Come si leggono le note agli itinerari

18 marzo 2020 - 0:10

Da tempo, qui in redazione, ci poniamo una domanda: sono
comprensibili a tutti le note “tecniche” che inseriamo all’inizio
degli itinerari proposti nei nostri articoli?
Sarebbe facile e scontato affermare di si, eppure a volte,
anche se sporadiche, riceviamo richieste dai nostri lettori che ci chiedono
spiegazioni e delucidazioni su sigle di difficoltà, tempi di percorrenza, modi
di accesso, e altre informazioni per capire meglio come interpretare le
escursioni in tutti i loro aspetti.

Come Arrivare – indica la viabilità ordinaria per
raggiungere con mezzi meccanici (auto, pullman, treno, aereo) città e paesi di
riferimento per le escursioni, e l’unico corredo richiesto è un buon atlante
stradale dove verificare la corrispondenza delle informazioni.
 
Le Località di Partenza e Arrivo specificano il centro
abitato più vicino da cui parte l’itinerario, e solitamente la descrizione del
percorso parte da punti facilmente identificabili. A volte si può trovare,
nelle note, la terminologia Accesso, che indica invece una precisa e nota
località isolata da un centro abitato, e anche in questo caso nella descrizione
vengono dati suggerimenti per raggiungerla.

Scala delle difficoltà – è una delle voci più importanti per
valutare un’escursione, ed è modulata su uno schema internazionale omologato da
molte federazioni escursionistiche (almeno a livello europeo) che considera
vari fattori: difficoltà oggettive del percorso, lunghezza e dislivelli. Per
l’Italia le definizioni sono state armonizzate e siglate dal Club Alpino
Italiano.

T – Turistico
Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con
percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di
orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri di quota.
Richiedono una elementare conoscenza dell’ambiente e una
normale preparazione fisica alla camminata. I dislivelli nei percorsi turistici
sono irrilevanti o molto contenuti, e sono percorribili da chiunque si trovi in
condizioni normali di salute. Sono sempre comunque consigliati abbigliamento e
calzature adeguate.
 
E – Escursionistico
Itinerari che si volgono su terreni di ogni genere, oppure
su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie),
di solito con segnalazioni appropriate; si possono incontrare anche brevi
tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di
caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano
a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con
segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i
tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere
singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi né
impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che non
necessitano dell’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni,
ecc.).
Richiedono qualche ora di cammino per superare anche
dislivelli in salita di qualche centianio di metri; importante una discreta
esperienza e conoscenza dell’ambiente, senso di orientamento, allenamento alla
camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Costituiscono la
grande maggioranza dei percorsi escursionistici.

EE – per Escursionisti Esperti
Si tratta di itinerari generalmente segnalati ma che
implicano una capacità di muoversi su terreni anche impegnativi. Sentieri o
tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o
misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote
relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza
punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche
(percorsi attrezzati). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche
se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci, perché il loro
attraversamento richiederebbe l’uso di corda, piccozza e ramponi, nonché la
conoscenza delle relative manovre di assicurazione.
Necessitano di esperienza di montagna in generale e buona
conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini;
equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi
attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di
autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini).
La difficoltà è marcata anche da molte ore di cammino, alle
quali bisogna essere abituati conoscendo le reazioni del proprio fisico; spesso
i dislivelli in salita sono molto pesanti. Lunghezza (sopra le 5/6 ore di
cammino) e dislivello (oltre i 600 metri in salita) determinano la
classificazione EE anche di assenza di altre difficoltà tecniche e
morfologiche.

EEA – per Escursionisti Esperti, con Attrezzature
Comprendendo tutte le caratteristiche già descritte nella
classificazione EE, questa sigla si utilizza per certi percorsi attrezzati o
vie ferrate, al fine di preavvertire l’escursionista che l’itinerario richiede
l’uso e la perfetta conoscenza dei dispositivi di autoassicurazione
(moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini).   

Dislivello – nella grande maggioranza dei casi si intende il
dislivello diretto (tra il punto di partenza e quello di arrivo, senza
conteggio di eventuali saliscendi) in salita, segnalato da una freccia verso
l’alto. A volte viene segnalato anche il dislivello in discesa, soprattutto
quando percorrendo un diverso itinerario di ritorno può anche essere superiore
al dislivello in salita.

Tempi di percorrenza – per convenzione, salvo diverse
indicazioni (percorso ad anello, itinerari plurigiornalieri in più tappe, etc) (e’ sempre indicato solo il tempo di andata)
Pertanto, se non diversamente specificato,
nell’organizzazione di una gita bisogna sempre tener conto anche dei tempi
necessari per il ritorno.

Segnaletica – esiste una segnaletica ufficiale, codificata
dal CAI, che prevede un rettangolo orizzontale rosso/bianco/rosso (dimensioni
circa 20 cm
di base) abbinata ad un codice numerico; può essere dipinta su rocce e alberi,
o anche installata su pali. In questo caso, a volte reca anche la distanza
oraria da un rifugio o punto conosciuto (cima, passo, etc). Pur presente su
gran parte della sentieristica italiana, questa segnaletica non copre tuttavia
tutti i percorsi, che in alcune località (fortunatamente poche) sono
identificati con una varietà infinita di colori, codici e sigle. Nelle nostre
descrizioni, ove presenti, vengono sempre indicati colori, numeri e codici dei
sentieri da percorrere.
L’esperienza ci consiglia tuttavia di avere sempre con noi una carta topografica aggiornata del territorio in scala max 1:50000. Solo così saremo sicuri
di godere totalmente la nostra escursione senza il rischio di perderci o
imboccare, per errore, sentieri non adatti alle nostre capacità e allenamento.

Note aggiuntive – Quando disponibili, sono indicate anche le
distanze in chilometri (con la stessa logica dei tempi di percorrenza, salvo
diverse specifiche è indicata solo l’andata); il periodo più adatto è
consigliato in base alle condizioni stagionali o ai migliori momenti per godere
di particolari scenografie naturali.

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