.
Lungo il percorso si incontrano testimonianze della storia religiosa locale, come l’Oratorio di San Bernardo, posto sul dorso della collina di Montevecchia.
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