Soccorso Alpino nei parchi: presidi extra quando arriva la folla

Federparchi e soccorso alpino firmano un accordo: verifiche su sentieri e grotte aperte al pubblico, guide dei parchi formate al primo soccorso, campagne per l’app GeoResQ e presidi di soccorritori attivabili nelle settimane di maggiore afflusso

20 ottobre 2026 - 10:09

Sempre più persone scelgono i parchi e le riserve naturali per le proprie esperienze all’aria aperta che, di anno in anno, vedono crescere il numero di visitatori.

Da qui nasce l’intesa tra la Federparchi e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: un protocollo quadro triennale per rafforzare la sicurezza di chi frequenta le aree naturali protette.

L’accordo è stato firmato dal presidente di Federparchi, Luca Santini, e dal presidente nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio.

L’obiettivo è duplice: proteggere i visitatori e permettere al CNSAS di svolgere le proprie attività istituzionali di soccorso e addestramento nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale.

Vite umane e natura, due impegni che vanno insieme

Il protocollo consolida la collaborazione già esistente tra gli Enti Parco e il Soccorso Alpino e Speleologico, partendo da un principio preciso: la tutela della vita umana e la conservazione del patrimonio naturale sono impegni complementari, non in contrasto.

La crescente frequentazione delle aree protette, sottolineano le due organizzazioni, rende sempre più importante investire nella prevenzione e garantire la presenza di un soccorso qualificato, capace di intervenire in ambiente impervio e ipogeo, cioè anche sottoterra.

Sentieri, grotte e guide: cosa prevede l’intesa

Gli ambiti di collaborazione sono diversi.

Il primo riguarda la valutazione della sicurezza di sentieri, itinerari e grotte aperte al pubblico.

Il secondo è la formazione delle guide ufficiali dei parchi su autoprotezione, allertamento e primo soccorso.

Sono previste poi campagne informative rivolte ai visitatori, anche attraverso i centri visita, e iniziative per diffondere l’app GeoResQ, lo strumento di geolocalizzazione e allertamento promosso in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile.

Federparchi, inoltre, riconosce il CNSAS come soggetto tecnico di riferimento e ne promuove il coinvolgimento in tutte le attività dedicate alla sicurezza dei frequentatori delle aree protette.

Una delle novità più concrete riguarda i periodi e le zone di maggiore affluenza.

In questi casi gli Enti Parco potranno attivare presidi di soccorso del CNSAS sul modello della Guardia Attiva, aggiuntivi rispetto al servizio ordinario.

Soccorsi senza vincoli, esercitazioni con preavviso

L’intesa conferma le prerogative del CNSAS negli interventi di soccorso e nella ricerca delle persone scomparse, che non richiedono alcun adempimento preventivo.

Diverso il discorso per le esercitazioni.

Se si svolgono in siti o periodi che gli Enti Parco considerano particolarmente sensibili, il Soccorso Alpino dovrà comunicarle con almeno quindici giorni di anticipo.

Questo permetterà di valutare le esigenze di conservazione e, se necessario, di concordare tempi o luoghi diversi.

Le parole dei due presidenti

Per Maurizio Dellantonio, presidente nazionale del CNSAS, l’accordo mette al centro persone e territori:

“Con questo protocollo rafforziamo una collaborazione che mette al centro le persone e i territori. Mettiamo a disposizione dei parchi l’esperienza dei nostri tecnici per la prevenzione, la formazione delle guide e l’organizzazione di presidi nei periodi di maggiore affluenza”.

Luca Santini, presidente di Federparchi, lega invece l’intesa al tema della fruizione:

“Il protocollo siglato con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico va esattamente in questa direzione, per diffondere la consapevolezza dei rischi che si possono correre in natura e mettere in campo tutte le misure possibili di prevenzione, sia quelle per i frequentatori delle aree protette che quelle in carico agli enti parco”.

Come diventerà operativo

Il protocollo sarà attuato attraverso accordi tra i singoli Enti Parco e i Servizi regionali del CNSAS, estendibili anche ai parchi regionali e ai siti della Rete Natura 2000. A seguirne l’attuazione sarà un Tavolo tecnico permanente.

Le due organizzazioni chiederanno inoltre al Ministero dell’Ambiente, al Dipartimento della Protezione Civile e alla Conferenza Stato-Regioni un atto di indirizzo nazionale sulle attività del CNSAS nelle aree protette.

L’accordo dura tre anni, è rinnovabile e non comporta oneri finanziari diretti per le parti.

Per chi cammina nei parchi, il senso dell’intesa è chiaro: la sicurezza non arriva solo con l’elicottero quando qualcosa va storto, ma si costruisce prima, con informazione, preparazione e conoscenza dei luoghi.

La partita ora si gioca sui territori, dove gli accordi locali dovranno trasformare il protocollo in presenza concreta lungo i sentieri.

 

➡️​​ Aggiungi TREKKING&Outdoor come fonte preferita su Google

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Crisi climatica, perché non ci preoccupa? Forse l’abbiamo raccontata male

Il bosco sembra facile, ma non lo è: guida per cercatori di funghi

Il percorso glielo ha scelto l’AI: 16enne soccorso in elicottero