Hiker admiring mountain landscape around Mont Blanc, Courmayer, Italy, Europe.
La Val Veny, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, è un luogo dove ci si può godere temperature più umane d’estate.
Il paesaggio cambia continuamente: dal fondovalle attraversato dalla Dora ai pianori glaciali, dai boschi alle morene d’alta quota.
Lo scenario è spettacolare.
Si passa da passeggiate brevi e adatte a tutti, lungo la valle e il corso del fiume, a percorsi più lunghi che risalgono progressivamente verso ambienti sempre più aperti e selvaggi, fino a raggiungere le soglie del mondo glaciale.
Ecco 4 itinerari di montagna al fresco in Val Veny con vista sul Monte Bianco.
Il Rifugio Monte Bianco, situato a circa 1700 metri di quota, si raggiunge con un itinerario breve e piuttosto accessibile.
Si sviluppa nei pressi del fondovalle della Val Veny, in un contesto alpino già molto aperto ma ancora facilmente raggiungibile.
Ph: Rifugio Monte Bianco
La partenza avviene dall’area del campeggio Aiguille Noire, da cui si può imboccare un sentiero piuttosto diretto che sale rapidamente lungo il margine della pista da sci, seguendo il bordo del bosco sulla destra.
Il dislivello iniziale si fa sentire subito, ma il tratto è breve e conduce in poco tempo a un punto di intersezione con una strada sterrata che attraversa il tracciato della pista.
Una volta raggiunta questa mulattiera, si svolta a sinistra e si prosegue per un breve tratto su terreno più agevole.
Fino a quando il rifugio compare sulla destra, in posizione leggermente sopraelevata rispetto al percorso.
In alternativa, l’avvicinamento può avvenire con un itinerario più dolce e graduale.
Si segue la strada poderale che si sviluppa a partire dalla zona del campeggio e che conduce verso le baite di Lassy.
In questo caso il percorso attraversa un piccolo nucleo di costruzioni alpine, dove è necessario imboccare un sentiero che risale nel bosco sulla destra.
Il tracciato si ricongiunge poi alla stessa strada poderale, seguendo la quale si arriva senza difficoltà alla zona del rifugio, che rimane sempre ben visibile sul lato destro del percorso.
Il Rifugio Monte Bianco si presenta come una tappa facile e relativamente veloce, con un tempo di percorrenza di circa mezz’ora a piedi e un livello di difficoltà contenuto, adatto anche a escursionisti poco esperti.
È generalmente aperto nel periodo estivo, da giugno a settembre, e offre servizio di ristorazione su prenotazione.
Il Lago Combal, in Valle d’Aosta, si trova in un contesto paesaggistico che sorprende già prima di arrivarci.
Più che un classico lago alpino appare come una vasta distesa aperta incastonata tra montagne imponenti.
Ph: Gettyimages/MicheleVacchiano
Siamo a circa 1955 metri di quota, lungo una delle vallate più scenografiche dell’area del Monte Bianco.
Risalendo la valle da Courmayeur si supera la frazione di Entreves.
Si entra progressivamente in un ambiente sempre più selvaggio, dove la strada costeggia la Dora di Veny e si addentra tra prati, boschi e pareti rocciose sempre più vicine.
In alta stagione l’accesso è regolamentato: spesso la circolazione viene interrotta in punti diversi lungo la vallata e la possibilità di avvicinarsi in auto dipende dall’orario e dal periodo.
Si riesce a raggiungere la zona di La Visaille, oltre i campeggi, dove la strada termina con una sbarra e si è costretti a proseguire a piedi.
In altri momenti si parcheggia molto più a valle e la camminata si allunga sensibilmente, trasformando l’escursione in un trekking più impegnativo ma comunque sempre accessibile.
Da questi punti finali si prosegue lungo un tracciato che inizialmente segue la strada asfaltata e poi diventa progressivamente più naturale.
Il percorso è in leggera salita ma mai davvero faticoso, e accompagna l’escursionista con il rumore costante dell’acqua che scorre a lato, alimentata dai ghiacciai del Monte Bianco.
Più ci si avvicina al fondo valle, più il paesaggio si apre fino a rivelare una sorta di pianoro sospeso, con una rete di piccoli specchi d’acqua, ruscelli e prati umidi.
Il Lago Combal, infatti, non è un bacino d’acqua tradizionale.
Nel tempo, i detriti glaciali e la progressiva colonizzazione della vegetazione hanno trasformato l’area in un’ampia zona umida alpina.
L’acqua si distribuisce in canali, lagune e pozze trasparenti tra distese erbose.
Arrivati nella piana, lo scenario si apre completamente.
Le montagne si alzano verticali tutt’intorno e, in alcuni punti, l’acqua riflette le cime e il cielo creando un effetto quasi irreale.
È una zona molto apprezzata anche per le soste fotografiche.
Soprattutto nei pressi del ponte di Combal, dove il paesaggio si organizza in un equilibrio perfetto tra rocce, prati e corsi d’acqua.
