HomeItinerari Il Monte Porrara per il versante est e la cresta nord
Il Monte Porrara per il versante est e la cresta nord
L'itinerario si sviluppa interamente sul versante orientale e, sebbene sia molto lungo, consente un 'immersione completa nell’ambiente naturale e porta a scoprire gli aspetti geologici e morfologici della zona, la vita vegetale nei suoi diversi piani altitudinali, gli ampi panorami.
Palena - S. Antonio (883m); Colatoio (1600m); Monte Porrara (2137m); Vallone Quartarana (1738m); Guado di Coccia (1674m);Palena - S.Antonio (883m)
Tipologia itinerario:
a piedi
Dislivello in salita (m):
1310 m
Dislivello in discesa (m):
1310 m
Tempo di percorrenza (hh:mm):
7:00
Punti di appoggio:
Partenza e arrivo da Palena - S. Antonio (883m);
Periodo consigliato:
Il monte Porrara si presta a bellissime e panoramiche escursioni che non presentano difficoltà di rilievo. Tuttavia, la non eccezionale altezza di questa montagna, pressoché isolata, non deve indurre ad affrettate sottovalutazioni, dato che l'alta giogaia del Porrara durante la stagione invernale e primaverile è spesso battuta da venti violenti e investita da bufere improvvise. Le stagioni ideali sono senz'altro la primavera e l'autunno; poco consigliabili sono invece luglio e agosto per l'eccessiva calura. In inverno sono necessari picozza e ramponi. Con forte innevamento l'ascesa è sconsigliabile per il pericolo di valanghe che scarica il Fosso Porra-ra.Interessante la traversata sci/alpinistica nord/sud, che in condizioni ottimali può costituire un'esperienza piacevole. La prima salita alla vetta con gli sci, da nord, venne effettuata da C.Landi Vittori e F.Zapparoli il 20 aprile 1943.
Da Palena si sale alla località S.Antonio (883m), dal nome dell'omonimo convento, dove è possibile parcheggiare l'auto vicino ad una fontana. Si prosegue sino al primo gomito nei pressi di Colle Campana, rivestito da un fitto bosco, si prende a sinistra, si attraversa il nudo terreno al limite degli alberi e si in-crocia il sentiero che sale dal convento.
Si prosegue in leggera salita, entrando ben presto nel bosco, in località Lucine, dove è facile avvistare lo scoiattolo meridionale. Il sentiero ora si fa erto e a quo-ta 1300 (ore 1.30) si prosegue sulla sinistra verso la chiesa della Madonna dell'Altare; lo si abbandona e si continua nella fitta faggeta che ricopre la valle della Porrara, ricca di acque sorgive. Al limite del bosco si sbocca su di una vasta zona prativa con meraviglioso panorama sulla valle dell'Aventino.
Il sentiero, ben segnalato, prosegue sino ad alcune rocce sopra il colatoio, a quota 1600 (ore 1); si può os-servare il progressivo variare della vegetazione, mentre il panorama spazia verso la valle dell'Aventino e le montagne del vicino Molise. Si lasciano le tracce che proseguono per il fianco del monte e, avendo alle spalle le roccette, si punta decisamente su terreno scoperto verso la cresta, risalendo il fosso Porrara e superando con numerose svolte l'erta molto aspra, senza via ob-bligata, sino a raggiungere la depressione della sottile cresta, a 2034 metri, che consente di guardare su entrambi i versanti. Da qui, volgendo a sinistra e risalendo il crinale, si guadagnano i 2137 metri della cima del Porrara (ore 1.45). Il panorama è a 360 gradi.
Dalla vetta, seguendo il sentiero, si riscende alla sella e si prosegue per l'elegante cresta, a volte esile, che si protende verso nord; si contorna l'anticima (2100m), passando quindi poco sopra un grande stazzo abbandonato. Qui si abbandona la cresta e ripidamente si scende per la costa pietrosa e l'insellatura del vallone Quartarana (1738m).
Con una breve salita si raggiunge la spianata sommitale del Monte Coccia (1795m), quindi si scende per un pendio erboso al sottostante Guado di Coccia (ore 1.45).
Dal guado, si costeggia per un comodo sentiero il boscoso versante Nord/Est del M.Coccia; poi la valle si allarga e il sentiero perviene a un ampio pianoro, meta nella stagione propizia di appassionati ricercatori di funghi. Nel periodo estivo questa zona è ancora sede di attività pastorali, che hanno avuto nel passato una ben più vasta presenza e ne rimane infatti traccia nei numerosi sentieri e piste che da Palena salgono fino al guado.
Clementi Editore non si assume alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati dai visitatori del sito, il cui nome compare in calce al testo. Chi ha inserito i testi è responsabile in caso di errori e violazioni dei diritti d'autore.