In viaggio – VAL D’ARDA: l’Appennino ricco di storia e sapori

18 marzo 2020 - 15:58

In autunno mistero, quiete e profumi sono l’anima dell’Appennino.

La vita che si svolge tra i crinali, le regole, le chiese e il mistero, il mistero di un’esistenza così essenziale da sembrare incredibile all’opulenta e molle pianura.

L’Appennino si fa forza della propria aria salubre, dalle alture dolci, meno sfrontate di quelle alpine, grazie alle arie salmastre dei venti del mare, contaminate dai profumi di querce. L’Appennino è una montagna più umana, talvolta talmente umana da diventare incredula di fronte al privilegio della vita al di sopra dello squadernarsi fosco delle pianure circostanti.

Il carattere del territorio si riflette inevitabilmente nelle persone: il “montanaro” dell’Appennino è schietto, cerca un riscatto che lo porti lontano. I comuni che popolano la Val d’Arda rispecchiamo la bellezza di quanto descritto sopra, racchiudono la storia del passaggio di numerose persone: conquistatori, eserciti, mercanti e pellegrini.

Ogni centro ha dunque le sue peculiarità, la sua storia, uno di questi è Vernasca. Questo Comune occupa un territorio stretto ad allungato in direzione nordest-sudovest, posto al confine con la provincia di Parma e costituito da tre vallate parallele dei torrenti Arda, Ongina e Stirone. Su questo versante si trovano anche altri borghi rurali, costituiti in gran parte da antichi edifici in pietra, come nel caso di Vezzolacca, Castelletto e Settesorelle.

Una morfologia che cambia nel caso di Bacedasco Basso, famosa per la sua produzione enologica: nei pressi del paese si estende la zona dei calanchi di monte”La Ciocca”, un’area compresa nella Riserva Naturale Geologica del Piacenzano (termina che indica un’era geologica).

Qui si producono degli ottimi vini e si preparano gustosissimi cibi: tutti i fine settimana sono davvero tanti i ristoratori della zona che riempiono le loro sale di buongustai e di famiglie che hanno voglia di assaporare il vero gusto dell’Emilia.

Tra i prodotti tipici della zona occorre menzionare la patata coltivata nel piccolo villaggio di Vezzolacca, dove la produzione annuale del paese si aggira intorno ad una media di 600 quintali. Per quanto riguarda il vino ricordiamo diverse etichette, come il Monterosa Val d’Arda, Trebbiano, Barbera e tanti altri.

Ma il vero protagonista è il Vin Santo di Vigoleno, che ha mantenuto nel tempo le antiche caratteristiche e che dal 1996 ha ottenuto il marchio DOC; la produzione è modesta – circa 2500 bottiglie l’anno – poiché il vin santo è scarsamente remunerativo in proporzione alle cure che richiede e al periodo d’invecchiamento che deve osservare.

 

 

Testo e foto di Enrico Bottino

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