Piemonte, Val Formazza: trekking dalla Cascata del Toce alla diga Vannino

Un percorso non troppo impegnativo che permette di godere della bellezza del secondo salto d’acqua più alto d’Europa (143 metri) e della tranquilla forza del lago del Vannino.

23 marzo 2021 - 22:12

La Cascata del Toce, la forza selvaggia dell’acqua alpina

La Cascata del Toce, con i suoi 143 metri di salto sulla roccia, è considerata uno dei più spettacolari tuffi d’acqua delle Alpi.

Non a caso, fino agli inizi del Novecento, con il fiorire del turismo alpino, la località era molto nota e fu meta di visita di personaggi molto noti, da D’Annunzio a Wagner, alla Regina Margherita.

Nel 1923 proprio dove inizia il salto d’acqua fu inaugurato un celebre albergo in stile Decò.

Oggi la cascata è visibile nella sua selvaggia e originaria forza soltanto in certi periodi dell’anno e in orari prefissati, che potete trovare qui.

Infatti tutta l’area è al centro di un complesso sistema di dighe e canali che sfrutta la forza dell’acqua per lo sviluppo di energia idroelettrica.

Il territorio ha conservato la sua bellezza e ci sono molti itinerari di trekking che faranno la gioia degli escursionisti appassionati in montagna.

Uno di questi va dalla Cascata del Toce al Lago Vannino, un lago artificiale di grande suggestione incastonato tra le montagne.

 

L’itinerario: in cammino dalla Cascata

Ci portiamo verso la sinistra della cascata, a ovest, risalendo il pendio dove sono visibili alcune baite ormai abbandonate, segno della passata popolosità di queste zone.

Seguendo i segnavia bianchi e rossi si imbocca il sentiero che si inoltra nel vallone di Freghera.

Procediamo con alcuni saliscendi, fino ad impegnarci con una bella salita che termina alla Bocchetta del Gallo, accesso poco conosciuto ma molto panoramico per il Vannino.

A questo punto si può raggiungere il sentiero che proviene da Ponte e va verso il bacino.

Altrimenti, per i più avventurosi, si procede a mezza costa senza scendere, seguendo le tracce che portano alla diga mantenendosi pianeggianti.

Per il ritorno, si possono ripercorrere gli stessi passi.

Altrimenti si può scegliere il sentiero che va a Ponte, frazione di Formazza.

L’interesse di visita, in questo caso, non sarebbe soltanto paesaggistico e naturalistico ma anche etno-antropologico, poiché Formazza è un comune di lingua e cultura Walser.

I Walser appartenengono al ceppo degli alemanni e che si concentrano in varie località dell’arco alpino fra Italia, Svizzera, Austria e Liechtenstein.

 

Approfondimento: Le centrali, archeologia industriale

Molte delle escursioni che coinvolgono i laghi artificiali, ma anche i fiumi maggiori d’Italia, possono trasformarsi in un’occasione per scoprire qualcosa di più sulle centrali idroelettriche: l’Enel, in collaborazione con i diversi enti locali attivi sul territorio, da Parchi a Comuni, ha voluto impegnarsi per inserire i suoi impianti in un percorso di valorizzazione didattica e culturale.

Inserite in un ambiente naturale di innegabile pregio e interesse, o progettate da famosi architetti, o ancora fondamentali per lo sviluppo della zona in cui sono sorte, le centrali diventano così il filo rosso per la scoperta di un territorio, in un’ottica non di abbandono bensì di recupero e rivalutazione.

Il reportage:Laghi artificiali, quando l’intervento dell’uomo è in armonia con la natura

Informazioni utili:
Pro Loco Formazza
Tel. 0324.63059

 

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