Yosemite Firefall, torna la cascata di fuoco che incanta

Ogni anno, nella seconda metà di febbraio, una piccola cascata sulle pareti di El Capitan si trasforma in una spettacolare lingua infuocata. Un fenomeno naturale unico al mondo che attira migliaia visitatori nel parco di Yosemite

24 febbraio 2026 - 18:50

C’è un momento dell’anno in cui l’acqua sembra prendere fuoco. Succede a febbraio, nello Yosemite National Park in California, quando i raggi del tramonto colpiscono una sottile cascata che scorre lungo la parete orientale di El Capitan.

Per pochi giorni, quel rivolo d’acqua che compie un salto di 480 metri si trasforma in una lingua di lava incandescente, gialla e rossa, un fenomeno che non si osserva in nessun altra parte del mondo

La Horsetail Fall: quando l’acqua si tinge di fuoco

Il fenomeno è legato alla Horsetail Fall, la “cascata a coda di cavallo”, una piccola cascata che fuoriesce dal lato orientale della celebre parete granitica dell’El Capitan.

Per gran parte dell’anno passa quasi inosservata, ma nella seconda metà di febbraio accade qualcosa di straordinario.

La particolare inclinazione del sole invernale fa sì che i suoi raggi, proprio all’ora del tramonto, colpiscano l’acqua con l’angolo perfetto.

Il risultato è una lingua d’acqua dai colori giallo e rosso che si tinge per l’intera altezza di quasi cinquecento metri, simile a una coda di cavallo ondulata che cade verso valle.

Ogni anno migliaia di trekker e fotografi si recano nel parco per assistere a questo incredibile spettacolo naturale, uno dei fenomeni ottici più affascinanti che la natura sia in grado di offrire.

Le origini della cascata di fuoco a Yosemite

Prima che fosse la natura stessa a creare questo spettacolo che, agli occhi dei visitatori, appare come una cascata infuocata, a Yosemite esisteva una cascata di fuoco creata dall’uomo.

Nel 1872, i proprietari del Glacier Point Hotel, una famosa struttura ricettiva che si trovava nel parco, decisero di gettare le braci di un grosso falò giù dalla omonima parete rocciosa.

Le braci ardenti che precipitavano a valle, viste da lontano, creavano l’effetto, appunto, di una cascata di fuoco.

L’iniziativa riscosse un successo enorme: migliaia di persone ogni anno si recavano nel parco per assistere allo spettacolo. Ma nel gennaio 1968 il direttore del National Park Service, George Hartzog, pose fine alla tradizione.

Il motivo era l’enorme afflusso di turisti che si recavano nel parco per osservare l’evento e che provocava gravi danni all’ecosistema, un rischio inaccettabile per l’ambiente e incoerente con la missione dell’area protetta.

La riscoperta naturale di Galen Rowell

Nel 1973, un talentuoso fotografo naturalista di nome Galen Rowell si trovò di fronte a una nuova cascata di fuoco. Questa volta, però, nsi trattava di un fenomeno completamente naturale.

Mentre guidava nella valle, Rowell notò una piccola cascata lungo El Capitan che sembrava fatta di lava.

Saltò fuori dall’auto e la fotografò: fu la prima immagine a colori a raffigurare le cascate di fuoco di Yosemite.

Nella memoria delle persone era ancora viva la tradizione dei falò di Glacier Point, e per questo il fenomeno naturale venne soprannominato Yosemite’s Firefall, la cascata di fuoco del parco di Yosemite.

Yosemite National Park: dove si trova e come esplorarlo

Lo Yosemite Park si trova nel cuore della California, non lontano dal confine con il Nevada, ed è conosciuto in tutto il mondo per la sua natura straordinaria.

Percorrendo gli itinerari del parco si possono osservare le monumentali sequoie secolari, alte decine di metri, e le maestose pareti rocciose che rappresentano il sogno di scalatori e alpinisti di tutto il mondo.

Le più celebri sono proprio l’El Capitan e l’Half Dome, che nei decenni hanno attirato appassionati di natura e outdoor da ogni parte degli Stati Uniti.

La wilderness americana e i Dirtbagger

Questo territorio rappresenta il simbolo della wilderness americana. Di queste valli si innamorò il naturalista e scrittore britannico John Muir, che convinse il Presidente Theodore Roosevelt a creare il parco nazionale.

Subito dopo la seconda guerra mondiale, un gruppo di arrampicatori hippy si trasferì nel parco. Venivano chiamati Dirtbagger e fecero di Yosemite la loro casa.

Vivevano tra queste vallate tutto l’anno, passando il tempo ad arrampicare e camminare tra i sentieri, con pochi beni materiali e una vita a pieno contatto con la natura.

La loro storia, diventata leggenda tra i giovani americani degli anni successivi, ha contribuito ad accrescere la notorietà di quest’area naturale che ancora oggi rimane una delle più grandiose e selvagge degli Stati Uniti.

Lo Yosemite non è solo un parco: è un luogo dove la luce, l’acqua e la roccia si incontrano per creare spettacoli che ci ricordano quanto la natura sappia essere insieme fragile e potente. La Firefall di febbraio ne è forse l’esempio più emozionante.

Leggi anche:

_ Viaggio sui sentieri della California.

_ La leggenda dei Dirtbagger: gli arrampicatori yippie dello Yosemite Park

 

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