Valle d’Aosta sopra i 2000: 4 rifugi panoramici da visitare a giugno

Dalla Valpelline al massiccio del Monte Bianco, passando per i sentieri che conducono ai piedi del Cervino: un viaggio tra quattro rifugi simbolo della Valle d’Aosta, luoghi dove storia, alpinismo e grandi panorami si incontrano oltre i duemila

12 giugno 2026 - 10:38

Valle d’Aosta d’estate: 4 rifugi panoramici da visitare a giugno

È in quota, superati i duemila metri, che un territorio come la Valle d’Aosta esprime il meglio di sé. Il paesaggio diventa severo e generoso allo stesso tempo, fatto di ghiacciai residui, valloni remoti, pareti di granito e gneiss…

E una rete di rifugi che, da oltre un secolo, offrono punti di appoggio per alpinisti e escursionisti.

Questi rifugi non sono semplici strutture ricettive: sono punti di riferimento per intere generazioni di appassionati, spesso gestiti da famiglie con radici profonde nel territorio.

Raggiungerli significa già in parte compiere un viaggio nel tempo, risalire i sentieri percorsi dai pionieri dell’alpinismo, dai contrabbandieri che aggiravano i confini per le valli laterali, dai pastori che d’estate portavano i greggi sugli alpeggi d’alta quota.

Ecco 4 rifugi panoramici sopra i 2000 metri in Valle d’Aosta.

1 – Rifugio Crête Sèche, 2.410 m, Valpelline (Bionaz)

Nella Valpelline, una delle valli laterali più lunghe e meno frequentate della regione, a circa 2.410 metri di quota, il Rifugio Crête Sèche occupa una posizione spettacolare su un balcone naturale affacciato sulla comba sottostante.

Tutt’intorno, la Costiera dell’Aroletta e la catena del Mont Crête Sèche disegnano uno skyline frastagliato di guglie e torrioni che nel corso dei decenni ha attirato alpinisti da ogni parte d’Europa.

La struttura, di proprietà del CAI di Aosta, è stata costruita nel 1982 nei pressi del Berio del Governo, un antico posto di vigilanza risalente all’epoca della Rivoluzione Francese.

Il rifugio è raggiungibile da Ruz, frazione di Bionaz a circa 1.700 metri, con un percorso di circa quattro chilometri e un dislivello di oltre 700 metri.

Il sentiero attraversa boschi, alpeggi e zone rocciose senza mai diventare esposto o pericoloso, il che lo rende adatto anche alle famiglie con bambini.

Da qui, per gli escursionisti più allenati, si aprono itinerari verso il Mont Gelé, la Becca di Chardonney e i colli di Crête Sèche, con la possibilità di traversate verso il Rifugio Prarayer.

Uno degli elementi che rendono questo rifugio davvero speciale è la sua filosofia di gestione: niente televisione, niente internet, niente shopping.

La socialità si costruisce intorno al tavolo, con i prodotti tipici della tradizione valdostana.

_ Il sito ufficiale del Rifugio

 

2 – Rifugio Torino, 3.375 m, Courmayeur (massiccio del Monte Bianco)

Pochi rifugi alpini possono vantare una storia così lunga e una posizione così estrema.

Il Rifugio Torino sorge a 3.375 metri di quota sul massiccio del Monte Bianco, nel comune di Courmayeur, ed è uno dei punti di riferimento più importanti dell’alpinismo europeo.

Le sue origini risalgono al 1898, quando fu costruito il primo edificio, ancora parzialmente visibile salendo in funivia.

L’attuale struttura, nota come “nuovo” Rifugio Torino, fu inaugurata nel 1952 grazie alle sezioni CAI di Torino e di Aosta, con il contributo della Regione Valle d’Aosta, alla presenza di oltre 600 persone.

Oggi il rifugio è raggiungibile da chiunque grazie alla Skyway Monte Bianco: la funivia parte dalla frazione La Palud e arriva a Punta Helbronner a 3.466 metri.

Da lì un ascensore scavato nella roccia permette di scendere direttamente al livello del rifugio in pochi minuti, senza toccare il ghiacciaio.

Il Rifugio Torino può ospitare fino a 160 persone e dispone di un ottimo servizio bar.

La doppia anima del Rifugio Torino è forse il suo tratto più interessante.

Fino al primo pomeriggio arrivano turisti di ogni tipo, attratti dalla funivia e dai panorami sul ghiacciaio del Gigante, mentre nel tardo pomeriggio iniziano a rientrare gli alpinisti da impegnative ascensioni come il Dente del Gigante o le Aiguilles des Rochefort.

