Emilia d’autunno: passeggiata rilassante all’Abbazia di Monteveglio

Tra calanchi, boschi, vecchi coltivi e testimonianze medievali, il Parco dell’Abbazia di Monteveglio offre una passeggiata facile nella Valsamoggia, da completare con la visita al borgo e all’antica abbazia romanica

27 settembre 2026 - 12:00

Parco dell’Abbazia di Monteveglio: a piedi tra calanchi, boschi e storia

A pochi chilometri da Bologna, sulle prime colline della Valsamoggia, il Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio in autunno è un posto ideale per una passeggiata rilassante.

Vigneti e vecchi coltivi si alternano a boschi, piccole valli e spettacolari calanchi modellati nell’argilla.

A dominare il paesaggio è il colle di Monteveglio Alto, con il borgo medievale e l’antica Abbazia di Santa Maria Assunta.

È un territorio particolarmente adatto alle camminate brevi, con diversi Sentieri Natura dedicati ai principali aspetti geologici, naturalistici e storici dell’area protetta.

Calanchi, boschi e vigneti sulle colline della Valsamoggia

Una delle caratteristiche più evidenti del parco è il continuo cambiamento del paesaggio.

Le rocce argillose hanno dato origine ai calanchi, pendii ripidi e profondamente incisi dall’acqua, spesso quasi privi di vegetazione.

Poco lontano, terreni più stabili sostengono invece boschi, prati, vigneti e campi coltivati.

Il risultato è un mosaico nel quale gli ambienti naturali convivono con quelli creati nei secoli dal lavoro dell’uomo.

Roverelle, ornielli e carpini occupano buona parte dei boschi, mentre nelle zone più aperte rimangono tracce dei vecchi poderi e dei pascoli che un tempo circondavano le case rurali.

In primavera il sottobosco ospita anche diverse specie di orchidee protette, mentre nelle piccole valli più umide trovano spazio noccioli, sambuchi e piante legate alla presenza dell’acqua.

Il paesaggio agricolo è altrettanto importante.

Vigneti, frutteti, siepi e filari accompagnano ancora oggi molti sentieri e ricordano quanto queste colline siano state modellate dall’agricoltura.

È proprio questo contrasto tra natura e campagna a rendere il parco interessante da percorrere a piedi.

Nello spazio di pochi chilometri si passa dalle creste argillose dei calanchi a un bosco ombroso, per poi ritrovarsi davanti a un vigneto o a un vecchio campo riconquistato lentamente dalla vegetazione.

Il Sentiero dell’Africa e dei vecchi coltivi

Uno dei percorsi più semplici per conoscere il parco è il Sentiero Natura “L’Africa e i vecchi coltivi”, un breve anello che parte nei pressi del cimitero di Monteveglio Alto, poco distante dall’ingresso del borgo.

Il nome curioso deriva da un antico edificio rurale indicato sulle carte come “Africa”, probabilmente chiamato così per l’aspetto particolarmente arido dell’area calanchiva che lo circondava.

Il percorso misura circa 1,5 chilometri e richiede all’incirca un’ora.

Si sviluppa prevalentemente su sentieri in terra battuta e permette di osservare buona parte degli ambienti caratteristici del parco.

All’inizio si costeggiano le ripide scarpate del colle della Cucherla, rilievo che in epoca medievale faceva parte del sistema difensivo del castello.

Il sentiero scende quindi verso l’ampio bacino calanchivo dove nasce il Rio Ramato, entrando in uno degli ambienti geologicamente più caratteristici dell’area.

Lasciati i calanchi, il tracciato segue per un breve tratto una piccola valle laterale e si inoltra nel bosco.

Poco dopo il paesaggio cambia ancora e compaiono i cosiddetti vecchi coltivi, terreni che fino a pochi decenni fa venivano utilizzati per l’agricoltura o il pascolo.

Una parte è stata progressivamente riconquistata dalla vegetazione spontanea, mentre altre aree conservano ancora la struttura del tradizionale paesaggio agricolo collinare.

Lungo il percorso si incontra anche un piccolo stagno artificiale, realizzato negli anni Novanta per le attività di educazione ambientale e diventato nel tempo un piccolo ambiente umido frequentato da diverse specie vegetali e animali.

L’ultima salita riporta verso il cimitero e la porta d’accesso al borgo medievale.

Monteveglio Alto e l’Abbazia di Santa Maria Assunta

Terminata la passeggiata vale la pena proseguire verso Monteveglio Alto, entrando nel piccolo nucleo fortificato attraverso l’antica porta.

Il borgo conserva il ricordo del castello medievale che controllava la valle del Samoggia.

Nel 1092 Monteveglio fu anche teatro di un importante episodio della lotta per le investiture, quando il castello resistette all’assedio dell’esercito dell’imperatore Enrico IV durante il conflitto con Matilde di Canossa.

In cima al colle si trova l’Abbazia di Santa Maria Assunta, uno dei luoghi più importanti del parco.

La chiesa è considerata una delle pievi più antiche della diocesi bolognese.

Il complesso assunse sostanzialmente le attuali forme romaniche nel XII secolo, quando venne ricostruito dai Canonici Regolari di San Frediano di Lucca.

Nel 1628 papa Gregorio XV concesse alla comunità il titolo abbaziale.

La chiesa e il convento furono poi restaurati tra il 1924 e il 1934 e oggi l’abbazia ospita una comunità francescana.

Boschi, calanchi, antichi campi e architetture medievali finiscono così per concentrarsi intorno allo stesso colle, rendendo Monteveglio una meta adatta anche a una semplice giornata fuori porta.

Informazioni utili

Il Sentiero Natura “L’Africa e i vecchi coltivi” parte dal cimitero di Monteveglio Alto, è lungo circa 1,5 chilometri e richiede indicativamente un’ora di cammino.

La classificazione ufficiale è E – Escursionistico.

Il fondo è prevalentemente in terra battuta e alcuni tratti possono diventare fangosi dopo le piogge: sono quindi consigliate scarpe con una buona suola.

Nel parco sono presenti altri Sentieri Natura, compreso quello che sale dal centro di Monteveglio al castello e all’Abbazia di Santa Maria Assunta.

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