Foliage, 6 passeggiate emozionanti per rilassarsi d’autunno

Sei meravigliosi itinerari per ammirare il foliage tra i boschi delle Alpi e degli Appennini. Andiamo alla scoperta dei colori dell’autunno, dalle faggete delle Foreste Casentinesi alle Dolomiti passando per le suggestive foreste dell'Appennino

16 settembre 2019 - 16:36

Foliage, 6 passeggiate immersi nei colori magici dell’autunno

L’autunno cambia volto alle montagne e il foliage è un vero spettacolo, con i boschi che si accendono di giallo, arancio e rosso.

È una delle stagioni migliori per camminare, soprattutto quando si scelgono itinerari tra foreste, montagne e panorami indimenticabili.

Da nord a sud, ecco sei trekking immersi nella magia del foliage, per rilassarsi camminando e godere del fascino emozionante di questa stagione.

Per orientarsi tra i diversi itinerari e valutarne lunghezza, dislivello e difficoltà può essere utile cercare e seguire le tracce sull’app Wikiloc, dove ogni percorso è accompagnato da mappa e punti di interesse.

1 – Veneto, Foliage sulle Dolomiti: camminare tra Nuvolau e Cinque Torri

Dal Passo Giau prende avvio un itinerario ad anello che attraversa alcuni degli scenari più celebri delle Dolomiti, collegando il Rifugio Averau, il Monte e il Rifugio Nuvolau, il Rifugio Scoiattoli e il complesso delle Cinque Torri.

Un percorso ricco di continui cambi di prospettiva, con ampie vedute sulle principali cime dolomitiche e su Cortina d’Ampezzo.

Dal Passo Giau, a 2.236 metri di quota, si segue il sentiero CAI 452 verso il Rifugio Averau.

Il panorama si apre subito sul Ra Gusela e, man mano che si procede, comprende alcuni dei grandi gruppi dolomitici: dalle Pale di San Martino alla Marmolada e al Gruppo del Sella.

Dal rifugio si affronta quindi la salita verso il Monte Nuvolau, raggiungendo il Rifugio Nuvolau a circa 2.575 metri, uno dei punti più panoramici dell’intero itinerario.

Da questa posizione la visuale si amplia verso le Tofane, il Lagazuoi, le Cinque Torri e la conca di Cortina d’Ampezzo.

Dopo essere tornati verso l’Averau, il percorso abbandona il tracciato principale e prende il sentiero CAI 439 in direzione delle Cinque Torri.

La discesa conduce al Rifugio Scoiattoli, a 2.255 metri, affacciato direttamente sul celebre gruppo roccioso.

Da qui il sentiero CAI 443 passa accanto alle Cinque Torri e raggiunge il Rifugio Cinque Torri, a 2.137 metri.

L’ultima parte dell’anello è caratterizzata da una successione di saliscendi che attraversa la forcella e riporta gradualmente verso il Passo Giau.

Alcuni brevi tratti sono più ripidi e attrezzati con tronchi di legno, ma il vero elemento distintivo rimane il paesaggio, che continua a cambiare fino alla conclusione del percorso.

Nella parte finale si aprono nuove visuali sui Lastoi de Formin, completando un itinerario particolarmente vario dal punto di vista panoramico.

Il percorso misura circa 11,5 chilometri e presenta un dislivello positivo di 779 metri, con una quota massima di 2.585 metri.

È soprattutto la ricchezza del paesaggio, più che la difficoltà tecnica, a rendere questo anello uno dei percorsi più interessanti della zona del Passo Giau.

_ Scopri i dettagli dell’itinerario su Wikiloc

2 – Lombardia, Val Calolden: foliage con vista sul Lago di Como

I Piani Resinelli, sopra Lecco e il ramo orientale del Lago di Como, si trovano ai piedi della Grignetta, tra boschi, prati e pareti calcaree che segnano uno dei paesaggi più caratteristici delle Prealpi lombarde.

Sul versante che guarda verso Ballabio si apre la Val Calolden, attraversata da faggete e boschi misti che in autunno assumono colori magici.

Il verde lascia spazio al giallo, all’arancio e al rosso, mentre tra gli alberi si gode la vista  sulle montagne della Valsassina e del Lago di Como.

