Molise: abitare la storia

19 marzo 2020 - 11:47

Il Molise è terra discreta ma spettacolare, e lo stesso discorso vale per i suoi centri abitati. Viaggiando tra le sue valli, basta alzare lo sguardo per godersi antichi castelli e piccoli paesini abbarbicati sulle rocce.

È il caso di Bagnoli del Trigno, pittoresco centro fatto di stradine strette, costruito sulla roccia viva e sovrastato da un antico castello, o di Venafro, il cui profilo è puntellato dai campanili di oltre 30 chiese e sovrastato dal grande castello Pandone, prima fortezza longobarda e poi dimora signorile dal 1400.

Verso il capoluogo Campobasso, le strade curvilinee offrono ottimi scorci su altre antiche fortezze, come il castello d’Evoli di Castropignano, parzialmente diroccato, o quello di Ferrazzano, dominato dai suoi due imponenti torrioni, da cui si può godere di una vista spettacolare su Campobasso e le valli circostanti.

Un’altra magnifica architettura religiosa è la basilica di Maria Santissima Addolorata, costruita nel XIX secolo sul fianco della montagna a Castelpetroso, nei luoghi dove si narra di un’apparizione della Vergine Maria a fine Ottocento. Le sue guglie e i suoi pinnacoli, omaggio allo stile gotico, si slanciano sui verdi boschi circostanti, e sono stati luogo di pellegrinaggi illustri come quello di Papa Giovanni Paolo II nel 1995, e di Papa Francesco nel 2014.

Natura protagonista

Molise è terra verde, di natura selvaggia e parchi. Nell’estremità nordoccidentale della regione svettano le cime dei Monti della Meta, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nella piccola porzione di parco in territorio molisano si ergono borghi come Castel San Vincenzo e Rocchetta a Volturno, circondati dai profili delle montagne appenniniche.

E se a Rocchetta alta si possono ammirare i resti dell’antico paese abbandonato a inizio novecento in seguito a una serie di frane, a San Vincenzo, nell’alta valle del Volturno, si erge un’antica abbazia benedettina costruita nel V secolo d.C.

Anche i monti del Matese, nella parte occidentale della regione, offrono spettacolari scorci di natura incontaminata. Sulle pendici del massiccio sorge l’oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, un luogo caratterizzato da fenomeni carsici spettacolari, canyon, cascate, grotte e abissi. Dalle aspre geometrie dell’oasi di Guardiaregia il paesaggio del Matese cambia e si fa più dolce verso le sue cime più alte, al confine campano.

Alle spalle di Campitello Matese si ha una vista spettacolare sul monte Miletto, cima più alta del massiccio con i suoi 2.050 metri. Campitello, oltre a essere punto di partenza per numerose escursioni naturalistiche, è anche uno dei comprensori sciistici più importanti del centro-sud, luogo ideale per gli amanti degli sport invernali.

Il richiamo del mare

Se le orme della transumanza hanno tracciato solchi vivi nella parte collinare e montana della regione, allo stesso modo l’opera discreta dell’uomo ha modellato la – seppur breve – fascia costiera. Sulle spiagge dell’Adriatico e in particolar modo a Termoli, il vero capoluogo costiero del Molise, si affacciano difatti i trabucchi, antichissimi strumenti di pesca diffusi anche in Abruzzo e sulla costa del Gargano.

Queste spettacolari strutture in legno servivano a garantire il pescato anche qualora le cattive condizioni climatiche impedissero ai pescherecci di uscire in mare aperto. A Termoli i trabucchi sono costruiti proprio a ridosso del borgo antico, da cui si possono ammirare le lunghe passerelle che portano alla struttura vera e propria da cui venivano gettate le reti per la pesca.

Voglia di cultura, arte e storia… a chilometri zero

Intervista a Domenico Di Nunzio, Consigliere Regionale con Delega al Turismo e Presidente della Prima Commissione Consiliare

L’accresciuta sensibilità al rispetto dell’ambiente e del territorio, in un quadro di agricoltura di qualità e di prodotti biologici, colloca la nostra realtà in una posizione di grande riguardo nel settore enogastronomico. Grazie alla conservazione delle aree boschive, siamo i produttori di circa il 50% del tartufo nazionale (tartufo bianco-pregiato e tartufo nero), insieme all’ ottimo olio extravergine Molise Dop prodotto con cultivar locali quali la Gentile di Larino, l’Aurina, l’Oliva Nera di Colletorto, la Rosciola, la Cerasa di Montenero.

Di grande importanza sono i vitigni autoctoni, come la tintilia, il moscato e il campanino. La millenaria tradizione lattiero casearia, dà abbondanza di latticini importanti tra i quali vanno sicuramente menzionati il caciocavallo di Agnone, il caciocavallo silano Dop, il caprino di Montefalcone del Sannio, il pecorino di Capracotta, le ottime scamorze di Bojano e le trecce di Santa Croce di Magliano.

Oltre ad una miriade di piatti tipici e antichi che si sposano con le nostre migliori tradizioni e festività. A proposito di queste ultime, non dimentichiamo che il Molise offre una vasta gamma di antiche ricorrenze conservatesi integralmente fino ad oggi, come la Maschera del Diavolo di Tufara, le ‘Ndocce’ di Agnone  o la grandissima processione dei Misteri a Campobasso che si tiene nel giorno di Corpus Domini.

Oltre alle tradizioni religiose sorte attorno ai meravigliosi Santuari molisani, la nostra terra sta riscoprendo l’originalità dei Cammini percorsi da Santi e Papi della Chiesa come strumento di valorizzazione del territorio e dei borghi.

Siamo convinti che il Molise potrà crescere puntando su un turismo sostenibile capace di esaltare le bellezze insite nel territorio come i borghi, i paesaggi e le ricchezze storiche ed umane, come le tradizioni, i cammini, i Santuari e l’enogastronomia. La nostra regione proseguirà su questa strada per poter mostrare all’Italia e al mondo che esiste una terra che non distrugge ma ama il suo passato e il suo ambiente e ne fa elementi di sviluppo e di crescita per le future generazioni.

Testo di Marco Carlone, foto Archivio Regione Molise e Marco Carlone

Leggi anche: Molise, piccola regione, grande terra

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