Piemonte, estate meravigliosa in Val di Susa: 4 itinerari panoramici

Panorami unici, montagne selvagge, ma anche storia e tradizioni antiche. La Val di Susa a giugno regala tutto quello che un appassionato di trekking desidera: sentieri ben segnalati, natura incontaminata e tanto fresco

15 giugno 2026 - 10:00

Piemonte, Val di Susa: 4 trekking panoramici da fare a giugno

La Val di Susa a giugno è un vero paradiso per escursionisti.

L’alternanza di prati verdissimi e montagne imponenti fanno di questa valle un luogo davvero unico.

Essa è collegata attraverso una veloce e moderna autostrada sia con Torino che con la Francia.

Italia e Francia vennero infatti collegate nel 1871 dalla galleria ferroviaria del Frejus, il primo dei grandi trafori delle Alpi, un’opera eccezionale per l’epoca lunga ben 12233 metri.

Proprio la presenza di numerosi valichi alpini, facilmente percorribili in ogni condizione climatica ha caratterizzato, nel corso dei secoli, lo sviluppo dei molti centri spirituali, culturali, commerciali e, in seguito turistici, della Val di Susa.

Durante l’estate, poi, i paesaggi incontaminati di questa valle divengono la cornice ideale per escursioni, arrampicate e passeggiate alla scoperta del patrimonio storico e artistico della zona.

Ecco 4 itinerari di trekking per camminare a giugno tra panorami e montagne della Val di Susa.

 

1 – Tour del Monte Thabor, panorami unici

Il Tour  del Thabor è un’escursione piuttosto lunga, tuttavia non presenta difficoltà tecniche considerevoli, se non proprio nella lunghezza, ostacolo superabile percorrendo solo una delle tappe del tour.

Il percorso si snoda lungo pianori e alture costellate da meravigliosi laghetti alpini che fanno di questo posto un vero e proprio paradiso a cielo aperto.

Si tratta di una cima decisamente suggestiva in virtù della bellezza dei paesaggi che si possono attraversare.

Il Monte Thabor fa parte della catena delle Alpi Cozie, è collocato in territorio francese dal 1947, ed è situato tra i comuni di Orelle, Valmeinier, a sud-ovest di Modane, nel dipartimento della Savoia e nel comune di Névache nel dipartimento delle Alte Alpi.

Fino al 1947 questa vetta segnava la frontiera tra l’Italia e la Francia ma, dopo la stipulazione del trattato di Parigi in seguito alla Seconda guerra mondiale, la frontiera venne ricollocata all’inizio della Valle Stretta, circa 5 Km più a est.

L’scursione è un vero e proprio tour suddiviso in 6 tappe che si snoda per circa 85 Km.

I panorami che vi aspettano sapranno decisamente sorprendervi e certamente ripagheranno la fatica impiegata.

_Tutti i dettagli del Tour del Monte Thabor

2 – L’ascesa al Rocciamelone, simbolo della montagna in Val di Susa

Il Rocciamelone è il simbolo della spiritualità valsusina: sulla sua vetta, infatti, sorge un piccolo santuario che è anche il più alto di tutta l’Europa.

Il primo a conquistare la cima del Monte fu Bonifacio Rotario, nel lontano 1° settembre del 1358.

L’aspetto interessante è che non si trattò di un’ascesa frutto del suo amore per la montagna, bensì di un voto fatto alla Madonna mentre era prigioniero dei turchi in tempo di crociate.

Rotario promise che se fosse tornato sano e salvo in patria avrebbe portato in cima alla montagna più alta un’effigie della Madonna.

In questo modo nacque il Santuario di Nostra Signora del Rocciamelone.

Il dono che scelse Bonifacio fu un trittico in bronzo raffigurante la Madonna, inizialmente collocato in una grotta in cima al monte, ora visibile a Susa nella Cattedrale di San Giusto.