La zona è anche uno dei principali punti di partenza per le escursioni nel gruppo delle Grigne.

Accanto agli itinerari più impegnativi verso la Grignetta, però, esistono percorsi molto più tranquilli che permettono di camminare tra boschi e belvedere senza affrontare grandi dislivelli.

Uno dei più interessanti parte proprio dai Piani Resinelli e attraversa il Parco Valentino, raggiungendo il Belvedere, il Monte Coltignone e Cima Paradiso.

Il sentiero alterna tratti nel bosco a radure e punti panoramici, con scorci sulla conca di Lecco, sul Lago di Como e sulle montagne circostanti.

In autunno il bosco diventa il tratto più suggestivo dell’escursione, soprattutto nelle giornate limpide, quando i colori dei faggi contrastano con il grigio delle pareti rocciose della Grigna.

L’anello misura circa 5,7 chilometri e presenta 270 metri di dislivello, concentrando in poche ore foreste, panorami e alcuni dei luoghi più belli con vista sul Lago di Como.

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3 – Toscana, Foreste Casentinesi: i colori della spiritualità, dall’Eremo alla Lama

Un itinerario ad anello nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, con partenza dall’Eremo di Camaldoli e sviluppo tra alcune delle zone forestali più suggestive dell’Appennino tosco-romagnolo.

Il percorso prende avvio dall’Eremo e, dopo un breve tratto su strada asfaltata, entra subito nel bosco seguendo la direzione di Prato alla Penna.

Qui si imbocca un tratto della Via di Francesco, che conduce progressivamente verso il Passo Fangacci.

Dal passo il cammino prosegue seguendo il sentiero CAI 227 in direzione di Lama.

La discesa si inoltra nella fitta foresta, tra faggete e abetaie che in autunno assumono colori particolarmente intensi.

Il paesaggio diventa via via più selvaggio e appartato, fino a raggiungere la zona della cascata degli Scalandrini, uno dei punti più caratteristici dell’escursione.

Poco oltre si apre la visuale sulla Foresta della Lama e sul bacino di Ridracoli, offrendo un netto contrasto tra la profondità del bosco e gli spazi più aperti del paesaggio circostante.

Raggiunta la parte più bassa dell’itinerario, il sentiero incontra un antico ponte in pietra e la rete di percorsi che attraversa la Foresta della Lama.

Da qui si prende il sentiero CAI 229 verso Gioghetto e comincia la lunga risalita verso l’Eremo.

Per circa due ore il percorso guadagna quota attraversando una successione di faggete e abetine, in un ambiente particolarmente integro e silenzioso.

L’ultima parte conduce nuovamente verso l’Eremo di Camaldoli, chiudendo un anello che alterna tratti di foresta, corsi d’acqua, cascate e punti panoramici.

L’itinerario misura circa 12,4 chilometri e presenta un dislivello positivo di 823 metri, con quote comprese tra i 750 e i 1.367 metri.

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4 – Emilia, il rosso dell’autunno sul Corno alle Scale

Un anello breve ma molto vario nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, particolarmente interessante all’inizio dell’autunno, quando le vaste brughiere di mirtillo che ricoprono i versanti del Corno alle Scale cambiano colore e assumono intense tonalità rosse.

Il percorso tocca due degli specchi d’acqua più noti dell’area, il Laghetto del Cavone e il Lago Scaffaiolo, alternando boschi, valloni e ampi tratti di montagna aperta.

La partenza è dal Laghetto del Cavone, dove si trova un’area di parcheggio e, nelle vicinanze, un rifugio, una fontanella e uno spazio attrezzato per la sosta.

Il sentiero segue inizialmente la valle del Rio Piano, attraversando un tratto boscoso prima di uscire in un ambiente più aperto.

Dopo circa 800 metri è importante mantenersi sul sentiero CAI 335, prendendo il bivio a destra invece di proseguire sul 337.

Superato il bivio, il percorso affronta una salita abbastanza decisa ma su terreno generalmente ben percorribile.

Guadagnata quota, il bosco lascia progressivamente spazio alle brughiere di mirtillo, che costituiscono uno degli elementi più caratteristici dell’escursione.

