Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato delle conclusioni che tracciano un quadro completo per costruire un settore turistico sostenibile e competitivo per il XXI secolo.
Il documento riconosce il ruolo economico fondamentale del turismo, che contribuisce per il 7% al valore aggiunto lordo dell’UE, rappresenta il 10% dei posti di lavoro e sostiene 4,6 milioni di imprese.
Tra gli obiettivi al centro del testo c’è la volontà di affrontare due fenomeni opposti: gli effetti negativi del sovraffollamento nelle destinazioni più gettonate e, allo stesso tempo, la scarsità di presenze nelle aree meno conosciute.
Un equilibrio che riguarda da vicino chi ama camminare e cerca itinerari lontani dalle rotte di massa.
Le conclusioni chiedono di integrare la dimensione economica, sociale e ambientale in tutte le politiche in materia di turismo.
L’obiettivo è ridurre l’impronta ambientale del settore attraverso l’efficienza delle risorse, l’economia circolare, la decarbonizzazione e la conservazione della natura e della biodiversità.
Al tempo stesso, il testo punta a garantire che il turismo vada a vantaggio delle comunità locali e rispetti il patrimonio culturale.
Il Consiglio riconosce inoltre la necessità di sforzi maggiori e coerenti per colmare le lacune attuative individuate nella relazione della Commissione sull’attuazione dell’Agenda europea per il turismo 2030, su cui si basano le presenti conclusioni, pur ammettendo che i progressi sono stati disomogenei all’interno dell’Unione.
Ciò significa colmare le carenze nella governance multilivello e garantire un’applicazione coerente dei principi del turismo sostenibile in tutta l’UE.
Il documento mira ad approfondire la comprensione del turismo squilibrato, sviluppando e attuando politiche nazionali e regionali pertinenti e rafforzando il coinvolgimento delle comunità.
Un risultato che può essere raggiunto rafforzando la connettività e l’equilibrio regionale e sostenendo lo sviluppo del turismo sostenibile nelle destinazioni periferiche, rurali, insulari, montane e remote, così che i benefici raggiungano tutte le aree dell’Unione.
Sul fronte dei collegamenti, le conclusioni sottolineano l’importanza di trasporti aerei, terrestri e per vie navigabili affidabili, a prezzi abbordabili, accessibili, frequenti e disponibili tutto l’anno, con soluzioni sostenibili che valorizzino la complementarità tra i diversi modi di trasporto.
L’obiettivo è facilitare i viaggi verso l’UE e al suo interno, sostenendo i turisti nazionali e internazionali.
Le conclusioni si concentrano anche sull’occupazione di qualità, sulle condizioni di lavoro adeguate e sullo sviluppo delle competenze, anche attraverso la riqualificazione e il miglioramento del livello dei lavoratori del settore e di chi cerca occupazione in questo ambito.
Un sostegno ritenuto essenziale per le imprese e per la competitività e la resilienza a lungo termine dell’industria turistica.
Il Consiglio chiede inoltre un solido quadro europeo per i dati sul turismo, l’interoperabilità e orientamenti sull’uso dell’intelligenza artificiale, promuovendo le competenze digitali e garantendo condizioni di parità per tutti gli attori nello spazio digitale.
Viene infine ribadita la necessità di rafforzare la preparazione e la risposta alle crisi nell’intero ecosistema turistico, per attenuare le conseguenze di sfide come le tensioni geopolitiche, i cambiamenti climatici o la carenza di forza lavoro.
Il percorso definito a Bruxelles è stato accompagnato dalle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali.
Kostas Koumi, viceministro del Turismo della Repubblica di Cipro, ha sottolineato il valore del comparto: “Il turismo è un motore fondamentale della crescita, dell’occupazione e degli scambi culturali in tutta l’UE.
Le conclusioni odierne definiscono un percorso chiaro per garantire la resilienza e la competitività a lungo termine del settore in un mondo in rapida evoluzione.”
Sul ruolo dell’Italia è intervenuto il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, in occasione dell’approvazione delle conclusioni del Consiglio riunito a Bruxelles:
“L’Italia si posiziona in prima linea per il riconoscimento del ruolo strategico dell’industria turistica a livello europeo. Le politiche pubbliche devono favorire una distribuzione più equilibrata del settore verso aree interne e meno conosciute, oltre a promuovere l’Europa come una destinazione stabile e sicura. Occorre un sostegno strutturale europeo al turismo per rafforzarne la competitività e per fronteggiare le crisi che con frequenza impattano sul comparto. Su questi aspetti, l’Italia è già attivamente impegnata e può fungere da apripista per molte altre Nazioni europee”.
L’ecosistema del turismo dell’UE è una rete diversificata e interconnessa che comprende vari settori, dall’alloggio ai trasporti, e contribuisce in modo significativo all’economia europea: nel 2019 rappresentava quasi il 10% del valore aggiunto lordo dell’UE e circa 23 milioni di posti di lavoro.
Riconoscendo la vulnerabilità del settore, emersa in particolare con la pandemia di COVID-19, e la necessità di accelerare le transizioni verde e digitale, nel febbraio 2022 la Commissione europea ha avviato un processo di co-creazione che ha portato a un percorso di transizione per il turismo.
Quel percorso individua 27 misure chiave per un settore più sostenibile e resiliente, sulla base dei contributi dell’industria, delle autorità pubbliche e dei portatori di interessi.
Su questa base il Consiglio ha adottato l’Agenda europea per il turismo 2030, che delinea un piano di lavoro pluriennale per i Paesi dell’UE, la Commissione e gli operatori del settore.
La Commissione è ora invitata a riferire ogni tre anni sull’attuazione delle conclusioni, tenendo conto delle priorità stabilite nella preparazione della prossima strategia dell’UE per il turismo sostenibile.