L’Anello della Dora è un itinerario ad anello semplice e molto scorrevole.
Si sviluppa lungo il fondovalle della Val Veny, seguendo per lunghi tratti il corso della Dora e alternando ambienti aperti a brevi passaggi nel bosco.
È un percorso adatto a chi cerca una camminata poco impegnativa ma immersa in un contesto alpino di grande valore paesaggistico.
Ph: Gettyimages/Simona-Sirio
La partenza avviene nei pressi del campeggio Aiguille Noire, da cui si esce dirigendosi verso sinistra lungo la strada asfaltata.
Dopo un breve tratto, di circa due o trecento metri, si incontra sulla destra un piccolo slargo dove è possibile lasciare l’auto.
Da questo punto si abbandona l’asfalto e si imbocca il sentiero sterrato che costeggia la Dora.
Il primo segmento si sviluppa in piano, seguendo il fiume in un ambiente aperto e luminoso, con un tracciato ampio.
Proseguendo per circa un chilometro, il sentiero conduce a un’area di parcheggio dove il percorso cambia leggermente carattere e si sposta verso l’interno del bosco, sulla sinistra.
Qui il tracciato si fa più raccolto e si prosegue su una strada che, con un andamento regolare, porta a superare due ponti e ad avvicinarsi a un piccolo nucleo di abitazioni nella località Freney.
È un tratto in cui il paesaggio si alterna tra spazi boschivi e aperture improvvise sulla valle.
Superato il gruppo di case, si arriva a un bivio dove è necessario mantenere la destra, imboccando il sentiero che scende leggermente di quota.
Da questo punto il percorso continua in maniera fluida fino a raggiungere una radura più ampia, dove il contesto torna ad aprirsi e il cammino diventa particolarmente piacevole e rilassato.
Dalla radura si seguono poi le indicazioni per la località La Purtud.
Si raggiunge la strada principale della Val Veny in corrispondenza di un edificio bianco con persiane rosse, facilmente riconoscibile lungo la salita.
Una volta attraversato il ponte, si svolta a destra e si percorre l’ultimo tratto su strada asfaltata per circa ottocento metri, rientrando così al punto di partenza.
Un itinerario di circa 6,5 chilometri, con un tempo di percorrenza medio di un’ora e mezza e una difficoltà contenuta, classificabile come escursione facile.
L’escursione al Rifugio Elisabetta Soldini si sviluppa in un ambiente tipico dell’alta Val Veny.
Il paesaggio alterna tratti boschivi, alpeggi e ampi spazi di fondovalle dominati dalla presenza costante del massiccio del Monte Bianco.
Il punto di partenza è la frazione di Dolonne. Superato l’abitato, si devia sulla destra seguendo il sentiero che inizia a salire con decisione.
Ph: Rifugio Elisabetta
È un tratto che richiede un po’ di impegno fisico, perché la pendenza si fa sentire.
Ma il percorso è immerso in un ambiente sempre più naturale, tra vegetazione alpina e scorci sulla valle sottostante.
Salendo si raggiunge la zona di Praz Neyron, dove si incontra il posto tappa “Le Randonneur”, e poco oltre il rifugio Maison Vielle, che rappresenta uno dei primi punti di sosta significativi lungo l’itinerario.
Da qui il tracciato cambia progressivamente carattere.
Il sentiero continua a guadagnare quota ma si apre maggiormente, attraversando pascoli alpini e lambendo piccoli specchi d’acqua che riflettono le cime circostanti.
È un tratto più arioso, dove la fatica della salita viene compensata da una sensazione di spazio e ampiezza del panorama.
Proseguendo, il sentiero raggiunge una dorsale pietrosa che segna una sorta di spartiacque naturale.
Da questo punto il percorso inizia a scendere gradualmente, attraversando una zona di alpeggi ancora attivi, Arp Vielle Superiore e Arp Vielle Inferiore, che conservano l’impronta della tradizione pastorale della valle.
La discesa conduce infine verso il fondovalle, dove si intercetta la strada sterrata che risale il grande pianoro del Lago Combal.
Da qui l’ambiente cambia nuovamente.
Il tracciato segue il fondo della valle in un paesaggio sempre più aperto, dominato da distese erbose, corsi d’acqua e viste sempre più ravvicinate sulle montagne che chiudono l’orizzonte.
L’ultimo tratto si sviluppa su un sentiero che interseca più volte la strada sterrata, fino a raggiungere la zona del Combal e da lì l’ultimo breve segmento che conduce al Rifugio Elisabetta.
Il rifugio appare all’improvviso in posizione panoramica, come sospeso tra le morene e i ghiacciai, in un punto in cui la valle si apre completamente e lo sguardo spazia senza ostacoli sulle grandi masse glaciali del Monte Bianco.
_Utili informazioni, foto e GPX degli itinerari sul sito dell’Ente turismo
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