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, a seconda dell’andamento della stagione, i versanti possono trasformarsi in una distesa di rosso, creando un paesaggio molto particolare.

Il cammino prosegue verso il rifugio Le Malghe, dove si trova anche un punto di acqua potabile.

Da qui inizia la salita verso il Lago Scaffaiolo, in buona parte su strada sterrata e quindi senza particolari difficoltà.

Man mano che si sale, il panorama diventa sempre più ampio e il paesaggio si apre definitivamente.

Raggiunto il lago, a circa 1.800 metri di quota, si incontra il Rifugio Duca degli Abruzzi, una delle mete più frequentate dell’alto Appennino tra Emilia-Romagna e Toscana.

Dal Lago Scaffaiolo una breve deviazione permette di raggiungere il crinale tra le due regioni, da cui si può godere di un panorama molto ampio sui rilievi circostanti.

Il ritorno procede quindi attraverso altre distese di mirtilli, scendendo progressivamente verso una valle solcata da un piccolo corso d’acqua e rientrando poi nel bosco, nel bacino del Dardagna.

Il tratto finale segue strade forestali e sentieri che attraversano l’area degli impianti di risalita, passando nei pressi di un ristorante, prima di riportare al Laghetto del Cavone attraverso il bosco e alcune piste da sci.

_Scopri i dettagli dell’itinerario su Wikiloc

 

5 – Alpe di Siusi, autunno spettacolare sullo Sciliar

L’Alpe di Siusi si estende nelle Dolomiti dell’Alto Adige, tra il massiccio dello Sciliar e le sagome del Sassolungo e del Sassopiatto.

È uno scenario unico e celebre in tutto il mondo tra malghe, foreste e le Dolomiti maestose.

Nelle giornate limpide di settembre e ottobre la visibilità è spesso ottima e il profilo dello Sciliar accompagna gran parte delle passeggiate.

L’Alpe di Siusi regala itinerari per ogni livello di difficoltà, dalle semplici camminate tra le malghe fino agli itinerari più lunghi verso i gruppi dolomitici che circondano l’altopiano.

Un itinerario particolarmente adatto a una giornata tranquilla è l’anello che parte da Compatsch e raggiunge Malga Sanon.

Il percorso passa dalla chiesa di San Francesco, quindi prosegue attraverso l’altopiano fino alla malga, situata a poco più di metà cammino.

Il Sassolungo accompagna buona parte della passeggiata e il panorama è indimenticabile.

L’anello misura circa 8,9 chilometri, con appena 214 metri di dislivello: una camminata adatta a tutti.

Il ritorno riporta a Compatsch, sempre ammirando le rocce dolomitiche.

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6 – Terminillo, foliage spettacolare: il Sentiero del Planetario

Il Terminillo, parte dei Monti Reatini nell’Appennino centrale, domina la conca di Rieti con una cima che supera i 2200 metri.

È la montagna dei romani, ma ha un fascino unico per tutti, in particolare in autunno.

Alle quote più basse prevalgono i boschi, soprattutto le faggete; più in alto il paesaggio cambia rapidamente e lascia spazio a pendii erbosi, pietraie e creste.

Per godere della magia del Terminillo in autunno si può seguire il Sentiero del Planetario, che parte nei pressi di Pian de’ Valli, dal Piazzale dei Tre Faggi.

Il percorso deve il nome alle dieci stazioni dedicate ai corpi del Sistema Solare, distribuite lungo il cammino a distanze proporzionali a quelle astronomiche.

La prima parte segue una pista nel bosco e raggiunge progressivamente i Cinque Confini. Da qui si continua verso Campoforogna, alternando tratti alberati e spazi più aperti dai quali la vista spazia sulla valle reatina.

Superata Campoforogna, il sentiero torna nel bosco e prosegue in direzione del Rifugio Angelo Sebastiani, a circa 1820 metri, punto di arrivo della camminata.

Sono circa 8,5 chilometri con 268 metri di dislivello che regalano la magia del foliage tra i boschi della montagna e possono essere anche educativi per famiglie grazie ai pannelli illustrativi.

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