I 4 laghi più belli d’Abruzzo da ammirare a settembre

Dal cuore della Valle del Sagittario alle pendici del Gran Sasso, un viaggio alla scoperta di quattro laghi dove natura, storia e cultura dei borghi si incontrano.

9 settembre 2026 - 9:52

Abruzzo, 4 laghi bellissimi da ammirare a settembre

L’Abruzzo è terra di vette e di altipiani, ma anche di acque ferme che raccontano una storia diversa da quella dei suoi sentieri più celebri.

Tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e le pendici del Gran Sasso, la regione custodisce quattro laghi che meritano un itinerario a sé, capace di alternare paesaggio, cultura dei borghi e un ritmo più lento rispetto alle classiche mete di trekking.

Non sono bacini enormi né particolarmente noti fuori dai confini regionali, eppure ciascuno racconta qualcosa di diverso: c’è il lago che con la sua forma a cuore è entrato nell’immaginario collettivo dell’Abruzzo, quello che si specchia in un eremo medievale, quello popolato dagli orsi marsicani e quello che si apre come un mare d’alta quota ai piedi del Gran Sasso.

Visitarli tutti significa attraversare la regione da sud a nord, passando dalla Valle del Sagittario fino all’Altopiano di Campo Imperatore. Per scoprire come ogni lago ha finito per plasmare il paese che gli sta accanto.

1 – Il Lago di Scanno, il cuore della Val di Sagittario

Non è un caso che il Lago di Scanno sia diventato uno dei simboli fotografici dell’Abruzzo: la sua forma, che ricorda un cuore visto dall’alto, nasce da una frana di diversi secoli fa.

Il paese di Scanno, arroccato poco più in alto, con le sue viuzze in pietra e l’artigianato orafo che ancora resiste, resta il punto di partenza ideale per la visita, e merita da solo una sosta prima di scendere verso l’acqua: i vicoli si stringono tra portali scolpiti e balconi in ferro battuto, testimonianza di un centro che nei secoli ha prosperato grazie alla pastorizia transumante e ai commerci con la Puglia.

Le acque del lago, di un verde intenso che vira quasi al turchese nelle giornate più limpide, si prestano a una passeggiata lungo la sponda orientale, meno frequentata rispetto al lido attrezzato sul lato opposto, dove d’estate si concentrano gli stabilimenti balneari e i pedalò.

Chi preferisce un punto di vista più ampio può salire verso il santuario della Madonna del Lago, piccola cappella affacciata sull’acqua, oppure proseguire fino ai belvedere lungo la strada che sale verso Frattura Vecchia, il vecchio abitato abbandonato dopo il terremoto del 1915 e mai più ricostruito, da cui lo sguardo abbraccia l’intero bacino in un colpo solo.

È un luogo che regge bene anche la bassa stagione, quando i turisti diminuiscono e il lago torna a restituire quella quiete che gli valse, nei decenni passati, l’attenzione di fotografi come Henri Cartier-Bresson, arrivato fin qui negli anni Cinquanta per immortalare le donne di Scanno nei loro abiti tradizionali sulle rive dell’acqua.

_ Tutto quello che c’è da sapere sul Lago di Scanno

2 – Il Lago di San Domenico e l’eremo sospeso

Pochi chilometri più a valle, nel territorio di Villalago, il Lago di San Domenico offre uno scorcio diverso ma altrettanto memorabile.

Le acque, più piccole e raccolte, lambiscono le fondamenta dell’eremo di San Domenico, edificato secondo la tradizione dal santo nell’XI secolo in una grotta a strapiombo sulle Gole del Sagittario.

La combinazione tra architettura rupestre e paesaggio lacustre crea un’atmosfera quasi sospesa, che si accentua nelle prime ore del mattino, quando la nebbia si alza lentamente dall’acqua.

Da qui parte un sentiero che segue il corso del fiume attraverso le gole, un canyon calcareo scavato in millenni, fino a raggiungere l’abitato di Villalago: un percorso relativamente breve ma capace di condensare geologia, fede popolare e natura selvaggia in un’unica camminata.

_ Scopri di più sul Lago di San Domenico

3 – Il Lago di Barrea, tra faggete e orsi marsicani

Addentrandosi nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Lago di Barrea cambia ancora una volta registro.

Si tratta di un bacino artificiale, creato negli anni Cinquanta con lo sbarramento del fiume Sangro, ma che nel tempo si è integrato a tal punto nel paesaggio da apparire naturale a tutti gli effetti.

Circondato da faggete che si tingono di rame in autunno, è uno dei luoghi in cui la presenza dell’orso bruno marsicano, per quanto rara da osservare direttamente, si fa sentire attraverso la cartellonistica del parco e i racconti delle guide locali.

Il lago può essere ammirato da due prospettive complementari: dall’alto, affacciandosi dal belvedere del borgo di Barrea, arroccato su uno sperone roccioso, oppure da Civitella Alfedena, paese che con il suo museo del lupo appenninico e le sue stradine in pietra racconta un rapporto secolare tra comunità montane e fauna selvatica.

_ Il lago sul sito del Parco

4 – Il Lago di Campotosto, il mare del Gran Sasso

Chiude l’itinerario il Lago di Campotosto, il più esteso dell’Abruzzo e uno dei più grandi bacini artificiali d’Italia, adagiato su un altopiano a oltre 1300 metri ai piedi del versante settentrionale del Gran Sasso, in un punto in cui la Laga incontra il massiccio più alto dell’Appennino.

Qui il paesaggio si fa più aspro e aperto rispetto agli altri tre laghi: niente boschi fitti a incorniciare le sponde, ma un orizzonte ampio che d’inverno si copre di neve fino quasi a toccare l’acqua, regalando scenari quasi nordici, e d’estate si anima di cicloturisti che percorrono l’anello perimetrale di oltre venti chilometri e di birdwatcher in cerca di aironi cenerini e cormorani che sostano lungo le rive, in un tratto che rientra tra le zone umide di interesse per l’avifauna migratoria.

Il vento, quasi sempre presente su questo altopiano privo di ripari naturali, è parte integrante dell’esperienza: increspa la superficie dell’acqua e rende il lago una meta frequentata anche da chi pratica vela e windsurf nei mesi più caldi.

I tre borghi che si affacciano sul lago, Campotosto, Poggio Cancelli e Mascioni, conservano un’economia legata alla pastorizia e alla produzione di salumi, in particolare la celebre mortadella di Campotosto, che vale una sosta gastronomica prima di rimettersi in viaggio.

_ Scopri di più sul Lago di Campotosto

 

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