La terapia forestale: cos’è e che benefici ha!

Ormai riconosciuta efficace da tutta la comunità scientifica, la terapia forestale può diventare uno strumento perfetto per superare le conseguenze fisiche e psicologiche di mesi di pandemia e lockdown. Il ruolo delle foreste sul benessere delle comunità è stato riconosciuto anche dalle Nazioni Unite.

12 marzo 2021 - 13:14

Sono ormai molti gli studi scientifici, pubblicati in prestigiose riviste, ad aver accertato che i boschi e le foreste hanno degli effetti positivi sulla psiche e il corpo delle persone.

Camminare in un bosco è una vera e propria medicina preventiva, che può essere usata senza controindicazioni per combattere lo stress, l’ansia, la depressione ma anche patologie fisiche.

L’uomo è geneticamente predisposto per vivere immerso negli ambienti naturali, per questo quando si trova a contatto con boschi e foreste l’organismo trae grossi giovamenti. È un richiamo ancestrale, abbiamo vissuto in natura per secoli, solo negli ultimi decenni ci siamo trasferiti in massa nelle città.

I benefici si riscontrano sia a livello fisiologico che psicologico, in Italia questo legame tra natura e benessere, sintetizzato nel termine terapia forestale, è stato studiato dal C.N.R. in accordo con il CAI.

Non serve troppo tempo, infatti gli effetti benefici si riscontrato anche solo dopo un’ora di cammino nella natura, purché questo tempo sia senza distrazioni e con una piena immersione nell’ambiente.

 

Immergersi con tutti i sensi nella foresta per stare bene

L’ambiente naturale produce effetti benefici solo se sono coinvolti tutti i sensi. Ciascuno ha il suo ruolo in questa terapia e per stimolarli durante il cammino si può praticare meditazione e mindfulness.

Il primo passo però è quello di eliminare ogni possibile fonte di distrazione, come gli smartphone, le cuffie con la musica o in generale ogni altro dispositivo elettronico che sottopone a stress il nostro cervello.

Gli effetti terapeutici del bagno nella foresta si devono alla inalazione di particolari componenti organici volatili, come i monoterpeni. Queste sostanze hanno un vero e proprio effetto medicinale sul corpo, infatti agiscono sugli stati d’ansia, sono bronco dilatatori e hanno effetti antibatterici.

È necessario anche il contatto fisico con la natura, toccare foglie, aghi, tronchi e piante è importante per entrare in connessione col bosco.

Anche la vista ha un ruolo fondamentale nel rilassamento, infatti i cromatismi della natura influiscono sul nostro cervello, provocando rilassamento e distensione.

La terapia forestale è stata indicata dalle Nazioni Unite come uno strumento fondamentale per la ripresa dopo i duri mesi della pandemia.

I lockdown di questi mesi hanno provocato un aumento esponenziale di casi di ansia, depressione e stress nella popolazione, l’attività in natura avrà un ruolo centrale nella fase di ripresa.

In Italia il Ministero per le Politiche Agricole ha indicato la terapia forestale come un servizio socio culturale nella bozza del 2020 per il nuovo piano per le Politiche Forestali del nostro paese.

Insomma una semplice camminata nei boschi, con la giusta concentrazione su quello che ci circonda, potrebbe aiutare le comunità a migliorare la qualità della vita.

Non è una scoperta degli ultimi anni, in Giappone per esempio il bagno nella foresta, detto Shinrin-yoku, è un’attività praticata da secoli e oggi prescritta dai medici nipponici per alleviare il dilagare di disturbi legati al sovraccarico di lavoro nel paese.

Un altro dei servizi ecosistemici offerti dalle foreste all’umanità, oltre al loro fondamentale ruolo nel contrasto al cambiamento climatico e perfino nella lotta alle pandemie. Insomma tutelare l’ambiente, i boschi e le aree verdi, insieme a politiche sanitarie che promuovano stili di vita più attivi potrebbero essere la svolta per migliorare la salute pubblica.

 

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