Dolomiti spettacolari a ottobre: 5 passeggiate panoramiche

Cinque itinerari per scoprire in autunno alcune delle montagne più belle del Trentino, dalle Pale di San Martino alle Dolomiti di Brenta e al Catinaccio, tra panorami spettacolari, rifugi, laghi e tradizioni

7 ottobre 2026 - 10:24

Trentino, Dolomiti: 5 camminate panoramiche da fare a ottobre

Le Dolomiti del Trentino offrono un’infinita varietà di itinerari, dai brevi anelli nei boschi alle escursioni più impegnative ai piedi delle grandi pareti.

Abbiamo scelto cinque percorsi ottimi per esplorare in autunno alcuni degli scenari più caratteristici della regione, dalle Pale di San Martino alle Dolomiti di Brenta, fino al Catinaccio e all’Alta Badia.

Ecco 5 itinerari di diversa lunghezza e difficoltà, tra rifugi, passi e vallate con panorami spettacolari sulle Dolomiti trentine.

1 – Tra i boschi del Panzer, ai piedi delle Pale di San Martino

Un breve itinerario ad anello nei dintorni di San Martino di Castrozza, tra boschi, pascoli d’alta quota e panorami sulle Pale di San Martino.

Il percorso segue il Sentiero del Panzer, un tracciato di interesse storico che attraversa il paesaggio del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino e conduce a uno dei punti panoramici dell’area, con la possibilità di affacciarsi sul cosiddetto Balcone delle Dolomiti UNESCO.

Dal punto di arrivo della cabinovia Tognola il sentiero attraversa inizialmente il bosco, dove sono presenti alcune sagome raffiguranti gli animali che popolano queste montagne.

Si prosegue quindi verso la località Rododendro e lungo la strada forestale che sale progressivamente fino al Rifugio Tognola, raggiungendo la quota massima dell’itinerario, poco sopra i 2.100 metri.

Il percorso offre durante buona parte dell’escursione una vista particolarmente ampia sulle Pale di San Martino e sul territorio circostante.

L’ambiente alterna tratti boscosi e spazi più aperti, con il paesaggio dolomitico che diventa progressivamente protagonista man mano che si guadagna quota.

L’anello misura circa 5 chilometri, con un dislivello positivo di circa 245 metri, e richiede complessivamente circa due ore.

La difficoltà è classificata come facile, ma è importante ricordare che il percorso attraversa aree sottoposte a particolare tutela all’interno del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, dove vigono specifiche norme di comportamento.

Il tracciato non è inoltre adatto alle mountain bike.

_Tutto quello che c’è da sapere sull’itinerario

 

2 – Nel cuore delle Dolomiti di Brenta, fino al Rifugio Brentei

Un itinerario nel cuore delle Dolomiti di Brenta che conduce al Rifugio Brentei attraverso boschi, valloni e sentieri sospesi ai piedi delle grandi pareti dolomitiche.

Il percorso parte dalla località Vallesinella e offre fin dalle prime battute un ambiente tipicamente alpino, dominato dalle guglie e dalle pareti del gruppo di Brenta.

Dal Rifugio Vallesinella si segue il sentiero 317, che sale nel bosco tra radici e gradini fino al Rifugio Casinei, a circa 1.825 metri di quota.

Da qui si prosegue lungo il sentiero 318, che progressivamente abbandona la vegetazione e raggiunge il bivio della Valle del Fridolin.

Il tracciato continua quindi lungo il Sentiero Bogani, con alcuni saliscendi e tratti particolarmente suggestivi scavati nella roccia, dove si incontrano passerelle e brevi gallerie.

Il percorso passa ai piedi delle Punte di Campiglio e raggiunge infine un panoramico terrazzo naturale sulla destra orografica della Val Brenta Alta, dove sorge il Rifugio Maria e Alberto ai Brentei.

La posizione del rifugio permette di osservare da vicino alcune delle cime più importanti delle Dolomiti di Brenta, tra cui il Crozzon di Brenta e la Cima Tosa, e non è raro incontrare alpinisti impegnati lungo le pareti o diretti verso le vie di arrampicata.

L’itinerario misura circa 11 chilometri complessivi, con quasi 1.000 metri di dislivello, e richiede circa cinque ore.

La difficoltà è media e il percorso presenta alcuni tratti su terreno roccioso che richiedono attenzione.

Il rientro avviene lungo lo stesso itinerario dell’andata.

_Tutto quello che c’è da sapere sull’itinerario

3 – Tra Pradel e le Dolomiti di Brenta, da Malga Tovre al Croz dell’Altissimo

Un facile itinerario ad anello sull’altopiano di Pradel, sopra Molveno, che permette di avvicinarsi alle Dolomiti di Brenta attraversando boschi, pascoli e alcuni dei più bei punti panoramici della zona.

Il percorso tocca Malga Tovre, il Rifugio La Montanara e il Rifugio Croz dell’Altissimo, alternando tratti nel bosco a spazi aperti con ampie vedute sulle cime del gruppo.