Per quanto riguarda l’itinerario, invece, è bene dire che la salita al Rocciamelone è qualcosa di piuttosto unico.

Poche sono le escursioni che permettono di raggiungere la cima senza troppe difficoltà: questa è infatti collocata a ben 3538 metri d’altitudine.

L’itinerario che permette di raggiungere il Rocciamelone da Susa è, con molta probabilità, il più semplice, tuttavia tutto dipenderà dalla vostra condizione fisica e dall’allenamento.

Si può intraprendere l’ascesa anche da Mompatero, che è anche il percorso originario di Rotario, oppure da Foresto, da Moncenisio e da Malciaussia.

_Sei itinerari per salire al Rocciamelone

3 – Punta Sbaron, trekking con vista sulle Alpi

L’escursione che porta a Punta Sbaron è una traversata di media difficoltà che vi lascerà senza fiato per i panorami che regala.

Dalla cima, infatti, è ben visibile tutto il massiccio dell’Orsiera, il Rocciamelone, La Lunella, Rocca Patanua, Avigliana e i suoi laghi, il Monviso e tutta la città di Torino.

Questa punta si trova a ben 2223 metri d’altitudine, ed è una cima super panoramica che si trova in Piemonte in provincia di Torino, precisamente sopra Condove in bassa Val di Susa.

Si tratta di un’escursione che non presenta nessuna particolare difficoltà tecnica, tuttavia il percorso non è molto segnalato specie nell’ultimo tratto; in ogni caso seguendo le indicazioni o la traccia gpx non sarà difficile orientarsi.

È bene segnalare che, soprattutto in virtù delle elevate temperature, è consigliato portarsi un’abbondante scorta di acqua: ci sono alcune fontane lungo il percorso ma non sono attive.

L’intero itinerario (andata e ritorno) è percorribile in circa 7 ore e presenta un dislivello inferiore ai 1000 metri (850 circa).

_L’itinerario completo per Punta Sbaron

4 – Chaberton tra storia e natura

Quella al Monte Chaberton è un’escursione a 3130 metri d’altezza che conduce alla fortezza militare più alta di tutta Europa.

Il Monte Chaberton, infatti, non è noto solamente per i bellissimi scorci sulle Alpi Cozie, ma anche e soprattutto per questo forte difensivo.

Si tratta della batteria dello Chaberton, denominato anche “Forte dello Chaberton”.

Venne costruito tra il 1898 e il 1910 sulla cima del monte in quanto si trattava di un’ottima posizione strategica proprio sul confine.

Per costruire la batteria venne spianata la vetta sul versante italiano, e venne scavato uno scalino roccioso profondo circa 12 metri dove vennero realizzate 8 torri corazzate girevoli.

Sotto le torri, poi, due lunghi corridoi davano accesso a diversi locali che fungevano da camerate, magazzini, infermeria, comando e cucina.

L’itinerario si snoda per circa 15 Km ed è percorribile in circa 7 ore di cammino (andata e ritorno).

Il percorso non presenta difficoltà tecniche, tuttavia è comunque consigliato a escursionisti con una buona preparazione sia per via della lunghezza del percorso che per il dislivello totale (1280 metri).

Riservata agli escursionisti esperti invece la possibilità di raggiungere la vetta dello Chaberton attraverso la Ferrata del Petit Vallon.

Quest’ultima alterna tratti attrezzati a tratti di sentiero, ed è divisa in 3 sezioni: la Batteria Bassa, la Batteria Alta e la Ferrata Perona.

L’attacco della ferrata si trova a Claviere risalendo il canalone che passa sotto il vecchio viadotto della strada per il Monginevro.

L’intero percorso si completa in circa 6 ore (sola andata).

Per la discesa, invece, si segue il percorso classico.

_Tutti i dettagli dell’itinerario di trekking

_Tutte le informazioni sulla ferrata, riservata ad escursionisti esperti

 

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