|
Descrizione:
|
... è altrettanto vero che la tenda e il saccoletto incarnano ancora l’immaginario del viaggio e dell’avventura. In realtà, anche se meno “estremizzata”, la vacanza in tenda, magari itinerante, è ancora uno dei modi più entusiasmanti di vivere la natura, e fortunatamente sembra avere ancora un forte appeal anche nelle giovani generazioni, pur senza andare a scomodare il fascino dei grandi trekking e delle spedizioni nelle aree più selvagge del pianeta. Grande merito, in questo settore ancora più evidente, ha avuto la tecnologia che ha permesso la realizzazione di attrezzi dalle performances superlative - soprattutto in termini di protezione dagli agenti atmosferici - abbassando al tempo stesso, a volte in maniera drastica, il peso di tende e sacchiletto.
Tende Per quanto riguarda la “casa del trekker”, abbinati alla leggerezza, resistenza, funzionalità, ventilazione, impermeabilità, traspirazione e buona circolazione dell’aria interna sono i requisiti indispensabili, ma anche la velocità di montaggio e smontaggio ha un valore importante. A parità di peso, preferire sempre il maggior volume, che nell’uso equivale a comfort; utili le absidi, che offrono una migliore vivibilità potendo stivare materiale anche all’esterno della camera. Un piccolo lusso anche la doppia apertura, con zanzariera; nelle notti calde è un piacere farsi accarezzare solo dal vento e non da tutti gli insetti del circondario! Le tende tecniche si distinguono fondamentalmente in due tipi: da alta quota (4 stagioni) con un maggior isolamento termico, e da escursionismo (3 stagioni), più traspiranti e ideali per l’estate. Queste ultime si dividono ulteriormente in single wall (monotelo), molto leggere, e doppio telo, più affidabili, in grado di assicurare una migliore tenuta all’acqua. Tessuti: i materiali migliori per il telo esterno sono i poliesteri con spalmature poliuretaniche e/o alluminate, con trattamenti al silicone per incrementare la resistenza ai raggi UV. La camera interna dovrebbe consentire lo scambio dell’aria per limitare la condensa interna: è consigliata in nylon ripstop leggero per le 4 stagioni e in cotone per le 3 stagioni, però sempre con trattamenti "water repellent". Anche il pavimento deve essere in robusto poliestere, con spalmatura poliuretanica alluminata. Cuciture: obbligatoriamente nastrate e termosaldate sul telo esterno e sul pavimento, per aumentare la resistenza all’acqua anche in queste parti delicate. Paleria: la migliore è in duralluminio, una lega di derivazione aeronautica molto leggera, elastica e resistente; nelle tre stagioni spesso vengono impiegati anche materiali di vetroresina. Anche i dettagli sono importanti: seguite con le dita lo scivolamento di una cerniera, controllando che non si intoppi, e pensate di dover compiere quell'operazione con una mano sola nella bufera... la scelta vi verrà molto facile; utili, ma non necessarie, tasche, asole e ganci interni per stivare piccoli oggetti (la pila che non si trova mai quando serve). Alcune tende hanno un sistema di tensionamento regolabile del telo esterno e la falda a terra rialzabile per migliorare la circolazione interna dell'aria; tutti plus utili, non necessari.
Sacchiletto Un saccoletto tecnico estivo dell’ultima generazione non occupa, nello zaino, un volume superiore a una ventina di centimetri di lunghezza per 15 di larghezza, e si parla ormai sempre più spesso di pesi inferiori al chilo. Al tempo stesso, se proprio la temperatura non scende sotto lo zero, il comfort è una piacevole sorpresa quando, dopo una giornata di cammino, ci si infila nella “tana”. Anche per questo importante "compagno di viaggio" leggerezza, termicità e minimo ingombro sono oggi le caratteristiche principali. L’evoluzione dei tessuti e la ricerca di imbottiture sempre più performanti e leggere permette di bivaccare in sicurezza anche nelle situazioni e climi più estremi. La costruzione interna a scomparti separati e sovrapposti e cuciture sfalsate impedisce all’imbottitura di “ammucchiarsi” solo in qualche parte del sacco. Importante l'imbottitura che copre la zip, il collare imbottito tra la testa e le spalle e il cappuccio sagomato, che limitano la dispersione del calore interno. Imbottitura: fondamentale per la tenuta termica. Non esiste, per quanto concerne le imbottiture, un materiale capace di “creare” calore, e il miglior isolante è... l'aria! I prodotti più pregiati sono quelli che creando una sorta di "bolla d'aria" attorno al corpo, riescono a trattenere il calore corporeo impedendone la dispersione all’esterno. La piuma d’oca, se di alta qualità, é ancora oggi il termoisolante con il miglior rapporto peso/tenuta termica/comprimibilità. I limiti di questo straordinario prodotto naturale stanno nei tempi di asciugatura, nel caso si bagni, e nelle difficoltà relative al lavaggio: infatti la piuma sottoposta a lavaggi ripetuti perde col tempo le sue qualità, perciò i sacchiletto in questo materiale vanno lavati solo quando questa operazione é veramente…improrogabile, con molta delicatezza e con prodotti specifici. Inoltre sarebbe una buona regola comprimerli negli appositi contenitori soltanto durante l’utilizzo, mantenendoli stesi per il resto del tempo, in modo che i filamenti della piuma non si deteriorino; non tutti hanno però mezzo armadio dove riporre il prezioso saccoletto in piumino. Il mercato propone anche sacchiletto tecnici imbottiti con materiali sintetici a fibra cava, che si avvicinano per prestazioni e leggerezza alla piuma, con l’innegabile vantaggio che non modificano le proprie caratteristiche nel tempo, neppure se sottoposti a ripetuti lavaggi o a compressione prolungata negli appositi contenitori. Unico svantaggio dei sacchiletto sintetici sono le dimensioni; riposti negli appositi sacchetti, sono comunque più voluminosi dei “fratelli” in piuma, anche se alcuni prodotti ormai sono veramente supercomprimibili. Quando viene utilizzato, il saccoletto dovrebbe sempre essere arieggiato, e soprattutto non va mai riposto umido. Se per i sacchi in piuma lo stivaggio non compresso é una regola, é buona norma riporre anche quelli sintetici srotolati e in luogo asciutto. Un ampio sacchetto in cotone é l’ideale per appenderli nell’armadio. In commercio esistono prodotti impregnanti, da usare durante il lavaggio, per migliorare l’impermeabilità e la tenuta termica. Un’ultima considerazione: se si prevede un trekking in climi molto umidi, le fibre sintetiche, che asciugano prima, sono preferibili alla piuma.
Materassino, non indispensabile ma tanto comodo Il materassino è un accessorio voluminoso, ma utile se si vuol dormire comodi nei lunghi trekking! Quelli dell'ultima generazione, definiti "autogonfianti", sono veramente ottimi e hanno notevolmente ridotto peso e ingombri.
|