Ma, anche per chi non ha nessuna velleità alpinistica, raggiungere il Torino e affacciarsi sul mare di ghiaccio che si estende fino all’Aiguille du Midi è un’esperienza che difficilmente si dimentica.

_ Il sito ufficiale del Rifugio

3 – Rifugio Nacamuli al Col Collon, 2.818 m, Valpelline (Bionaz)

Nell’estremo nord della Valpelline, a pochi chilometri dal confine svizzero, il Rifugio Nacamuli al Col Collon rappresenta uno dei rifugi d’alta quota più interessanti delle Alpi Pennine italiane.

La sua storia inizia nel 1928, quando fu costruita la prima struttura con il nome semplice di Rifugio Col Collon.

Oggi è considerato uno dei rifugi più moderni e confortevoli delle Alpi Occidentali, con 70 posti letto — più 20 nel locale invernale — a 2818 metri di quota.

L’accesso classico parte dal bacino artificiale di Place Moulin, a 1.980 metri, raggiungibile in auto dall’abitato di Bionaz.

Da lì si costeggia brevemente il lago e si imbocca la Comba d’Oren, un vallone laterale che si apre sulla destra.

La comba è un ambiente d’alta montagna severo e affascinante, con pareti rocciose, nevai residui e una vegetazione sempre più rada con il guadagno di quota.

L’unico tratto che richiede attenzione è un breve passaggio attrezzato con catene che permette di superare un salto di roccia prima di raggiungere la pietraia che dà accesso alla conca del Col Collon.

Non si tratta di un rifugio adatto ai principianti assoluti, ma a chiunque abbia una discreta preparazione fisica e un minimo di dimestichezza con i sentieri di montagna.

Il Colle Collon, appena sopra il rifugio, è stato per secoli un passaggio importante tra la Valle d’Aosta e il Canton Vallese svizzero, utilizzato sia dai pastori sia dai contrabbandieri.

Questa funzione di cerniera tra due mondi si percepisce ancora oggi nell’atmosfera del luogo.

In estate, il rifugio è la base ideale per numerose escursioni e ascensioni nei dintorni, ma anche per chi volesse inserirsi nel percorso della Haute Route Chamonix–Zermatt, uno degli itinerari sci-alpinistici e trekking più famosi delle Alpi.

_ Il sito ufficiale del Rifugio

4 – Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè, 2.802 m, Valtournenche

Ai piedi del Cervino, sul versante sud della montagna più fotografata delle Alpi.

Il Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè occupa una posizione di assoluto privilegio.

Costruito nel 1929 e inaugurato alla presenza del Duca degli Abruzzi, esploratore e alpinista tra i più famosi d’Italia, la struttura ha mantenuto nel tempo uno stile rustico e accogliente che ne fa uno dei rifugi più amati della regione.

Raggiungerlo da Breuil-Cervinia è alla portata di quasi tutti: il percorso classico parte dal centro del paese, segue e taglia una strada sterrata e arriva al rifugio con circa 800 metri di dislivello e due ore e mezza di cammino.

Chi volesse accorciare i tempi può salire in telecabina fino a Plan Maison, a 2.500 metri, e da lì proseguire a sinistra sul sentiero numero 65 impiegando circa un’ora e venti minuti aggiuntivi.

Lungo il percorso si incrocia una cascata spettacolare del torrente Porteiller e, gradualmente, la sagoma del Cervino si avvicina e cresce fino a dominare l’intero orizzonte.

A circa 100 metri sopra il rifugio si trova la Croce Carrel, dedicata a Jean Antoine Carrel, il primo italiano a raggiungere la vetta del Cervino nel 1865.

Fu proprio in quel punto, il 25 agosto 1890, che Carrel si spense durante il rientro da una delle sue innumerevoli salite.

La visita alla croce — semplice, silenziosa, affacciata sull’immensità — aggiunge una dimensione storica e quasi commovente a quella che altrimenti potrebbe sembrare una semplice escursione.

Per chi sogna di tentare la via normale italiana al Cervino, l’Oriondè è infine un’ottima base d’appoggio.

_ Il sito ufficiale del Rifugio

 

Scopri altre idee di viaggio in Italia

Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Trentino d’estate, Valle dei Mòcheni: trekking al lago di Erdemolo

Piemonte d’estate, Val di Gesso: 5 rifugi panoramici tra le montagne

Lombardia d’estate: 5 passeggiate al fresco vicino a Milano