Da Pradel, raggiungibile da Molveno con la cabinovia, si cammina in direzione di Malga Tovre, dove è possibile fare una sosta alla fattoria didattica e osservare da vicino gli animali dell’alpeggio.

Il sentiero prosegue quindi in salita verso il Rifugio La Montanara, affacciato su un vero e proprio balcone naturale sulle Dolomiti di Brenta: un punto ideale per riconoscere le principali cime del gruppo.

Lasciato il rifugio, l’itinerario continua verso il Rifugio Croz dell’Altissimo lungo il sentiero delle Grotte, contrassegnato dal numero 340B.

Il tracciato attraversa un ambiente sempre più caratterizzato dalle pareti rocciose del Brenta, accompagnando il camminatore fino ai piedi delle grandi montagne.

Dal rifugio si rientra quindi verso Pradel seguendo il sentiero 340; in alternativa, è possibile proseguire verso Molveno lungo la strada forestale della Val delle Seghe.

L’anello misura circa 7,5 chilometri, con un dislivello positivo di circa 450 metri, e richiede complessivamente tre ore.

La difficoltà è classificata come facile e rende l’itinerario adatto anche a chi vuole avvicinarsi al paesaggio delle Dolomiti di Brenta con un’escursione senza particolari difficoltà tecniche.

_Tutto quello che c’è da sapere sull’itinerario

4 – Dal Catinaccio al Lago di Antermoia, tra alte valli e passi dolomitici

Un lungo itinerario attraverso alcuni degli ambienti più spettacolari delle Dolomiti di Fassa.

Il percorso attraversa valloni pietrosi, passi d’alta quota e pascoli alpini, regalando una continua successione di paesaggi dominati dalle grandi pareti del Catinaccio.

Da Gardeccia si segue inizialmente la mulattiera verso i Rifugi Preuss e Vajolet, quindi si imbocca il sentiero che risale l’alta valle del Vaiolét.

La salita diventa più impegnativa fino al Rifugio Passo Principe, posto ai piedi delle pareti del Catinaccio d’Antermoia.

Da qui il tracciato prosegue verso il Passo Antermoia a quota 2.770 metri, il punto più elevato dell’intero itinerario.

Oltre il passo si scende nel solitario Valon de Antermoa, una vasta conca pietrosa dove si trova il Lago di Antermoia, uno degli specchi d’acqua più conosciuti delle Dolomiti di Fassa.

Il sentiero costeggia il lago e raggiunge quindi il Rifugio Antermoia, prima di proseguire verso il Pas de Dona e il Pas de Ciaréjoles.

Si raggiunge infine il Ruf de Duron, entrando nella valle omonima.

Da qui il percorso segue prevalentemente la strada forestale della Val Duron, passando dalla Baita da Lino Brach e dal Rifugio Micheluzzi.

L’ultima parte dell’escursione scende verso Campitello attraverso alcune rampe ripide.

In alternativa, un tratto della strada può essere evitato seguendo un sentiero nel bosco che attraversa il torrente e rientra più avanti sulla strada della valle.

L’itinerario misura circa 18,5 chilometri, con 852 metri di salita e oltre 1.400 metri di discesa, e richiede circa otto ore e un quarto.

L’escursione può essere accorciata partendo da Campitello e raggiungendo il Lago di Antermoia in senso inverso: in questo caso l’andata misura circa 9,5 chilometri con 1.129 metri di dislivello positivo.

Il solo tratto tra Gardeccia e il Rifugio Vajolet è invece adatto anche alle famiglie.

_Tutto quello che c’è da sapere sull’itinerario

5 – Dolomites Ronda, cinque tappe nel cuore delle Dolomiti

Un itinerario escursionistico di più giorni che attraversa alcuni dei paesaggi più spettacolari delle Dolomiti, collegando l’Alpe di Siusi, la Val di Fassa e l’Alta Badia.

Il percorso si sviluppa ai piedi di grandi gruppi montuosi come il Sassolungo, il Puez-Odle, il Sasso della Croce e il Catinaccio, alternando pascoli d’alta quota, vallate e sentieri panoramici.

La Dolomites Ronda è suddivisa in cinque tappe e permette di scegliere, per ciascuna giornata, tra itinerari di diversa difficoltà.

Le varianti più semplici consentono di ridurre lunghezza e dislivello, mentre quelle più impegnative affrontano percorsi più lunghi e maggiori dislivelli, offrendo un’esperienza più completa in ambiente dolomitico.

Il trekking raggiunge alcuni dei luoghi più rappresentativi di questo settore delle Alpi, passando dall’Alpe di Siusi alla Val di Fassa e proseguendo verso Corvara e l’Alta Badia, prima di completare l’anello attraverso il cuore delle Dolomiti e il gruppo del Catinaccio.

Gli impianti di risalita vengono utilizzati in diversi punti per raggiungere le quote di partenza e contenere l’impegno delle singole giornate.

Nel complesso si tratta di un trekking itinerante pensato per essere percorso in più giorni, con la possibilità di personalizzare l’esperienza in base alla preparazione e al tempo a disposizione.

_Tutto quello che c’è da sapere sull’itinerario

 

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